APO CONERPO: PER L’ORTOFRUTTA SFIDA SENZA PRECEDENTI

APO CONERPO: PER L’ORTOFRUTTA SFIDA SENZA PRECEDENTI

L’appello del presidente Davide Vernocchi al convegno per i 30 anni dell’Organizzazione di Produttori: “L’UE inverta la rotta e salvaguardi le filiere”.

giovedì 27 marzo 2025

L’ortofrutta italiana si trova oggi ad affrontare sfide epocali che ne mettono a rischio la sostenibilità economica e produttiva, fra effetti del cambiamento climatico, crisi delle filiere principali che rischiano una prematura estinzione, fitopatie, parassiti e dinamiche di mercato che favoriscono le produzioni a basso costo importate dall’estero. E l’Europa, se da un lato rimarca a parole la centralità del settore agricolo, sul piano normativo continua in un percorso di “disarmo forzato” dei produttori, rimuovendo una dopo l’altra tutte le molecole efficaci per tutelare le produzioni. Uno scenario complesso sul quale ha voluto accendere i riflettori Apo Conerpo, principale Organizzazione di Produttori (OP) ortofrutticola europea, che, in occasione delle celebrazioni per il proprio trentennale, ha chiamato a raccolta le istituzioni europee, nazionali e regionali per il convegno “Coltivare il futuro tra politiche green e mercato”.

 

Un importante momento di confronto tenutosi mercoledì 26 marzo 2025 a Bologna con l’obiettivo di mettere a fuoco i principali dati del settore e le strategie per garantire la competitività delle produzioni italiane nel panorama europeo. Sul palco, insieme al presidente di Apo Conerpo, Davide Vernocchi, anche Veronika Vrecionova, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, Felice Assenza, responsabile ICQRF del Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Raffaele Drei, presidente di Fedagripesca Confcooperative, Alessio Mammi, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, e Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative. L’evento, introdotto dal direttore generale di Apo Conerpo, Daniele M. Ghezzi, che ha ripercorso le tappe salienti della storia trentennale dell’Organizzazione di Produttori inquadrandone l’impegno per la tutela e la valorizzazione del lavoro dei soci e il ruolo cruciale nel sistema ortofrutticolo nazionale ed europeo, ha visto la presentazione del report esclusivo realizzato da Nomisma “Sfide e strategie per la resilienza dell’ortofrutta”.

 

“L’ortofrutta italiana sta affrontando una delle fasi più critiche della propria storia – ha illustrato Davide Vernocchi -. La combinazione di cambiamento climatico, restrizioni normative europee e concorrenza internazionale, rischia di compromettere la competitività di un settore strategico per l'economia del Paese e per l'intera Europa. La questione non riguarda solo la produzione, ma l'intero sistema agroalimentare, dalla tutela del reddito degli agricoltori alla sicurezza alimentare per i consumatori. Uno degli aspetti più problematici per il settore riguarda la progressiva riduzione dei prodotti fitosanitari disponibili imposta dalla Commissione Europea. L’Italia ha perso circa il 70% delle molecole autorizzate, con un’accelerazione drastica a partire dal 2000. Questo oggi significa che per ogni principio attivo eliminato, in mancanza di alternative efficaci si rischia di perdere intere colture fondamentali per il tessuto produttivo nazionale con un impatto gravissimo sia sul piano economico che di sostenibilità ambientale. Perché meno molecole significa più spreco alimentare: l’impossibilità di trattare adeguatamente le malattie sta incrementando i prodotti scartati, inadatti sia al commercio sia alla trasformazione industriale. Siamo di fronte a un bivio: le decisioni che verranno prese a livello europeo nei prossimi mesi definiranno il futuro del settore ortofrutticolo italiano. Non possiamo permetterci di perdere altre superfici produttive né di lasciare il mercato interno nelle mani di prodotti di importazione che non garantiscono gli stessi standard qualitativi e ambientali delle nostre produzioni”.

 

Il report di Nomisma: una fotografia dettagliata del settore

 

La ricerca, illustrata dalla Responsabile Strategic Advisory di Nomisma Ersilia Di Tullio, ha offerto un quadro approfondito dello stato di salute dell’ortofrutta italiana ed emiliano-romagnola, evidenziando le dinamiche di mercato, l’impatto del cambiamento climatico e le sfide della transizione ecologica. Il report ha messo in luce le criticità di alcune filiere emblematiche, evidenziando dati allarmanti: la perdita di oltre il 45% delle superfici coltivate a pere in Emilia-Romagna dal 2014 a oggi, il drastico calo degli ettari dedicati a pesche e nettarine (-56,5% dal 2014 al 2024) e la contrazione del catasto produttivo del kiwi (-6,1% negli ultimi cinque anni), con una significativa riduzione dell’export e un aumento delle importazioni che ne minacciano la competitività.

 

Parallelamente, il report ha evidenziato come l’Italia, nonostante la forte vocazione produttiva, stia progressivamente perdendo la propria autosufficienza in alcune colture strategiche, con conseguenze dirette sull’equilibrio del mercato interno. L’abolizione da parte della Commissione Europea dei quattro quinti delle molecole fitosanitarie autorizzate negli ultimi vent’anni e l’assenza di reciprocità nelle regole commerciali con i Paesi extra-UE rappresentano ulteriori fattori di pressione che compromettono la redditività delle aziende agricole italiane.

 

La ricetta di Apo Conerpo

 

La strada per uscire dalla crisi che minaccia l’ortofrutta italiana c’è e ha tappe precise: “Servono regole commerciali basate sulla reciprocità per garantire equità tra produttori europei ed extra-UE – incalza Vernocchi -, occorrono maggiori investimenti in ricerca e innovazione per sviluppare soluzioni produttive efficaci, bisogna rafforzare gli strumenti di difesa attiva e passiva, fondamentali per la protezione delle colture di fronte agli effetti del cambiamento climatico, e parlare di riduzione dei principi attivi utilizzabili solo in presenza di alternative valide. E serve sempre di più un concreto sostegno all’aggregazione di qualità per aumentare la competitività delle OP: in Emilia-Romagna abbiamo esempi virtuosi, come quelli sul settore pericolo che hanno dato risultati importanti. Apo Conerpo è pronta a fare la sua parte, ma servono politiche agricole comunitarie che sostengano davvero il settore.  Per trent’anni abbiamo lavorato, facendo sistema, cercando di dare risposte e soluzioni alle sfide delle nostre filiere, dalle crisi di mercato a quelle legate alla cimice asiatica, dalla moria e batteriosi del kiwi alle problematiche del pero, cercando di mettere a valore le risorse messe a disposizione dalla Comunità Europea. Continueremo a farlo ma oggi parliamo all’Europa: Bruxelles deve decidere se si vuole davvero salvaguardare la nostra produzione ortofrutticola o se si vuole lasciare il mercato ai prodotti d’importazione, meno sicuri e meno sostenibili. Il tempo, ormai, è tiranno”

 

Le voci della tavola rotonda

 

L’evento ha visto la partecipazione di autorevoli rappresentanti delle istituzioni e del settore ortofrutticolo, protagonisti della tavola rotonda moderata dalla giornalista del Sole 24 Ore Micaela Cappellini.

 

“Abbiamo una discussione aperta con il Commissario Hansen sul budget - ha evidenziato Veronika Vrecionová, Presidente della Commissione per l'Agricoltura e lo Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo -. Il mio auspicio è di avere un budget della Pac almeno come quello di oggi. Ci sono tanti problemi all’ordine del giorno, tante nuove priorità, dalla Difesa alla Sicurezza: ma la discussione aperta sull’agricoltura nella visione dello stesso Hansen è molto importante. Il Commissario è ben consapevole del ruolo che ha l’agricoltura e del valore strategico del settore ortofrutta nella sicurezza agroalimentare. La sicurezza è essenziale non solo per la Difesa, ma anche in termini alimentari. Siamo ben consci di questo. Spero che nella nuova Pac vedrete anche un migliore equilibrio tra motivazioni, norme e regole. Vogliamo supportare l’innovazione e avere meno burocrazia attraverso una semplificazione generale di un sistema molto complesso. Stiamo ascoltando le esigenze degli agricoltori e vogliamo sviluppare una Pac più semplice e ancora più vicina ai produttori.

 

"La Politica Agricola Comune ha subito un cambio di rotta, passando da un approccio di compliance a uno di performance – ha spiegato Felice Assenza, Capo ICQRF del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste -. Pur con tutti i buoni propositi della semplificazione, si sono generate difficoltà oggettive dovute alle complicatissime norme e adempimenti in materia di monitoraggio, valutazione e relativi pagamenti. La recente comunicazione della Commissione UE contenuta nella 'Visione strategica per il futuro dell'agricoltura', segna un possibile cambio di passo: per la prima volta si parla di giusto prezzo per gli agricoltori, si dice che che non sarà più permessa una situazione in cui gli agricoltori siano costretti a vendere sotto i costi di produzione. Un tema centrale, così come quello della sovranità alimentare, del grado di approvvigionamento; dell'etichettatura, un fattore che mette in collegamento prodotto e consumatore; e il rafforzamento delle indicazioni geografiche. La sfida più importante è legata al piano di finanziamento pluriennale: bisogna dimensionare la Pac a un grado di risorse adeguato e considerati i tempi e le necessità dell’Ue è un compito difficile, ma ci auguriamo, per noi e per tutti gli agricoltori, che la nuova Commissione sia all’altezza della situazione".

 

“Misure concrete e risorse adeguate per favorire l’aggregazione. È questa una delle principali richieste che la federazione ha avanzato al Commissario Ue Hansen incontrandolo ieri a Roma – ha spiegato il presidente di Fedagripesca Confcooperative Raffaele Drei nel suo intervento -. Specie nell’attuale scenario geopolitico contraddistinto da forti tensioni internazionali, la scelta di aggregarsi può aiutare i produttori ad essere più competitivi, con progetti di sviluppo e innovazione. Per questo chiediamo alla Commissione un piano normativo nella nuova Pac che preveda strumenti per l’aggregazione. Non dimentichiamo che la politica agricola comune è nata con l'obiettivo di produrre cibo. Lo stesso concetto di sovranità alimentare che dà nome al nostro Ministero, esprime il medesimo concetto: far mangiare bene i nostri cittadini europei”.

 

 “Il contrasto al surriscaldamento globale e ai cambiamenti climatici è la vera sfida da vincere. L’agricoltura è tra i settori più colpiti da questi effetti come abbiamo potuto vedere in questi anni caratterizzati da alluvioni, gelate tardive, siccità, fitopatie, e la frutticoltura ne soffre in modo particolare – ha commentato Alessio Mammi, Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna -. La Regione continuerà ad impegnarsi per soluzioni strutturali grazie alla ricerca in campo, che finanziamo con convinzione, a chiede in Europa reciprocità sull’export per mantenere la competitività, a soluzioni meccaniche sulle produzioni per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici come il progetto Frutteti Resilienti, che abbiamo lanciato come Regione lo scorso anno e nel quale abbiamo messo 70 milioni di euro per finanziare le protezioni meccaniche, con un’intensità di aiuto fino al 70%, poi al potenziamento del sistema assicurativo per le imprese agricole. È necessario inoltre rivedere il meccanismo di indennizzi supportato da Agricat perché ad oggi non sta dando i risultati sperati e le imprese frutticole non vedono riconosciuti i giusti indennizzi. Serve poi un piano nazionale strategico della frutticoltura, che contempli anche interventi nel settore logistica, l’abbassamento del costo del lavoro come si fa per i settori produttivi in difficoltà e altri provvedimenti. Dobbiamo continuare a garantire il reddito alle imprese agricole e i nostri prodotti di grande qualità sulle nostre tavole.”

 

“In 30 anni di storia Apo Conerpo ha sempre difeso a schiena dritta il modello cooperativo che tramite l’aggregazione consente ai produttori di presidiare i mercati – ha affermato nel suo intervento conclusivo Maurizio Gardini, Presidente di Confcooperative -. Oggi guardiamo con interesse al nuovo corso dell’Unione Europea che sta mettendo in discussione l’ambientalismo ideologico alla base del Green Deal; siamo convinti che questo percorso debba continuare portando a risultati concreti, e sarà nostro impegno vigilare con attenzione. Ci aspetta una nuova stagione importante e di grande responsabilità nelle relazioni con le Istituzioni, affinché le Organizzazioni di Produttori siano aiutate ad essere più grandi ed efficienti per dare le migliori risposte alla nostra base agricola. Orgoglio, responsabilità e presenza sono le parole chiave per il nostro futuro”.