EMILIA-ROMAGNA, NEL 2025 PIL IN AUMENTO DELLO 0,6%

EMILIA-ROMAGNA, NEL 2025 PIL IN AUMENTO DELLO 0,6%

Le proiezioni di Guido Caselli (vicesegretario regionale Unioncamere) intervenuto in Commissione Bilancio dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna.

mercoledì 5 marzo 2025

L’Emilia-Romagna ha chiuso il 2024 con una crescita del Pil dello 0,6 per cento, un incremento di poco superiore a quanto registrato in ambito nazionale. A caratterizzare l’anno che si è da poco concluso è stata la flessione delle esportazioni, -2,2 per cento, calo che ha contribuito alla frenata del comparto industriale, -1,4 per cento. A dirlo, intervenendo lunedì 3 marzo 2025 nel corso della commissione Politiche economiche dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna, è stato il vicesegretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna Guido Caselli che ha fatto il punto sulle prospettive dell’economia regionale.

 

Per il 2025 è atteso un aumento del Pil analogo a quello del 2024, alla lieve ripresa dell’industria si contrapporrà la flessione delle costruzioni, chiamate a fronteggiare l’esaurirsi degli incentivi. Nel 2025 proseguirà la dinamica positiva di occupazione e del settore terziario, tendenze già evidenziate nel corso del 2024.

 

I numeri e le riflessioni di Caselli, oltre a delineare il quadro attuale dell’economia regionale, hanno prefigurato scenari socio-economici futuri, abbozzando i cambiamenti che caratterizzeranno l’Emilia-Romagna davanti alle sfide connesse alla trasformazione digitale, demografica e ambientale. Caselli ha immaginato l’Emilia-Romagna dei prossimi anni come “officina generativa di relazioni”, dove il termine officina rimanda alla nostra tradizione manifatturiera e alla capacità di far convivere l’intelligenza artigiana della creatività e del saper fare con quella artificiale. Generativa evoca un’economia circolare che non si esaurisce con il riuso delle materie ma amplia la visione alla rigenerazione delle relazioni tra persone, imprese, Istituzioni. Relazioni ci ricorda che al centro del modello di sviluppo ci sono le persone, le imprese, la comunità e solo attraverso la loro valorizzazione si possono riannodare i fili che legano la crescita economica alla coesione sociale.

 

La relazione segnala anche chiari problemi nel reperimento di personale specializzato, salari troppo bassi (anche se più alti della media italiana) in calo sia come valore assoluto e come potete d'acquisto, una forte disparità salariale tra uomini e donne con queste ultime che a parità di lavoro hanno salari del 20% inferiori rispetto a quelli dei colleghi maschi. Tra i lavoratori sta crescendo anche la richiesta di Welfare aziendale con qualche cambiamento rispetto al passato: se un tempo si cercava l'asilo nido aziendale per i figli, ora i lavoratori aspirano ad avere un caregiver aziendale per i genitori anziani.

 

Tra i singoli settori in crescita Unioncamere indica il turismo, con Bologna in forte affermazione grazie soprattutto al turismo. E il futuro? Come sarà l'Emilia Romagna dei prossimi anni? Caselli ricorda che ci saranno oltre 100.000 emiliano-romagnoli in più, ma ci saranno molti meno bambini e molti più anziani.