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'VIEW: VIOLENZA, IMPRESA E WELFARE': LA COOPERAZIONE A SOSTEGNO DELL'EMPOWERMENT FEMMINILE

Contrastare la violenza sulle donne con le armi della cooperazione è l'obiettivo del progetto 

Contrastare la violenza sulle donne con le armi della cooperazione. E' questo l'obiettivo del progetto “VIEW: Violenza, Impresa e Welfare. Il ruolo della cooperazione per l'uguaglianza di genere e l'empowerment femminile, promosso da Gruppo di Lavoro Violenze & Welfare della Commissione Dirigenti Cooperatrici di Confcooperative Emilia Romagna coordinato da Stefania Ciani – dirigente di Servizi Ecologici e promotrice della legge regionale 6/2014 per la parità di genere e il contrasto alla violenza contro le donne – e Mirella Paglierani Presidente di Gemos.

Il progetto è curato dall'economista ricercatrice Francesca Corrado. Un'iniziativa con la quale si punta a mappare tutti i servizi che le cooperative emiliano-romagnole possono fornire alle donne vittime di violenza, e che proprio in occasione della Festa della Donna il team di cooperatrici ha iniziato a presentare nelle varie province, a partire da Modena.

 

SERVIZI COOPERATIVI CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE

Il progetto, sostenuto da Fondo Sviluppo, è già stato sottoposto dalla presidente della Commissione, Anna Piacentini, all'attenzione della Regione Emilia-Romagna, in particolare dell'assessora alle Pari Opportunità Emma Petitti, che ha dimostrato apprezzamento e condivisione.

«Lo studio – spiega Francesca Corrado - mira ad individuare le diverse tipologie di sostegno che cooperative di ogni settore possono attuare in quattro distinte fasi d'intervento: sensibilizzazione e informazione, ascolto e individuazione del bisogno, presa in carico, acquisizione di autonomia ed empowerment. Nessun ambito cooperativo è escluso: le imprese che non erogano servizi possono occuparsi di inserimento lavorativo, mentre le banche di credito cooperativo, per fare un esempio, hanno la possibilità di proporre forme di microcredito per favorire l'autonomia femminile».

Funzionarie appositamente formate stanno sottoponendo un questionario ad un campione significativo di cooperative. I risultati dell'indagine saranno presentati tra maggio e giugno 2018, prima a livello regionale poi nazionale.

 

L'ESPERIENZA DI FRANCESCA CORRADO

Francesca Corrado, presidente Associazione Giovani Cooperatori di Confcooperative Modena, componente della Commissione Dirigenti Cooperatrici di Confcooperative Emilia Romagna e presidente nazionale dei Giovani Imprenditori Cooperativi, lavora da anni sul tema. «Come ricercatrice universitaria avevo già affrontato il tema delle pari opportunità e della violenza. Con il mio gruppo abbiamo lavorato su una ricerca relativa al costo economico e sociale della violenza sulle donne in Italia, realizzata per Intervita Onlus nel 2013, e su un'indagine svolta l'anno successivo sull'efficienza delle reti regionali di supporto alle donne» spiega l'esperta. Dal primo studio era emerso un valore di spesa pari a 17 miliardi all'anno, comprensivi di oneri medici, farmaceutici, legali, ma anche costi a lungo termine, quali invalidità o improduttività sul lavoro. Una donna su 3 è vittima di violenza verbale o fisica, con inevitabili ripercussioni in ambito professionale, e la soggezione economica è un'aggravante in molte situazioni.

La seconda ricerca aveva coinvolto invece esponenti di forze dell'ordine, enti pubblici, servizi sociali e sanitari, portando a galla una forte discrepanza territoriale nella validità delle reti di sostegno e collocando l'Emilia Romagna tra le regioni più virtuose. 

«Alla base del nuovo progetto si pongono quindi i risultati dei lavori precedenti» precisa Francesca Corrado e conclude: «I dati che raccoglieremo saranno un ulteriore punto di partenza per lo sviluppo di tavoli territoriali tra cooperative della regione, finalizzati alla costruzione di una rete di servizi che sia di reale supporto alle donne vittime di violenza e alla loro libertà di scelta».

 

LE MOTIVAZIONI DEL PROGETTO

C'è una frase di Papa Giovanni Paolo II che più di ogni altra racchiude le parole chiave del progetto VIEW: “La violenza distrugge ciò che vuole difendere: la dignità, la libertà, la vita”. «Il tema della violenza e delle molestie è un problema sociale e di responsabilità: il mondo della cooperazione si fonda su valori etici di rispetto e valorizzazione della persona e pensiamo che possa ricoprire un ruolo importante nel contrasto sia in termini di supporto e servizi orientati alle donne, sia come imprese. La dignità di ogni persona è un diritto che va tutelato – sottolinea Anna Piacentini, presidente Commissione Dirigenti Cooperatrici di Confcooperative Emilia Romagna -. Ogni volta in cui viene violato, che sia tra le mura domestiche o in un ambiente di lavoro, vengono erose la libertà di scegliere, l'autostima, l'autonomia, se non la vita». Secondo la presidente Piacentini, «il primo passo per restituire tutto ciò è fornire strumenti di empowernment, lavorare sulla consapevolezza del proprio valore e delle proprie possibilità di scelta. Un tassello fondamentale per il successo è garantire   autonomia economica e sociale grazie al lavoro, alla casa e al support per la gestione dei figli. È altrettanto importante stimolare la consapevolezza nella governance delle aziende circa i rischi che, una mancata gestione del tema, può comportare all'impresa: dal crollo delle performance e della fiducia della lavoratrice (o lavoratore: non dimentichiamo che le molestie possono essere consumate anche a danno di uomini) alle responsabilità civili per il mancato rispetto delle norme di sicurezza quando il fatto dovesse avvenire sull'ambiente di lavoro. Per questa ragione vogliamo stimolare la creazione di una rete di support e di percorsi privilegiati di accesso al lavoro e di reinserimento lavorativo per le donne vittime di violenza; percorsi di nuovo inserimento;  o che facilitino la permanenza della donna all'interno dell'azienda attraverso, ad esempio, politiche per la conciliazione e la valorizzazione dei punti di forza e dei caratteri distintivi. Inoltre puntiamo su  percorsi formativi per dirigenti e per gestori di gruppi rispetto ai comportamenti da agire nel caso emergessero situazioni di lavoratrici vittime (sia di violenza domestica che sul lavoro) all'interno del proprio team di persone: sapere come intervenire per salvaguardare la persona e l'impresa è un nodo fondamentale troppo spesso sottovalutato. In questa fase tutte le cooperative possono essere potenzialmente coinvolte. Ciascuno di noi può aiutarle a credere che è possibile ricominciare».