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ORTOFRUTTA, VERNOCCHI (ALLEANZA COOPERATIVE): BENE NUOVE MISURE UE PER EMBARGO RUSSIA

Necessario prorogarle per la campagna 2017/18

ORTOFRUTTA, VERNOCCHI (ALLEANZA COOPERATIVE): BENE NUOVE MISURE UE PER EMBARGO RUSSIA

È notizia di queste settimane il fatto che la Commissione europea ha intenzione di ripristinare gli aiuti a supporto del settore ortofrutticolo, colpito dalle sanzioni russe. Restrizioni, vale la pena ricordarlo, che sono state introdotte nel 2014, quando l'Unione europea e gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni alla Russia a causa del suo coinvolgimento nel conflitto ucraino, e resteranno in vigore fino al 31 dicembre 2017. E' quanto afferma Davide Vernocchi, Coordinatore del Settore Ortofrutticolo dell'Alleanza delle Cooperative Agroalimentari.

Le difficoltà che stanno vivendo i produttori europei sono ancora notevoli, il danno diretto che il comparto ha subito è oggettivamente incalcolabile anche perché l'apertura di nuovi mercati – nonostante il forte impegno dello stesso Commissario Hogan – di fatto non è avvenuta. L'ultimo mercato aperto, per l'italia risale al lontano 2012 con gli Stati Uniti per mele e pere.

La proposta della Commissione prevede il mantenimento delle misure eccezionali solo per alcune produzioni per le quali permane il persistere del calo rilevante dell'export (mele pere agrumi susine pesche e nettarine). Parliamo di colture permanenti le cui produzioni sono altamente deperibili e il raggiungimento dei lontani mercati è assolutamente improponibile dal punto di vista logistico. Questa misura viene senz'altro incontro alle difficoltà dei nostri produttori ortofrutticoli, alle prese con altri fenomeni come la Brexit, le turbolenze politiche che stanno interessando il Nord Africa e le incognite legate alle scelte degli Stati Uniti.  

Va dato atto al nostro Ministero delle Politiche Agricole di aver lavorato proficuamente in sede comunitaria per ottenere una nuova ripartizione di aiuti per l'Italia.

Rimangono comunque forti le perplessità circa i numeri elaborati dalla Commissione dove si evidenzia che l'export del comparto cresce in maniera più importante rispetto la media (4,6 contro 1,5) e comunque se crescita c'è stata il merito è tutto delle imprese che si sono fatte carico del rischio.

"Al di là della situazione contingente, poi, per quanto concerne i possibili scenari del post embargo - prosegue Vernocchi - riteniamo sia impossibile immaginare che una volta terminate le misure restrittive verso la Russia, i flussi di export torneranno immediatamente ai livelli precedenti. La situazione non sarà più come prima ed è facile prevedere che i nostri produttori subiranno un danno anche in seconda battuta, poiché la Russia nel frattempo ha cominciato ad investire  in know how avviando la coltivazione di specie ortofrutticole sui propri terreni. Per questo motivo, pur valutando positivamente il provvedimento assunto dalla Commissione, che assegna all'Italia un nuovo quantitativo di circa 11.000 tonnellate di prodotto da ritirare, sarà sempre più necessario ricercare nuovi sbocchi commerciali puntando sull'alta qualità della nostra offerta e sull'elevato livello di competitività del sistema".