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Lavoro, cooperazione, misericordia nel messaggio di Papa Francesco

Le riflessioni di Mons. Pezzi e degli invitati alla Conversazione del 20 Settembre scorso

Lavoro, cooperazione, misericordia nel messaggio di Papa Francesco

"La cooperazione è una forma di impresa che ha ancora molto da dire. Ciò che importa è che i cooperatori abbiano una certezza nel cuore, che stanno collaborando all'opera di Dio creatore". E' uno dei passaggi dell'intervento di Mons. Paolo Pezzi, arcivescovo metropolita della Madre di Dio a  Mosca, in occasione della conversazione su "Lavoro, cooperazione, misericordia nel messaggio di Papa Francesco", che si è tenuta a Faenza, nella sede della Cooperativa Agrintesa il 20 settembre scorso.

All'incontro, promosso da Federcultura Turismo Sport Emilia Romagna, Confcooperative Ravenna e Confcooperative Emilia Romagna, e moderato dal direttore della sede Rai dell'Emilia Romagna Fabrizio Binacchi, hanno portato il loro saluto Carlo Dalmonte, presidente di Confcooperative Ravenna, Lanfranco Massari, presidente di Federcultura Turismo Sport Emilia Romagna, e Giovanni Malpezzi, sindaco di Faenza.

Dalmonte, in particolare, ha sottolineato la necessità di fermarsi ogni tanto a ragionare e riflettere, anche "per verificare se siamo coerenti con la nostra missione", con il lavoro e la cooperazione che "sono parole nostre, perché mettono al centro del nostro agire la persona". Dal canto suo, Massari ha affermato la necessità di "rilanciare la proposta cooperativa per dare risposte concrete a bisogni concreti",ovvero, come ha spiegato Malpezzi, "declinare nuovamente ideali e valori cooperativi nel contesto di oggi".

Mons. Pezzi ha affermato che il lavoro "è un'espressione fondamentale dell'essere e del vivere" attraverso cui "l'uomo collabora al compimento di sé e del destino di bene a cui è chiamato"; da un lato, la fatica e il sacrificio sono la condizione necessaria per riscattarsi, e dall'altro, la condizione essenziale al suo compimento, alla sua soddisfazione. Attraverso la cooperazione, l'uomo collabora con Dio secondo la misura di Dio stesso, riconoscendo il mondo come dono.
Se i cooperatori saranno "creatori e poeti", come afferma Papa Francesco, ha ricordato l'arcivescovo di Mosca, potranno "globalizzare la solidarietà, abbracciare dalla cultura dello scarto e trasformarla in una cultura del dono". Perché "la misericordia è il volto presente di Dio", per cui occorre convertirsi, convertire il proprio sguardo a Dio, cambiare vita".