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L'INDUSTRIA ALIMENTARE DI MARCA PARLA DI 'E-COMMERCE'

Organizzato a Cesena da Italia del Gusto e Orogel l'incontro tra i massimi
rappresentanti delle aziende alimentari nazionali e le principali realtà
internazionali del commercio elettronico:

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Il valore degli acquisti tramite e-commerce dei consumatori italiani, nel 2015, ha raggiunto e superato la quota dei 16 miliardi di euro, con un incremento sull'anno precedente del 16%. Ad attrarre i click, e gli acquisti, degli utenti del web sono stati prodotti (abbigliamento, arredamento e home living, beauty, food&grocery, editoria e informatica), per un valore di 6,7 miliardi di euro (+21% sul 2014) e servizi (assicurazioni, couponing di servizi, ricariche, ticketing per eventi e turismo) per una cifra che sfiora i 10 milioni (+ 12% sull'anno precedente). È stato questo il punto di partenza del convegno “E-Commerce - L'internazionalizzazione Digitale”, organizzato da Orogel e da Italia del Gusto, il consorzio che, oltre al gruppo cesenate, comprende le più importanti aziende del settore alimentare, tra cui Barilla, Rana, Lavazza e San Benedetto, per un volume d'affari che vale oltre 20 miliardi di euro, e che intraprende attività di promozione e comunicazione nei mercati internazionali. L'incontro, tenutosi a Cesena e Cesenatico in occasione dell'Italia del Gusto Day - appuntamento annuale che vede riuniti i membri del consorzio per fare il punto sullo stato dell'arte del comparto - è stato aperto dai saluti di benvenuto del Sindaco di Cesena Paolo Lucchi, del padrone di casa Bruno Piraccini, AD del gruppo Orogel e dal Presidente del Consorzio, Giovanni Rana. Elevatissimo il livello dei contributi che si sono succeduti: ad illustrare le tendenze dell'e-commerce sono intervenuti, infatti, alcuni dei massimi esperti del settore, da Google ad Amazon, da Alibaba a Wechat, passando dalle esperienze già attivate da Eataly, Dhl e Barilla. “Nel mondo l'e-commerce food&grocery vale 3miliardi di euro, equivalente al 5% di tutto il mercato on-line - questo il quadro illustrato da Gianpaolo Fascina, senior partner di Gea -, percentuale che in Italia scende circa al 2%. Se da un lato permane la diffidenza dei consumatori nell'acquistare prodotti freschi, che si preferisce toccare direttamente con mano, dall'altro è vero che altri settori, da quello del vino ai surgelati, sono tra i più cercati. È evidente, del resto come l'e-commerce, inteso nella pienezza del suo significato, ossia anche come canale in cui alla vendita diretta si affianca quella indiretta, quindi stimolata, rappresenti una opportunità per le aziende del settore. Alcune statistiche indicano come la vendita off-line (cioè diretta, ndr) stimolata dall'on-line rappresenti il 48% del totale del mercato del settore food&grocery”. Un segnale evidente di come oggi il consumatore da utente passivo si sia trasformato in smart consumer che ricorre al web per informarsi e conoscere sempre più ciò che pensa di comperare. Un segnale colto anche da Orogel che proprio pochi giorni fa ha ritirato a Milano l'Interactive Key Award, premio attribuito da Media Key al miglior sito nella categoria food&beverage.
“Con il proprio sito, Orogel ha inteso operare per fornire notizie e informazioni sui propri prodotti - ha spiegato Bruno Piraccini, Amministratore Delegato del Gruppo - perseguendo quella politica di trasparenza a 360° che la caratterizza, allo scopo di dare al cliente tutti gli strumenti necessari a guidarlo nella scelta del prodotto migliore. Per quanto riguarda le nostre strategie future nell'e-commerce, riconosciamo che vi sono spazi interessanti nella vendita on line, spazi nei quali ci stiamo inserendo: già da qualche tempo siamo al lavoro su un progetto per avviare la vendita on-line dei nostri prodotti nel mercato inglese, in collaborazione con Italia Del Gusto che dall'inizio del 2016 sviluppato un interessante progetto di diffusione”.
“Il digitale - ha ricordato Elisabetta Taverna, Industry Head Consumer Good di Google - dà grandi opportunità alle aziende del settore food&grocery perché consente loro di competere ad armi pari, indipendentemente dalla loro grandezza e dal loro potere economico. Imparare a usare gli strumenti che esso offre è dunque essenziale per ritagliarsi un proprio spazio”.
Ciò che è emerso a conclusione degli interventi è che molto si può fare per migliorare le performance del comparto food&grocery che, in Italia, attualmente ha un tasso di penetrazione della rete pari allo 0,25% con una domanda che arriva al 2%. Un dato che, del resto, ben si inquadra con la tendenza che vede l'Italia agli ultimi posti nella classifica dei mercati internazionali per valore (guidata da Cina e Stati Uniti che raggiungono
rispettivamente i 566 e 437 miliardi di euro) e penetrazione on line (4%) ma che le valgono un +17% (al terzo posto dopo Cina e India) per quanto riguarda le percentuali di crescita annuale. Se, dunque, fare previsioni puntuali, soprattutto sui tassi di penetrazione, è particolarmente difficile poiché risente di variabili difficilmente controllabili come l'evoluzione dell'offerta e la scelta dei singoli attori, è chiaro che quello dell'e-commerce è un mare ancora inesplorato e capace di premiare chi decide di tuffarvisi. Il valore intrinseco del mezzo è dato dall'estensione, potenzialmente infinita, del mercato, ma anche e soprattutto dallo sviluppo della multicanalità che, come in tutto ciò che è nuovo, premia chi ha il coraggio di sperimentare soluzioni diverse con tecniche innovative presentate durante il convegno.
In sintesi, quindi, l'online deve essere considerato un mercato strategico non solo per estensione geografica e temporale, ma anche per tutte le soluzioni possibili che lo compongono e che, ormai è chiaro, non si limitano più al sito proprio e istituzionale, ma dai social media ai portali offrono davvero una gamma straordinaria di possibilità a quelle aziende che vogliono crescere e affermarsi sempre più sul mercato globale.

 

 

 

 

 

 

 

 


Ufficio Stampa