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'GREEN DEAL EUROPEO, OCCORRE DIFENDERE GLI AGRICOLTORI'

L'editoriale del presidente di Apo Conerpo, Davide Vernocchi, pubblicato sull'ultimo numero della rivista Ortofrutta Notizie.

Recentemente è stata pubblicata la comunicazione della Commissione Europea sul “Green Deal Europeo”, un documento che interessa tutti i settori dell'economia del continente, inclusa l'agricoltura. Al suo interno sono indicati obiettivi che non possiamo che condividere: come affermato già in più occasioni, sono gli agricoltori i primi a desiderare processi più sostenibili dal punto di vista ambientale, a cui riteniamo necessario aggiungere, in primis, quello economico e quello sociale.

Come produttori, naturalmente, abbiamo a cuore l'ambiente, a partire dal campo, che rappresenta il nostro “ufficio di lavoro”, dalla qualità dell'aria e dell'acqua. Proprio il mondo dell'ortofrutta è da anni impegnato su diversi fronti citati dal documento della Commissione Europea: abbattimento delle emissioni di Co2 attraverso lo stoccaggio del carbonio nel suolo con le nostre produzioni, riduzione dell'utilizzo di agrofarmaci in favore di sistemi di difesa che non utilizzino molecole di sintesi, risparmio idrico, fino all'applicazione di sistemi di economia circolare che permettano il riutilizzo di tutti i sottoprodotti della catena della produzione. Molto è stato fatto, in questi anni, grazie al contributo dell'OCM e dei fondi della Comunità Europea anche se, per nostra responsabilità, probabilmente molto poco del nostro impegno è stato comunicato al consumatore.

Ritengo tuttavia che nel documento della Commissione manchi una riflessione adeguata sull'altra faccia della medaglia: il nostro impegno come produttori sul fronte della sostenibilità ha un costo importante che tutto il comparto ortofrutticolo non può sostenere da solo. La sostenibilità economica delle imprese agricole deve diventare un caposaldo imprescindibile del Green Deal europeo oppure, nel giro di pochi anni, il rischio è che le produzioni agricole, nel tentativo di attenersi agli indirizzi indicati nel documento, subiscano un ridimensionamento importante. D'altro canto credo sia necessario fare attenzione agli “slogan” ad effetto: la lotta alle emissioni come si concilia con le importazioni di frutti esotici come banane e ananas? Ognuno di quei frutti per raggiungere gli scaffali della distribuzione fa viaggi di oltre 20mila chilometri: la Commissione Europea pensa di proibirne l'importazione per evitare l'enorme produzione di Co2 necessaria al trasporto?

Si tratta di un'iperbole, naturalmente: come produttori siamo pronti a fare la nostra parte ma è necessario che l'impegno verso un futuro più green e sostenibile non poggi interamente sulle nostre spalle. Siamo abituati alla fatica e all'impegno quotidiano ma certi pesi non si possono portare da soli. Occorre, in primis, un sostegno ulteriore alla ricerca sia a livello nazionale che comunitario, affinché i “tempi della scienza” possano accelerare e avvicinarsi a quelli imposti dai cambiamenti climatici, ma è necessario, soprattutto, che gli Stati e la Comunità Europea pongano in essere, in tempi brevi, strumenti di sostegno concreti alle produzioni che hanno subito danni imponenti, come è accaduto in Italia negli ultimi 12 mesi. A questo si deve aggiungere un reale processo di valorizzazione dell'ortofrutta europea, della sua qualità, sicurezza dei processi produttivi, tracciabilità e sostenibilità.

Senza questo sostegno, il rischio di perdere filiere importanti è concreto: ne pagherà le conseguenze, in primis, il consumatore che potrebbe non trovare più sui banchi frutta e verdura come oggi è abituato a vedere. E ne soffrirà l'ambiente, che si troverà privato del proprio baluardo, da sempre in prima linea per la difesa del territorio e della natura: l'agricoltore. 

Davide Vernocchi

Presidente Apo Conerpo e coordinatore ortofrutta Alleanza Cooperative Agroalimentari

(Editoriale pubblicato sul numero di gennaio-febbraio 2020 della rivista Ortofrutta Notizie).