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FONDO NAZIONALE POLITICHE SOCIALI E NON AUTOSUFFICIENZE: RIPARTITE LE RISORSE

All'Emilia Romagna assegnati 30.888.000 Euro per il 2016

FONDO NAZIONALE POLITICHE SOCIALI E NON AUTOSUFFICIENZE: RIPARTITE LE RISORSE

E' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale serie generale n. 280 del 30-11-2016, il decreto di Riparto del Fondo nazionale per le non autosufficienze relativo all'anno 2016. Le risorse ammontano complessivamente a 400 milioni di euro, la medesime cifra del 2015. E come lo scorso anno per 390 milioni ripartite alle Regioni, di cui € 30 milioni e 888.000 all'Emilia Romagna, e 10 milioni al Ministero del lavoro e delle politiche sociali per progetti sperimentali in materia di vita indipendente. 

Le risorse alle Regioni sono finalizzate ai seguenti obiettivi focalizzati sull'assistenza domiciliare (art. 2 del decreto):

  • l'incremento dell'assistenza domiciliare, anche in termini di ore di assistenza personale e supporto familiare, al fine di favorire l'autonomia e la permanenza a domicilio, adeguando le prestazioni alla evoluzione dei modelli di assistenza domiciliari (su questa area sta lavorando un tavolo di co-progettazione presso il Ministero della Salute per riorganizzare l'Assistenza Domiciliare Integrata socio-sanitaria);  
  • la previsione di un supporto alla persona non autosufficiente e alla sua famiglia eventualmente anche con trasferimenti monetari nella misura in cui gli stessi siano condizionati all'acquisto di servizi di cura e assistenza domiciliari nelle forme individuate dalle Regioni o alla fornitura diretta degli stessi da parte di familiari e vicinato sulla base del piano personalizzato con relativo monitoraggio (aggiungiamo che la Regione ER si accinge a modificare la legge regionale 24 del 2001 e ss. mm. ii., inserendo il tema dell'housing sociale, per cui si deve ritenere, salvo verifica nei prossimi mesi, che questo obiettivo fissato dal Ministero favorirà la messa a disposizione di risorse provenienti da questo fondo);
  • ricoveri di sollievo in strutture sociosanitarie, nella misura in cui gli stessi siano effettivamente complementari al percorso domiciliare, assumendo l'onere della quota sociale e di altre azioni di supporto individuate nel piano personalizzato e ad esclusione delle prestazioni erogate in ambito residenziale a ciclo continuativo di natura non temporanea.  

Le Regioni devono utilizzare il 40% delle risorse a favore di persone in condizione di disabilità gravissima, ivi inclusi quelli a sostegno delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica (art. 3 del decreto).                                                                                        

In relazione all'integrazione socio-sanitaria il decreto prevede (art. 4) una serie di impegni per le Regioni:

  1. attivare o rafforzare punti unici di accesso alle prestazioni e ai servizi localizzati negli ambiti territoriali da parte di aziende sanitarie e comuni per agevolare e semplificare l'informazione e l'accesso ai servizi sociosanitari;  
  2. attivare o rafforzare modalità di presa in carico attraverso un piano personalizzato di assistenza, che integri le diverse componenti sanitaria, sociosanitaria e sociale in modo da assicurare la continuità assistenziale, superando la frammentazione tra le prestazioni erogate dai servizi sociali  e quelle erogate  dai  servizi  sanitari di cui la persona non autosufficiente ha bisogno e favorendo la prevenzione e il mantenimento di condizioni di autonomia, anche attraverso  l'uso  di nuove tecnologie;
  3. implementare modalità di valutazione della non autosufficienza attraverso unità multi-professionali UVM, in cui siano presenti le componenti clinica e sociale;
  4. adottare ambiti territoriali di programmazione omogenei per il comparto sanitario e sociale, prevedendo che gli ambiti sociali intercomunali di cui all'art. 8 della legge 328/2000, trovino coincidenza per le attività di programmazione ed erogazione integrata degli interventi con le delimitazioni territoriali dei distretti sanitari;  
  5. formulare indirizzi, dandone comunicazione al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero della salute, ferme restando le disponibilità specifiche dei finanziamenti sanitario, sociosanitario e sociale, per la ricomposizione delle  prestazioni e delle erogazioni, in un contesto di  massima flessibilità delle risposte, adattata anche alle esigenze del nucleo familiare della persona non autosufficiente (es.: budget di cura). 

Le risorse del Fondo sono finalizzate alla copertura dei costi di rilevanza sociale dell'assistenza socio-sanitaria e sono aggiuntive rispetto alle risorse già destinate alle prestazioni e ai servizi a favore delle persone non autosufficienti da parte di Regioni e autonomie locali e le prestazioni e i servizi sono sostitutivi, ma aggiuntivi e complementari, a quelli sanitari.