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ECONOMIA COLLABORATIVA, UN'OPPORTUNITA' PER LA UE

Approvato il parere Guerini sulla tassazione applicabile all'economia collaborativa

ECONOMIA COLLABORATIVA, UN

Il Comitato economico e sociale europeo ha approvato il parere esplorativo preparato da Giuseppe Guerini, presidente di Federsolidarietà-Confcooperative nonché membro del Comitato stesso, intitolato Tassazione dell'economia collaborativa - analisi di possibili politiche fiscali di fronte alla crescita dell'economia collaborativa.

Il settore dell'economia collaborativa è sempre più rilevante e risulta in rapida crescita. Nel 2015, i ricavi legati all'economia collaborativa nell'Unione europea erano stimati attorno ai 28 miliardi di euro. A partire dal 2015, notevoli investimenti da parte di grandi piattaforme hanno aumentato ulteriormente lo sviluppo del settore tanto che, per il futuro, si stima che l'economia collaborativa potrebbe coinvolgere un giro d'affari ricompreso fra 160 e 572 miliardi di euro a livello UE.

L'economia collaborativa coinvolge tre tipologie di soggetti: i) i prestatori di servizi che condividono beni, risorse, tempo e/o competenze e possono essere sia privati che professionisti; ii) gli utenti di tali servizi; iii) gli intermediari che, attraverso una apposita piattaforma ("piattaforma di collaborazione"), collegano i prestatori di servizi e gli utenti finali. Le transazioni dell'economia collaborativa generalmente non implicano un trasferimento di proprietà e possono essere effettuate a scopo di lucro o senza scopo di lucro.

L'utilizzo della tecnologia e di piattaforme di collegamento efficienti ha rivoluzionato diversi settori, come per esempio quello dei trasporti a breve e ampio raggio, oltre a quello alberghiero o di gestione degli affitti di case o camere, che consentono di organizzare servizi di incontro tra la domanda e l'offerta, con grande efficienza e rapidità.

In questo contesto si sono affermati alcuni grandi gestori, che per lo più hanno sede al di fuori dell'Unione europea e costituiscono chiari esempi della crescente affermazione dell'economia collaborativa. Tali esempi hanno dimostrato il grande potenziale di crescita di questo settore, ma anche le problematiche che esso pone al legislatore sotto il profilo legale, sul piano del regime di tassazione e con riferimento alle forme di regolazione del lavoro e della previdenza e assicurazione dei lavoratori.

Con il parere Guerini, il CESE considera che l'economia collaborativa, in quanto generatrice di valore sociale nel contesto dell'economia digitale, possa costituire una nuova occasione di crescita e sviluppo per i paesi dell'Unione europea, poiché consente di mobilitare risorse inespresse e attivare l'iniziativa dei singoli cittadini.

Il CESE è del parere che l'UE non possa perdere l'opportunità offerta dall'economia collaborativa per innovare il sistema delle relazioni tra istituzioni, imprese, cittadini e mercati. Tuttavia, data la particolare fluidità e velocità di evoluzione di questo settore, è indispensabile che i sistemi di regolazione fiscale e i regimi di tassazione siano adattati con intelligenza e flessibilità al nuovo contesto dell'economia collaborativa e, più in generale, dell'economia digitale.

Il CESE non ritiene sia necessario un nuovo e specifico regime di tassazione per le imprese dell'economia collaborativa. Ritiene invece indispensabile aumentare le forme di collaborazione e coordinamento tra gli Stati membri e tra le diverse amministrazioni coinvolte all'interno dei diversi Stati membri, cosicché le autorità pubbliche possano restare al passo con la velocità e il dinamismo dell'economia digitale e dell'economia collaborativa.

Il CESE raccomanda che il sistema di tassazione per l'economia collaborativa rispetti il principio di neutralità (cioè non deve interferire con lo sviluppo del mercato), individuando meccanismi di tassazione adeguati ed equi per le diverse forme di impresa che operano nell'ambito dell'economia collaborativa o nelle forme tradizionali.

Il CESE stima inoltre importante ricordare che, oltre ad un regime fiscale appropriato, è importante vengano garantite la protezione e il rispetto: i) dei diritti dei consumatori, ii) della privacy e delle regole sul trattamento dei dati personali; iii) dei lavoratori e dei prestatori di servizi coinvolti nei nuovi modelli d'impresa e nell'attività delle piattaforme di collaborazione.

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