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COOP SOCIALI B, 1 MILIARDO INVESTITO IN 10 ANNI

Oltre 60.000 occupati, la metà con svantaggi, per le 2.050 imprese aderenti a Confcooperative Federsolidarietà. Una su tre è guidata da una donna.

COOP SOCIALI B, 1 MILIARDO INVESTITO IN 10 ANNI

Un nuovo protagonismo economico sociale. Nel nostro Paese ci sono poco più di 2mila imprese che negli ultimi 10 anni hanno investito 1 miliardo e dato lavoro a 60 mila persone, di cui 28mila alle prese con qualche forma di disagio (fisico, psichico, socio economico); creando occupazione stabile, 70% delle assunzioni è a tempo indeterminato; favorendo in particolare il protagonismo di donne e migranti nella green economy, nella cultura, nel turismo e nell'agricoltura sociale.

Protagoniste assolute di questa performance sono le cooperative sociali di tipo B aderenti a Confcooperative Federsolidarietà riunite oggi a Roma per la tappa conclusiva di Fuori Posto, road show partito a settembre che ha toccato 20 regioni. Nel corso dell'evento, sono state proposte diverse testimonianze tra cui quella della cooperativa sociale Articioc aderente a Confcooperative Parma, che di recente ha aperto un birrificio. 

 

Fatturato. Le 2.050 cooperative sociali di tipo b aderenti a Confcooperative Federsolidarietà hanno prodotto lo scorso anno un fatturato aggregato di 1,8 miliardi; oltre la metà, il 53%, proveniente da clienti privati. Nelle loro attività coinvolgono 50.800 soci, l'8,5% è under 30 e il 5% sono migranti provenienti da Paesi extra U.E.

 

Occupati. Dei 60mila occupati, 10mila sono disabili fisici e psichici, 18mila vivono in uno stato di svantaggio sociale o lavorativo (disoccupati di lungo periodo, famiglie monogenitoriali, giovani in cerca di prima occupazione). Il 70% degli occupati è dipendente con contratto a tempo indeterminato, il 50% è donna, il 10% è un migrante proveniente da Paesi extra Ue.

 

Donne e startup. Il 40% è attivo da non più di 10 anni, e ogni anno nascono almeno 150 start up. Le cooperative femminili (con presenza maggioritaria di soci donne) rappresentano il 33%, quelle con una donna alla guida sono poco meno, il 30%”. L'80% delle aderenti è attivo nei servizi, il 12% nell'industria e costruzioni e il restante 8% in agricoltura. Il peso economico e occupazionale è, comunque, più accentuato nell'ambito dei servizi, rispettivamente con l'89% del fatturato aggregato e con il 90% dell'occupazione totale generata nel 2018 dalle cooperative sociali di tipo B aderenti attive.

 

Filiere innovative e mercati. “Le cooperative sociali negli ultimi anni hanno puntato su filiere innovative che permettono di coniugare l'inserimento lavorativo con la capacità di confrontarsi sul mercato - sottolinea il presidente di Confcooperative Federsolidarietà, Stefano Granata. Hanno puntato su mercati emergenti, votati alla valorizzazione del capitale umano e delle comunità, alla possibilità dei giovani di investire sul proprio futuro promuovendo innovazione sociale ed economica investendo in settori dinamici”

 

Cultura, green economy, turismo e agricoltura sociale. Negli ultimi 10 anni la maggioranza delle nuove imprese sono nate nell'ambito dei beni culturali e del turismo sociale soprattutto nel Sud Italia attraverso la valorizzazione di risorse inutilizzate e servizi turistici, anche ricettivi, sostenibili e accessibili. Gli investimenti in questo settore sono cresciuti del 149%, gli investimenti del 139%. Oltre che sui beni culturali la cooperazione sociale ha investito, + 150% in 10 anni, sull'economia circolare, in particolare sul recupero di materiali riciclabili e anche nel settore dell'economia circolare

Infine, cresce il numero delle cooperative sociali di inserimento lavorativo di nuova costituzione che gestiscono beni e terreni confiscati alla criminalità organizzata attive nell'agricoltura e del turismo sociale.

 

Roma, 5 dicembre 2019