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COOPERATIVE DI COMUNITA', IN 150 ALLA SCUOLA. LA NUOVA FRONTIERA E' NEI QUARTIERI

È ormai matura la consapevolezza che questo modello possa essere applicato anche in contesti urbani e metropolitani particolarmente vulnerabili e bisognosi dal punto di vista economico e sociale

COOPERATIVE DI COMUNITA

Allargare i confini spingendosi oltre le aree emarginate e i territori montani, arrivando nei quartieri più problematici delle città. Sono le nuove frontiere alle quali guarda la cooperazione di comunità dopo la 4° edizione della Scuola delle Cooperative di Comunità, che ha concluso la sua seconda sessione il 10 e 11 novembre a Cerreto Alpi (la prima si era tenuta il 21 e 22 settembre a Succiso, sempre nell'Appennino Reggiano).

“È ormai matura la consapevolezza che questo modello possa essere applicato anche in contesti urbani e metropolitani particolarmente vulnerabili e bisognosi dal punto di vista economico e sociale – spiega Giovanni Teneggi, direttore Confcooperative Reggio Emilia e responsabile cooperazione di comunità per Confcooperative Nazionale -. È in fase di avvio un progetto per costituire una cooperativa di comunità a  Reggio Emilia, nell'area nord della città, mentre altri cantieri sono in gestazione nei centri urbani di Bologna, Ravenna e Forlì”.

Con oltre 150 partecipanti e il coinvolgimento delle cooperative di comunità Valle dei Cavalieri e Briganti di Cerreto, la Scuola organizzata da Confcooperative Emilia Romagna e Legacoop Emilia-Romagna con il supporto della Regione si è confermata un punto di riferimento per tutto il territorio nazionale e non solo, dato che erano presenti anche ospiti internazionali, in particolare dal Nord Europa.

“Decisiva ai fini della riuscita dell'iniziativa – aggiunge Teneggi – la full immersion proposta nei piccoli borghi dell'Appennino reggiano, una possibilità di affiancare alle lezioni teoriche e ai laboratori una vera e propria esperienza emozionale e motivazionale rispetto a questi temi. Un particolare ringraziamento va poi espresso alla coop Briganti di Cerreto per il supporto organizzativo dato alla Scuola durante tutto il suo sviluppo, considerando come il fatto stesso di portare così tante persone in luoghi isolati rappresenti una sfida logistico-organizzativa non indifferente rispetto alla mobilità”.

Numerosissimi i relatori protagonisti della Scuola, a partire da Paolo Venturi di Aiccon e Flaviano Zandonai di Euricse per arrivare alla straordinaria testimonianza dell'artista Giovanni Lindo Ferretti tenutasi venerdì 10 novembre a Cerreto, con una emozionante intervista condotta da Gianluca Testa di Montagne360. “Da un lato la Scuola si conferma nella sua specializzazione sulle esperienze di cooperazione di comunità come infrastrutture dei territori – conclude Teneggi -, dall'altro è emerso con ancora più forza come le cooperative di comunità soprattutto nella nostra regione siano inserite a pieno titolo nei dispositivi legislativi, a partire dai programmi per le aree interne; a livello nazionale, possono giocare un ruolo di primo piano nell'ambito della legge sui piccoli Comuni”.