QUESTO SITO UTILIZZA ALCUNI 'COOKIE': VUOI SAPERNE DI PIU'?   

CONFCOOPERATIVE EMILIA ROMAGNA ALLE GIORNATE DI BERTINORO

Rappresentata dal direttore Pierlorenzo Rossi e dal responsabile Welfare, Gianluca Mingozzi.

 

CONFCOOPERATIVE EMILIA ROMAGNA ALLE GIORNATE DI BERTINORO

Confcooperartive Emilia Romagna ha partecipato anche quest'anno alle Giornate di Bertinoro per l'Economia Civile, rappresentata dal Direttore Pierlorenzo Rossi e dal responsabile Welfare, Gianluca Mingozzi.

Decisamente positivo il bilancio per questa XVI edizione che ha chiuso il sipario registrando un record di presenze con oltre 270 partecipanti.

Il tema su cui si sono confrontati gli autorevoli relatori della Sessione di Chiusura “Valore condiviso e riforma del terzo settore. Proposte per una nuova Ecologia dello Sviluppo” riguarda il destino delle imprese e la loro capacità di produrre valore, e se tutto ciò dipenda e come dal loro legame con il territorio di appartenenza.

La discussione si è aperta con l'intervento di Leonardo Becchetti (Università di Roma Tor Vergata) che ha presentato le “Dieci proposte per una nuova ecologia dello sviluppo”: 1. Incentivare i privati all'efficientamento energetico, 2. Promuovere tariffe agevolate in ambito energetico, 3. Incentivare la nascita di cooperative di comunità, 4. Estendere a tutti i Comuni il regolamento sui beni comuni, 5. Avviare tavoli per la governance partecipata, 6. Dilatare l'offerta delle politiche attive per l'inclusione di fragili, svantaggiati e vulnerabili, 7. Creare società di rating socio-ambientali e di legalità, 8. Rendere pubbliche le evidenze di rating socio-ambientale, 9. Co-creare indicatori di benessere a livello sociale, 10 Supportare la diffusione di pratiche di riuso e riciclo a livello comunale. 

Il professor Rosina, demografo dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, ha approfondito il tema del valore aggiunto delle nuove generazioni nella demografia dello sviluppo ricordando che sono 3,5 milioni gli under 35 che non studiano e non lavorano, soprattutto nel sud. La percentuale dei Neet (Neither Employed nor in Education or Training) si attesta intorno al 25%, mentre in Germania è meno del 10%.

Il Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luigi Bobba ha iniziato il suo intervento commentando l'indagine conoscitiva realizzata da AICCON Ricerca sulla Legge delega di riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale (l. n. 106/2016). Bobba ha sottolineato come la ricerca “evidenzi un duplice sentimento: da una parte una forte condivisione, dall'altro l'attesa di conoscere i contenuti dei decreti attuativi. In molti stanno dimostrando un atteggiamento di diffidenza nei confronti delle possibili innovazioni che la legge presuppone nei suoi principi generali. La sfida che prospetta questa Riforma riguarda tutti, perché anche le regole ben scritte poi hanno bisogno di attori che nella vita concreta le sappiano interpretare”. 

Ha chiuso il confronto Marco Frey (Presidente Comitato Scientifico Fondazione Symbola e Presidente Cittadinanzattiva) che ha commentato alcuni elementi emersi nel rapporto “Coesione è Competizione – Le nuove geografie della produzione del valore in Italia” realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere e ha sottolineato il ruolo delle imprese coesive nell'ecologia dello sviluppo, soprattutto quello locale, ma che tengano in considerazione anche i grandi problemi dell'oggi: energia, ambiente, reti sociali, educazione, conflitti, condizioni di vita dei più poveri.

Mentre i lavori del giorno prima hanno sviluppato idee, progetti e indicazioni per le politiche utili, come dice il titolo delle Giornate, a trasformare gli spazi in luoghi. Lo stimolo è quello di riempire di contenuti, di partecipazione e condivisione, e quindi di relazioni gli ambienti frequentati dalle persone. Per superare una cultura che si va instaurando, tesa al fare e ai soli risultati, ma che rischia di svuotare di significati ambienti, vite e persone, per rialimentare il discorso e lo scambio emotivo, teso alla condivisione degli obiettivi e delle attività. Per non incorrere nel rischio di ritenere tutto, oggetti, ambienti, persone, strumenti adatti o inadatti al raggiungimento di obiettivi, magari esogeni o, peggio, indotti da logiche lontane dall'antropologia.