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CONFCOOPERATIVE BOLOGNA, DA 70 ANNI PROTAGONISTA DEL TESSUTO ECONOMICO E SOCIALE

Presso la Cappella Farnese di Palazzo d'Accursio si è svolta la celebrazione dell'anniversario dell'Organizzazione che rappresenta 200 imprese con un valore della produzione di quasi 4 miliardi di euro, 15.000 addetti e più di 70.000 soci

CONFCOOPERATIVE BOLOGNA, DA 70 ANNI PROTAGONISTA DEL TESSUTO ECONOMICO E SOCIALE

Settant'anni di intenso impegno al fianco delle imprese cooperative per creare lavoro, sviluppo, benessere e coesione sociale nel territorio. Un anniversario importante per Confcooperative Bologna, che ha sempre svolto un ruolo da protagonista nel tessuto sociale ed economico metropolitano, divenendo punto di riferimento di valore per imprese, istituzioni e società civile.

“L'Associazione – ha dichiarato il presidente, Daniele Passini, in occasione dell'evento ‘Le nostre radici del futuro', appuntamento conclusivo delle celebrazioni per il 70° – si è caratterizzata, sin dalle origini, come una realtà di aziende e persone in costante crescita ed evoluzione. Nei prossimi anni Confcooperative Bologna proseguirà in questa direzione, impegnandosi per incentivare l'integrazione e l'aggregazione, aumentare la partecipazione ed il coinvolgimento dei soci, promuovere ad ogni livello l'intersettorialità”.

“Lavoreremo con grande determinazione non solo per costruire nuove cooperative, ma soprattutto per continuare a creare cooperative vere, affidate ad amministratori capaci, che abbiano a cuore questo straordinario modello di impresa e il suo storico patrimonio, sempre attuale e dal valore incalcolabile” – ha proseguito Passini. “Un sistema imprenditoriale incentrato sulle persone, e quindi i soci e i lavoratori delle cooperative, che rappresenta la formula più idonea per la crescita delle nostre comunità e per lo sviluppo dell'economia”. “Questi obiettivi – ha aggiunto il presidente di Confcooperative Bologna – vorremmo realizzarli assieme alle altre Centrali storiche all'interno della nuova casa comune cooperativa, l'Alleanza delle Cooperative Italiane, per poter offrire le migliori risposte alla nostre imprese, ai cooperatori e alle istituzioni e, contemporaneamente, costruire una società più solidale e più cooperativa”.

Nell'ambito dell'evento “Le nostre radici del futuro”, svoltosi Venerdì 13 Gennaio presso la Cappella Farnese di Palazzo d'Accursio, è stato anche presentato, dalla professoressa Vera Negri Zamagni, il libro di Walter Williams “Storie di cooperatori e cooperative. Protagonisti di futuro”, che offre un'ampia fotografia del passato di Confcooperative, con interessanti flash sui prossimi obiettivi e le nuove sfide imprenditoriali e sociali. “La storia di questi primi 70 anni della nostra Organizzazione – ha sottolineato Passini – può essere divisa in due parti. Nella prima, sotto la presidenza di Giovanni Bersani, sono state costituite cooperative per rispondere alle esigenze dei soci e la mutualità era prevalente. La seconda è legata alla presidenza di Luigi Marino, che ha guidato e rafforzato l'Associazione fino al 2013, nella quale le imprese cooperative sono uscite dalla dimensione localistica per diventare protagoniste sul mercato nazionale ed internazionale, coniugando solidarietà con efficienza, entrambi pilastri della mutualità”.

“Questo importante percorso di crescita – ha concluso Passini – è stato realizzato facendo leva sui valori della democrazia, partecipazione, centralità della persona, sussidiarietà, una strada che Confcooperative percorrerà anche in futuro, confermando la sua funzione di ascensore sociale e il ruolo di collegamento tra il radicamento locale e la dimensione globale, per scrivere nuove, importanti, pagine della storia economica e sociale del territorio bolognese ed imolese”.

All'evento “Le nostre radici del futuro”, condotto da Fabrizio Binacchi, direttore Rai Emilia Romagna, ha partecipato anche Virginio Merola, Sindaco di Bologna e della Città Metropolitana, che ha sottolineato l'importante ruolo svolto da Confcooperative dal dopoguerra ad oggi, un percorso lungo nel quale l'Organizzazione è cresciuta insieme alla città, mantenendo sempre aperta la speranza di una vita migliore per i cittadini.

“La buona cooperazione – ha aggiunto Merola – è senza dubbio una delle basi da cui ripartire per offrire le risposte migliori alle profonde disuguaglianze sociali del nostro Paese”. Per quanto riguarda l'unificazione del Movimento Cooperativo, secondo Merola si tratta di un obiettivo ambizioso, una sfida culturale importante.

Mons. Giovanni Silvagni, Vicario generale Arcidiocesi Bologna, che ha portato il saluto dell'Arcivescovo Mons. Matteo Maria Zuppi in visita alla Missione bolognese in Congo, ha ricordato l'intervento tenuto da Papa Francesco nell'incontro del Febbraio 2015, quando ha incoraggiato il percorso di Confcooperative, incentrato su una cooperazione vera, autentica. Mons. Silvagni ha poi dichiarato che occorre essere coerenti con i principi ispiratori e anche se le forme cambiano rispetto a quelle delle origini, il cammino deve rimanere lo stesso.

Soltanto così, infatti, si può mantenere viva un'organizzazione.

Impossibilitato a partecipare, il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, già presidente di Legacoop, ha inviato un videomessaggio nel quale ha affermato che “il mondo cooperativo in questi anni ha dimostrato di avere un insieme di valori che hanno aiutato a costruire il Paese e si è sempre posto come obiettivo la realizzazione del bene comune tenendo unite la dimensione economica e sociale attraverso la partecipazione attiva e diretta dei lavoratori, dei cittadini. “Il mondo cooperativo – ha aggiunto Poletti – è stato in grado di intervenire in tutti i settori (dall'agricoltura al welfare, dai servizi al credito), garantendo una pluralità che occorre trasferire anche nel presente, caratterizzato da profondi cambiamenti che impongono un forte rinnovamento”. Il ministro ha infine chiesto al movimento cooperativo un surplus di impegno sul fronte della “alternanza scuola/lavoro, al fine di offrire una chance in più ai giovani ed una occasione di promozione delle stessa cooperazione.

Luigi Marino, Senatore e già presidente di Confcooperative Bologna e nazionale; ha ricordato che Confcooperative Bologna ha vissuto una prima fase, dalla nascita al 1980, caratterizzata da un'azione di testimonianza e di rappresentanza leggera, e una seconda fase in cui l'Associazione è entrata nei dibattiti con la politica e le istituzioni. “I prossimi anni – ha affermato Marino – devono essere quelli dell'unità del Movimento Cooperativo per dare risposte sempre più incisive alle imprese di fronte alla globalizzazione e alla pesante crisi economica che ancora attanaglia il mondo produttivo”.

Romano Prodi, già presidente del Consiglio dei Ministri e della Commissione Europea, ha sottolineato che la cooperazione ha un unico obiettivo, vale a dire la solidarietà, il problema è adattarlo ai tempi. “Le cooperative – ha proseguito Prodi – interpretano il nuovo mondo cercando di tenere il socio al centro, una sfida estremamente difficile di fronte alla quale la dimensione unitaria rappresenta la risposta alla storia. Ecco allora che le ‘radici del futuro' sono nell'unità del corpo cooperativo, nel raggiungimento delle economie di scala e nella protezione di tutto il sistema di solidarietà”.

Pierluigi Stefanini, presidente Gruppo Unipol, ha dichiarato che il contributo dato da Confcooperative a questo territorio ha senza dubbio un grande respiro e si tratta di un'esperienza che ha saputo valorizzare al massimo la capacità di collaborare per concorrere alla emancipazione economica e sociale, producendo reciprocità.

Stefanini ha poi sottolineato l'importanza di abbandonare le reciproche diffidenze e di costruire un cammino comune per offrire una risposta idonea e vincente alle sfide attuali e dare un contributo importante al Paese.

Le conclusioni dell'evento sono state affidate a Maurizio Gardini, presidente nazionale di Confcooperative, il quale ha ricordato che l'Alleanza delle Cooperative sarà realizzata per esigenze di sostenibilità economica ma anche perché la cooperazione nel nostro Paese è cresciuta anche grazie all'articolo 45 della Costituzione, che riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione, mentre oggi si assiste alla presenza di un “virus” che impone un cambiamento. Anche a causa della crisi economica, infatti, si registrano alcuni casi di cooperazione spuria, che vanno condannati e combattuti con la massima fermezza.

“Appare quindi necessario – ha aggiunto Gardini – costruire l'Alleanza delle Cooperative rimettendo al centro i valori della mutualità, interna ed esterna, e il forte legame con il territorio, accompagnando tutte le cooperative italiane all'interno di questa casa comune”.

A conclusione dell'evento di celebrazione del 70° di Confcooperative Bologna sono state premiate con una targa alcune cooperative “storiche” (la Cooperative Ceramica d'Imola costituita nel 1877, la cooperativa agricola Ortolani Cofri nata nel 1893, la cooperativa di Produzione Lavoro di Castel dell'Alpi la più “antica” associata, dal 1949), oltre che l'ex presidente, Luigi Marino e l'ex direttore, Guido Maccaferri.

Al termine una emozionante ed eccellente esibizione musicale di 35 bambini (coi loro 7 maestri musicisti), allievi della Cooperativa Culturale CEMI, fresca startup di servizi ed educazione musicale di Bologna.