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CAVIRO PRESENTA LE NOVITA' PER IL 2017

L'enologo: "Anche il vino è soggetto alle mode e la produzione non può essere standardizzata"

CAVIRO PRESENTA LE NOVITA

Sono almeno tre le novità che Caviro, e in particolare il suo staff tecnico, metterà in campo nel 2017. Parliamo di progetti sperimentali, in parte già avviati e in parte pronti a decollare, che coinvolgono le cantine socie e che puntano - in via prioritaria - ad elevare qualità e varietà del prodotto vitivinicolo che fa capo alla cooperativa faentina: “Dopo aver dato indicazioni tecniche per la produzione del vino, con un progetto partito nel 2016, Caviro sta lavorando per veicolare informazioni specifiche legate alla scelta del vigneto e delle varietà - racconta l'enologo Giordano Zinzani -. In particolare è partito questo progetto che prevede l'impianto di almeno 200 ettari di Pinot Grigio nei vigneti dei nostri soci romagnoli”.
Il programma, appena avviato, coinvolge tutte le cantine socie della Romagna ed è su base triennale: “Dal momento che recentemente è divenuto possibile denominare il Pinot Grigio con indicazione geografica tipica “Rubicone”, abbiamo pensato di sfruttare questa possibilità per tutta la Romagna - prosegue Zinzani -. Il Pinot Grigio è un vitigno che ha grandi opportunità sui mercati di esportazione e, in particolare, in Inghilterra e Stati Uniti”.
Caviro quindi si occupa di dare indicazioni specifiche su quali vini (e con quali caratteristiche) una cantina dovrebbe vinificare per consegnare un prodotto adatto ad essere imbottigliato e commercializzato nei vari Paesi: “Il vino, cosi come altri settori, è soggetto alle mode e la produzione non può essere troppo standardizzata - spiega -. Dopo un periodo in cui sembrava prevalere il consumo di vini rossi stiamo assistendo, ormai da qualche mese, alla ripresa dei bianchi frizzanti, degli spumanti e persino dei vini rosati. Vini facili da consumare e che devono, in primis, essere piacevoli, fruttati e con caratteristiche olfattive preponderanti rispetto alla ricerca della corposità e della struttura”.
Un'altra assoluta novità in programma per il 2017 riguarda l'utilizzo dei terreni adiacenti allo stabilimento Caviro di Forlì. Campi, in parte già vitati, sui quali nasceranno impianti sperimentali dimostrativi: “Pianteremo una serie di varietà (complessivamente 6 o 7 scelte tra le principali coltivate nella nostra area, alcune novità e alcune varietà autoctone recuperate) con almeno 4 forme diverse di allevamento - chiarisce l'enologo -. In questo modo creeremo un campo dove i tecnici e i soci delle cooperative potranno studiare i comportamenti dei vitigni nelle varie forme di allevamento e valutarne risultati produttivi sia in termini di qualità che in termini di meccanizzazione del vigneto. I lavori di impianto cominceranno già la prossima primavera e il progetto avrà una durata almeno decennale”.
Ed è proprio nel 2017 che si scopriranno gli esiti di un altro importante progetto avviato nei mesi scorsi: “Caviro si è impegnata a ritirare dalle proprie cantine, oltre ai vini che facevano parte del conferimento ordinario, anche vini provenienti da vitigni attualmente meno coltivati - conclude Zinzani -. Parliamo di vini che hanno le caratteristiche di maggior intensità aromatica di cui parlavo prima e che possono essere fondamentali per ampliare la nostra gamma di prodotti. Si tratta di un'assoluta novità che è nata in Romagna ma che si sta ampliando anche agli altri territori dove il consorzio ha la propria base sociale”.