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UN LAVORO CHE VALE DOPPIO: LE COOPERATIVE DI TIPO B FAVORISCONO L'INSERIMENTO DI PERSONE SVANTAGGIATE

Se ne è parlato mercoledì 16 maggio nel convegno organizzato da Confcooperative e Consorzio Sol.Co Piacenza 

UN LAVORO CHE VALE DOPPIO: LE COOPERATIVE DI TIPO B FAVORISCONO L

Partiamo dai numeri, perché le cifre sono ineccepibili: a Piacenza le 13 cooperative sociali di Tipo B (dati del 2016, lo scorso anno sono diventate 16) hanno assicurato complessivamente un valore produttivo di 16 milioni di euro per un totale di 397 dipendenti di cui 186 persone svantaggiate. E garantire occupazione a uomini e donne, soprattutto disabili ma non solo, che altrimenti rimarrebbero nella maggiorparte dei casi disoccupati, assicura alla Pubblica amministrazione un guadagno (la parola più corretta sarebbe “valore”) di 890mila euro.

E' il dato emerso da Valoris, la ricerca universitaria presentata anche a livello europeo illustrata nella Sala degli Arazzi alla Galleria Alberoni da Elisa Chiaf, direttrice del Centro studi Socialis dell'Università di Brescia. Dei risultati si è discusso nel corso del convegno “Un lavoro che vale doppio”, organizzato da Confcooperative Piacenza, intervenuta con il presidente Daniel Negri e la direttrice Nicoletta Corvi, e dal consorzio Sol.Co Piacenza.

«Le cooperative di Tipo B che favoriscono gli inserimenti di persone svantaggiate - ha spiegato la Chiaf - non sono solamente una forma di impresa, ma rappresentano una delle poche politiche attive del lavoro di cui disponiamo in Italia».  La ricercatrice ha anche presentato i numeri raccolti su base più ampia: in Emilia Romagna nel 2016 (ultimi bilanci disponibili) questo tipo di coop ha consentito alla pubblica amministrazione un risparmio di 4milioni e 200mila euro, circa 4700 euro a dipendente. «Non stiamo parlando di una stima, ma di un calcolo esatto, effettuato sul consuntivo». Chi gode maggiormente dei benefici? Per il 60 per cento lo Stato, per il 34 per cento i Comuni e per il restante 6% le Regioni.

Relazione ascoltata con grande attenzione anche da Patrizia Barbieri, sindaco di Piacenza, presente in sala e chiamata a concludere i lavori. «Puntare sulle cooperative di Tipo B non significa fare assistenzialismo - ha spiegato - ma porta un arricchimento complessivo all'intera comunità. L'ho sempre pensato, adesso ci sono anche dati scientifici a sostenerlo. E credo che sia il momento di concentrarsi non solamente sui disabili o sui soggetti svantaggiati, ma su quelle persone che oggi vengono definite “vulnerabili”, magari incapaci di garantirsi un minimo di sostentamento a causa di una separazione. Una cosa posso garantirla: in tutti questi casi il Comune di Piacenza sarà sempre pronto a dare una mano».

La giornata era iniziata con i saluti di Daniel Negri, presidente di Confcooperative, che ha sottolineato «gli investimenti effettuati dalle cooperative negli ultimi anni; un sistema tutto piacentino che investe, rischia e assicura lavoro a tante persone».

Si è poi entrati nei dettagli della normativa: Sergio Fuochi, già responsabile dell'Unità operativa acquisti e gare del Comune di Piacenza, ha illustrato le leggi vigenti districandosi in normative complesse, fornendo preziosi consigli agli addetti ai lavori presenti in sala. Significativo anche l'intervento di Alberto Tassi della Geocart, che ha preso la parola raccontando la propria storia personale, le avventure lavorative e di come sia riuscito ad avere una vita soddisfacente anche grazie alle opportunità garantite dalle coop di Tipo B.

Terminato il convegno è arrivato l'esempio di un'eccellenza piacentina del settore: trasferimento proprio alla Geocart dove sono stati inaugurati 30 veicoli a metano e gpl per l'attività della cooperativa, strumenti fondamentali per prendersi cura del territorio riducendo l'inquinamento.