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'SERVE UN ESOSCHELETRO PER I PAZIENTI DISABILI'

La richiesta di questo strumento riabilitativo per far camminare i pazienti disabili viene della Cooperativa Sociale Luce Sul Mare di Bellaria-Igea Marina che ne ha sperimentato recentemente le potenzialità.

Ha destato molto scalpore la storia di Emilio Brioli raccontata qualche settimana fa sulle pagine regionali del Resto del Carlino. Costretto sulla sedia rotelle da ormai 15 anni a seguito di un grave incidente stradale, nel reparto di Riabilitazione Intensiva e Neuro-riabilitazione dell'Ospedale Civile Franchini di Santarcangelo di Romagna, gestito dalla Cooperativa Sociale Luce sul Mare, questo 45enne di Riccione ha potuto compiere per la prima volta dopo quel gravissimo trauma ben 178 passi. Come? Grazie all'aiuto di un apparecchio cibernetico (esoscheletro) sperimentato sotto la guida del primario del reparto, la Dott.ssa Elvira Morrone, e dei tecnici competenti. Insieme a lui, anche altri tre pazienti assistiti da Luce sul Mare hanno potuto fare questa incredibile esperienza. Oltre alla gioia e all'emozione delle persone coinvolte, dei loro parenti e amici presenti, gli operatori hanno potuto valutare al meglio il grande valore riabilitativo dell'esoscheletro direttamente sul corpo dei pazienti.

Abbiamo avuto la possibilità di utilizzare in prova questo strumento riabilitativo tecnologicamente avanzato, disponibile in pochi centri italiani e dal costo molto impegnativo, dato che si aggira attorno ai 160 / 180mila euro” spiega Massimo Marchini, presidente della Cooperativa Luce sul Mare, con sede legale a Bellaria-Igea Marina, che da oltre 37 anni si occupa di disabilità e riabilitazione. “Siamo molto convinti dell'utilità di un apparecchio come l'esoscheletro, per questo abbiamo promosso una giornata di sperimentazione nel nostro reparto all'Ospedale Civile di Santarcangelo, dando la possibilità a 4 pazienti affetti da lesione midollare di muovere numerosi passi”. Come confermato dai diretti interessati e dallo staff medico e tecnico presenti, “è stato un grande risultato – continua Marchini - perché oltre all'aspetto psicologico, fare camminare (anche se per poco tempo) una persona costretta in carrozzina significa rimettere in funzione tutti gli apparati: vascolare, muscolo-scheletrico, viscerale, respiratorio e cutaneo, riducendo al minimo il danno terziario su organi e tessuti, assicurandogli un elevato beneficio fisico ed il mantenimento dell'autonomia”.

Visti i risultati e consapevoli della validità di questo innovativo strumento riabilitativo, la Cooperativa sta valutando l'ipotesi di dotarsi stabilmente di un esoscheletro. Ma lo sforzo economico è estremamente elevato, pertanto “facciamo così appello alle imprese private, alle fondazioni, alle diverse associazioni e organizzazioni, a chiunque voglia darci una mano – dichiara il presidente Massimo Marchini -. Siamo tra le poche Cooperative in Italia a gestire posti letto accreditati con il Sistema Sanitario Nazionale per livelli riabilitativi così elevati, lavoriamo da tanti anni nel settore e da oltre 14 anni siamo presenti all'interno dell'O.C. Franchini di Santarcangelo con un team multiprofessionale di oltre 50 persone per i ns 30 posti letto. Lì la nostra mission riabilitativa consiste nell'aiutare persone con gravi e gravissime cerebrolesioni e mielolesioni.

Poter utilizzare uno strumento come l'esoscheletro sarebbe di grande aiuto non solo per tutta la comunità riminese e romagnola ma anche per i numerosi pazienti che provengono da ogni regione  d'Italia. Per questo motivo vogliamo lanciare una raccolta fondi che ci consenta di raggiungere questo grande obiettivo”.

Per informazioni e adesioni: presidenza.lsm@lucesulmare.it – Tel. 0541 338711