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PIACENZA, UNITI PER FAR VIVERE LA MONTAGNA: L'OPPORTUNITA' DELLE COOPERATIVE DI COMUNITA'

Uniti per far vivere la montagna. E' la parola d'ordine dei tanti che hanno a cuore il futuro del nostro territorio e che lo dimostrano non solo a parole ma proponendo soluzioni concrete. Restare a vivere sul nostro Appennino è possibile, ma per farlo ci vuole lavoro e l'opportunità è garantita dalle cooperative di comunità. Lo dimostrano esperienze già avviate in altre province e anche sul nostro territorio; stanno avendo un buon successo e adesso è arrivato il momento di provare a implementarle. Se ne è parlato a Zerba (PC) di fronte al sindaco Claudia Borré, in un convegno che aveva come obiettivo quello di trasformare il prima possibile le parole in fatti. Idea condivisa non solo da Zerba ma anche dai paesi vicini (qui si è capito davvero cosa significhi fare squadra) e illustrata dal Gal, il Gruppo di azione locale, con il presidente Marco Crotti e Carla Cavallini in testa, da Samuele Bertoncini di Federsolidarietà-Confcooperative Piacenza, Carlo Possa di LegaCoop Emilia Ovest e dall'assessore regionale Paola Gazzolo.

Nel Piacentino a fare scuola è l'attività della cooperativa Eureka che da 14 anni organizza centri residenziali per bambini dai 6 ai 14 anni a Capannette di Pej. «Rispondiamo ai bisogni delle famiglie - sono le parole di Emiliano Sampaolo, responsabile dell'area servizi educativi della coop - assicurando nel contempo un contributo al territorio che si trova in una delle zone meno popolate dell'Emilia Romagna». In media alle iniziative, organizzate dalla seconda settimana di giugno fino ad agosto, partecipano complessivamente 150 bambini e ragazzi: «E' l'esempio di come si possa allungare la stagione turistica nella Val Boreca, in una struttura che altrimenti sarebbe utilizzata solamente qualche settimana in agosto».

L'obiettivo dichiarato dell'incontro di Zerba è quello di avviare un progetto ambizioso che possa anche valorizzare i fondi europei destinati dall'Emilia Romagna allo sviluppo della montagna: 10milioni di euro da investire prima del 2020. I soldi ci sono, le idee anche, perché le cooperative di comunità sono la soluzione migliore per mantenere la tradizione e ricreare lavoro sulle nostre montagne.

Nel corso della riunione Oreste Torri, vicepresidente della cooperativa di comunità Valle dei Cavalieri ha presentato l'esperienza di Succiso, dove si sono fatti carico di riaprire il bar, gestendo poi un nuovo minimarket e un ristorante. In totale lavoro per sette dipendenti fissi e quattro stagionali che producono, fra l'altro, anche 80 quintali all'anno di pecorino.

Una dimostrazione pratica che lavorando nel modo corretto i risultati possono arrivare. E' quanto si augurano a Zerba, dove intanto si inizia a valutare la possibilità di partecipare al bando che prevede 150mila euro per sostenere la nascita di cooperative di comunità sull'Appennino. Le idee già ci sono, adesso bisogna metterle in pratica.