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PARMA, CONFCOOPERATIVE RISCOPRE IL PRIMO SINDACO MARIO BOCCHI

Presentato in Municipio un libro su una figura cittadina poco conosciuta. Decisivo il ruolo dell'associazione Giuseppe Micheli e di Confcooperative Parma

PARMA, CONFCOOPERATIVE RISCOPRE IL PRIMO SINDACO MARIO BOCCHI

E' stata la prestigiosa sala del Consiglio Comunale di Parma a fare da cornice alla presentazione del libro di Giuliano Masola “Mario Bocchi, primo sindaco di Parma", organizzata dall'associazione Giuseppe Micheli e da Confcooperative Parma che hanno avuto il merito di ricomporre un pezzo importante della storia parmigiana, aprendo nuovi interrogativi sorti durante il lavoro di ricerca storica.

“Ho incrociato la storia di Mario Bocchi - ha esordito aprendo il convegno Alessandro Tassi Carboni presidente del Consiglio Comunale di Parma - grazie all'iniziativa, fra gli altri, di Eugenio Caggiati e Giuliano Masola. Una vicenda curiosa, fatta di dimenticanze ed oblii, di caratteri schivi e riservatezze, di volontà e ingiustizia, fretta di passare oltre ad uno dei periodi più bui e drammatici della nostra storia recente”. Lo stesso Comune di Parma, ha ricordato Tassi Carboni, “era caduto nell'equivoco di disconoscere il ruolo ricoperto da Mario Bocchi tra il 1945 ed il 1946 quale Sindaco della città, tanto da non rappresentare neppure la sua immagine fra quella dei primi cittadini presente nella Sala Grande del Municipio. Questo vuoto è stato colmato il 2 luglio 2019 apponendo ufficialmente il quadro contenente una delle rare fotografie (recuperata grazie alle affettuose ricerche del nipote Andrea Saccani) del primo Sindaco di Parma dell'era democratica”.

All'introduzione del Presidente del Consiglio Comunale hanno fatto seguito i saluti di Carmen  Motta, nella sua prima uscita pubblica nel ruolo di Presidente dell'Istituto Storico della resistenza e dell'Età contemporanea di Parma. La figura del "Sindaco Ritrovato" è stata poi richiamata dallo stesso autore del libro, Giuliano Masola.

 

"Col 25 aprile 1945 e il ritorno a un regime democratico - ha ricordato Masola -, dopo alcuni incontri in attesa di scendere in Città, il CLN aveva designato il “comandante Arta” ‒ Giacomo Ferrari ‒ prefetto e Mario Bocchi sindaco, a capo di una giunta popolare (la designazione di un esponente della Democrazia Cristiana, in particolare dell'uomo di fiducia di Giuseppe Micheli, funge da contrappeso a quella di Ferrari, personalità di punta del Partito Comunista nella lotta partigiana). La nomina vera e propria avviene da parte degli Alleati il 1° maggio 1945, mentre quella da parte del Prefetto è del 30 giugno.

Fin dal 26 aprile, Bocchi deve fare fronte a una situazione molto grave in città: distruzioni, carenza alimentare ed energetica (manca la legna, ad esempio); alle difficoltà di trasporto si aggiunge la disoccupazione, la mancanza di abitazioni; si scambia il parmigiano col vetro, e così via. Il tutto in un ambiente in cui tanti sono ancora armati e le vendette trovano sfogo.

Dall'aprile del 1945 allo stesso mese del '46, Mario Bocchi deve decidere anche sulle epurazioni, cercare di mantenere l'ordine pubblico e, tema particolarmente caro ai parmigiani, affrontare il problema urbanistico; il Monumento a Verdi, pesantemente colpito dai bombardamenti, finisce per diventare la spada di Damocle per il Sindaco.

Nella primavera del 1946, le elezioni amministrative vengono vinte dalla sinistra: Primo Savani diventa sindaco, eletto nell'ambito della nuova Giunta Comunale. Mario Bocchi, che si era presentato nella lista della DC senza entrare nel nuovo Consiglio Comunale, cerca altre strade: diventa amministratore dell'Ordine Costantiniano, ricostituito da Micheli, dove resta per alcuni anni”. Quindi nel 1960 il trasferimento a Milano dove apre una piccola azienda di pubblicità e dove muove nel 1981.

Questa ricostruzione storica e riabilitazione sono nate da una idea dell'Associazione Giuseppe Micheli che ha trovato la collaborazione di Confcooperative Parma.

 

"E' un volume che fa rientrare nella storia di Parma – ha sottolineato  Eugenio Caggiati presidente dell'Associazione Culturale Giuseppe Micheli - una figura che, più o meno volutamente, era stata dimenticata. Una figura silenziosa, ma che ha avuto un ruolo di primo piano, come emerge dal suo rapporto con Enrico Mattei ed altri personaggi, anche nella costruzione della Democrazia Cristiana a livello nazionale”.

È toccato poi al prof. Giorgio Vecchio, docente di Storia contemporanea all'Università di Parma, proporre uno spaccato del territorio di Parma nell'immediato Dopoguerra ricordando la figura di Mario Bocchi, raccontando anche il suo successivo impegno nella DC lombarda. Quindi è intervenuto il nipote di Mario Bocchi, Andrea Saccani. Infine le conclusioni sono state affidate ad Andrea Bonati, presidente di Confcooperative Parma. "Un'Organizzazione è parte di una comunità, e pertanto è giusto contribuire alla sviluppo della stessa nelle più svariate sfaccettature – ha detto -. Mi fa particolarmente piacere poter presentare questo libro proprio ora in cui Parma è capitale della cultura italiana. La cooperazione ha un ruolo importante nella nostra Provincia, basti ricordare la produzione del migliore formaggio al mondo e la gestione dei servizi nel welfare”.