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MODENA: CONTI A POSTO PER LA COOPERATIVA DI ABITAZIONE UNICAPI

Lo dimostra il bilancio consuntivo 2016, approvato dai soci nell'assemblea 

MODENA: CONTI A POSTO PER LA COOPERATIVA DI ABITAZIONE UNICAPI

Nonostante la crisi delle costruzioni non sia ancora del tutto superata, sono positivi i conti di Unicapi, la principale cooperativa modenese di abitazione a proprietà indivisa.

Lo dimostra il bilancio consuntivo 2016, approvato dai soci nell'assemblea alla quale hanno partecipato i presidenti di Confcooperative Modena e Legacoop Estense Carlo Piccinini e Andrea Benini e l'assessore all'Urbanistica del Comune di Modena Anna Maria Vandelli. Il fatturato 2016 supera i 2,6 milioni di euro, mentre l'utile d'esercizio sfiora i 768 mila euro. La somma è stata destinata a riserva indivisibile, andando così a incrementare il patrimonio netto di Unicapi, che ammonta a oltre 21,5 milioni di euro.

«Dopo aver completato la ricostruzione post terremoto 2012, l'anno scorso per le manutenzioni abbiamo speso 918 mila euro, di cui 148 mila euro per le analisi geologiche e sismiche di 496 alloggi in 19 fabbricati – dichiara il presidente di Unicapi Loris Bertacchini – Per questo chiediamo al governo di equipararci alla proprietà diffusa e di concedere anche alla cooperazione indivisa le agevolazioni del cosiddetto “sisma bonus”.

Non è comprensibile, infatti, che siano escluse le cooperative come la nostra, in grado di mettere in campo progetti e risorse per adeguare il patrimonio edilizio a maggiori standard di sicurezza e risparmio energetico».

Bertacchini aggiunge che Unicapi, la quale in 46 anni di attività ha costruito 926 alloggi in 16 Comuni della provincia, può essere uno strumento in grado di rispondere all'aumento della domanda di case a canoni sociali.

«Nella nostra provincia abbiamo superato l'86 per cento di alloggi in proprietà e la richiesta sta calando, mentre si amplia la fascia di popolazione che scivola verso la “povertà abitativa” - sottolinea il presidente di Unicapi - Finanziare la proprietà indivisa significa finanziare un percorso di inclusione sociale e, indirettamente, investire su un patrimonio pubblico. Le risorse che chiediamo servono a contenere i canoni di assegnazione. Non si fa housing sociale, infatti, con affitti che superano i 400-500 euro mensili».

A fine 2016 i soci di Unicapi erano 3.173, di cui 2.253 ”non assegnatari”; dal 2010 a oggi la base sociale è cresciuta del 4,4 per cento. Nel 2016 le ammissioni a socio sono state 75; il 40 per cento risiede nel Comune di Modena, il 33 per cento è straniero, mentre giovani e pensionati si dividono in parti uguali il rimanente 27 per cento.

«Priorità della cooperativa è la massima attenzione alla persona che vive nei nostri alloggi o è in attesa di averne uno. Lo abbiamo dimostrato concretamente nel 2012 – ricorda Bertacchini -, quando 53 famiglie hanno dovuto abbandonare le loro case a seguito del terremoto. Unicapi si è fatta carico dei loro problemi, compreso il recupero degli oggetti che rappresentavano la memoria e l'identità familiare. Da quell'esperienza è nato un modello di gestione post sisma».