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'LEZIONE' SUI PRODOTTI AGROALIMENTARI COOPERATIVI ALL'ISTITUTO 'MAGNAGHI' DI SALSOMAGGIORE (PR)

Sotto i riflettori la birra artigianale di Articioc e il Parmigiano Reggiano “multietnico” del caseificio Agrinascente

 

Venerdì 12 aprile, presso l'Istituto Alberghiero Magnaghi di Salsomaggiore Terme, Confcooperative FedAgriPesca Emilia Romagna e Confcooperative FedAgriPesca Parma hanno organizzato un'insolita lezione sulla conoscenza delle tipicità enogastronomiche della regione Emilia Romagna, che ci fanno contraddistinguere in tutto il mondo, e sull'importanza del mondo cooperativo all'interno del tessuto produttivo imprenditoriale regionale, dove la forma d'impresa cooperativa eccelle e svolge un ruolo da essere protagonista.

In aula erano presenti due classi di prima dell'Istituto, in totale una quarantina di ragazzi, e il dott. Daniele De Leo, esperto in comunicazione agroalimentare con particolare attenzione alle tipicità territoriali (DOP – IGP), ha sollecitato gli studenti conducendo l'anomala lezione in maniera molto interattiva, coinvolgendo i giovani nelle riflessioni ed alternando gli interventi di studio con prove pratiche ed improvvisazioni arrivando a creare un birrificio cooperativo.

A tutti gli studenti è stata distribuita la guida “Emilia Romagna – Il Gusto della Cooperazione”, filo conduttore delle lezioni; hanno contribuito alla realizzazione di questa giornata particolare 2 cooperative molto importanti per il tessuto produttivo locale, Articioc ed il caseificio Agrinascente.

Per Articioc è intervenuto il Presidente Luca Manici che ha spiegato che questa Coop Sociale nasce nel 2014 ma il progetto è forte dell'esperienza maturata, negli ultimi nove anni, dai suoi soci fondatori nell'associazione culturale ALTAFERMENTAZIONE di Parma, una delle prime associazioni locali ad affiliarsi a Unionbirrai, l'associazione nazionale che ha permesso lo sviluppo del movimento birra artigianale in Italia.

Articioc, in dialetto parmigiano, ma anche in molti altri dialetti nazionali, addirittura nella lingua inglese (artichoke) o francese (artichaut), significa carciofo ed il carciofo rappresenta la terra, i sapori contadini, la buona tavola, la forza di difendere con le spine la parte più nobile: il cuore.

Nove anni di eventi organizzati nei pub cittadini, di corsi di degustazione, di homebrewing hanno consentito di acquisire un patrimonio unico di competenze relative alla produzione della birra artigianale, nella creazione di eventi, nelle relazioni con pub, locali, distributori e appassionati, ma anche relazioni con associazioni di volontariato.

Manici ha sottolineato che “l'esperienza maturata negli anni, coniugata alla nostra crescente attenzione per il mondo del Sociale, ci ha fatto comprendere che la gestione di un birrificio ben si abbina ad una progettualità volta alla costituzione di una realtà imprenditoriale con risvolti sociali, che abbia come finalità quella di impiegare personale svantaggiato, soprattutto lavoratori con problemi o con disabilità fisiche”.

La scelta della birra artigianale come prodotto finale è quanto mai mirata. Il processo di produzione della birra consta di diverse fasi: macinazione del malto, cottura, insaporimento, fermentazione, imbottigliamento, tappatura, etichettatura, inscatolamento. Ciò permette di coinvolgere/inserire lavoratori con competenze diverse, offrendo a ciascuno un ruolo/compito col quale prendere confidenza, migliorarsi e realizzarsi; l'obiettivo finale è quello di arrivare in un paio di anni a possedere un sito di produzione, dove due o tre lavoratori svantaggiati potranno trovare impiego.

Dalla birra al Parmigiano Reggiano, la parola è passata ad Andrea Ramelli, magazziniere del Caseificio Sociale Agrinascente di Fidenza; Ramelli ha portato la propria esperienza decennale di cooperatore, appresa in casa dal padre, ed ha spiegato l'importanza della produzione del Parmigiano Reggiano nel tessuto produttivo locale; oltre a ripercorrere la tradizione secolare di questo formaggio noto in tutto il mondo, ha dialogato con i ragazzi presenti, appassionati e curiosi nel conoscere meglio le varie fasi della produzione, le tecniche specifiche e le diverse stagionature del prodotto, invitandoli ad andare a trovarlo, anche in occasione dell'appuntamento “Caseifici Aperti”.

Ramelli ha raccontato che il nuovo caseificio Agrinascente è stato inaugurato nel 2002, con 32 caldaie capaci di produrre 64 forme di Parmigiano Reggiano al giorno, lavorando i 120.000 quintali di latte all'anno forniti da 6 soci per un totale di circa 23.000 forme nel proprio magazzino di stagionatura a clima controllato.

Nel 2014 è stato creato un brand di prodotto, Parma2064, dal numero di matricola del caseificio attribuito dal Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, un identificativo univoco, esclusivo, impresso sullo scalzo di tutte le forme, un marchio che vuole creare distintività sul mercato da parte di chi, già dalla campagna nella produzione dei foraggi, inizia ad avere cura del risultato finale del proprio sforzo.

Oggi per andare incontro alle diverse esigenze dei consumatori, il caseificio è stato uno dei primi a produrre Parmigiano Reggiano DOP Halal, proveniente da filiera unica certificata dalla Halal International Authority e, da poco, si è dotato anche di Parmigiano Reggiano Kasher ed il caseificio di Zibello è il primo totalmente impegnato nella produzione di Parmigiano Reggiano che rispetta la tradizione ebraica.   

Davide Pieri, di Confcooperative FedAgriPesca Emilia Romagna e Claudio Barilli, di Confcooperative Parma, insieme a De Leo hanno partecipato alle varie fasi dell'incontro, sottolineando l'importanza ed i valori distintivi delle realtà cooperative; Barilli ha evidenziato che le cooperative costituiscono un presidio territoriale e luogo naturale dove cercare risposte ai mutevoli bisogni della società attuale; Pieri ha ribadito come la storia di questa regione testimonia l'importanza della cooperazione in tutti i settori, non solo quello agricolo ed agroalimentare.

Durante l'incontro, gli studenti sono stati ampiamente coinvolti ed hanno dimostrato un'ottima preparazione di base; la mattinata, che si è conclusa con un festoso assaggio di alcuni prodotti portati dagli originali docenti, è stata curata e realizzata grazie alla disponibilità ed alla passione del prof. di cucina Antonio Capai e del prof. di sala Mario Della Gatta.