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LAMBRUSCO: CANTINA SETTECANI SBARCA IN CINA CON ALIBABA

Con il progetto e-Marco Polo la cooperativa vende direttamente ai consumatori

LAMBRUSCO: CANTINA SETTECANI SBARCA IN CINA CON ALIBABA

La Cantina Settecani porta il Lambrusco su Alibaba, il colosso cinese del commercio elettronico. Grazie al progetto e-Marco Polo, nato a seguito del memorandum di intesa siglato nel 2014 tra l'allora governo Renzi e Jack Ma, fondatore e presidente di Alibaba, con lo scopo di promuovere l'agroalimentare italiano, la cooperativa vitivinicola aderente a Confcooperative Modena ha a disposizione un potente mezzo per far conoscere una delle nostre eccellenze enogastronomiche.

«Il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, soprattutto la versione amabile, sta riscuotendo un buon successo sul mercato cinese on line – afferma il responsabile commerciale della Cantina Settecani Fabrizio Amorotti – Con lo strumento b2c (business to consumer), in pochi mesi sono state vendute on line ai consumatori finali cinesi circa 6 mila bottiglie. Sono numeri che fanno ben sperare, considerando che il prodotto era completamente sconosciuto. I feedback dei clienti sono ottimi, il punteggio è di 4.9 su 5. Del Lambrusco i consumatori cinesi apprezzano il gusto gradevole, la leggerezza, il colore e il rapporto qualità/prezzo. È un prodotto che piace alle ragazze, quindi adatto a un pubblico giovane».

Il progetto e-Marco Polo nasce come il negozio elettronico b2c dell'agroalimentare made in Italy sulla piattaforma crossborder T-mall global per vendere in Cina direttamente ai consumatori senza avere una presenza fisica nel Paese, con processi semplificati di import, agevolazioni fiscali e garanzia dell'autenticità dei prodotti venduti.

In Cina 700 milioni di persone sono connesse, il 50 per cento appartiene alla classe media e 12 milioni di aziende vendono a 500 milioni di consumatori che acquistano on line.

Si stima che entro il 2020 il volume dell'e-commerce cinese sarà superiore all'insieme dei volumi di vendita generati on line da Usa, Gran Bretagna, Giappone e Francia.

Il target principale sono consumatori giovani che viaggiano, curiosi e informati. Tre milioni di cinesi scelgono ogni anno l'Italia come destinazione turistica; di conseguenza cresce la richiesta di prodotto italiano in Cina.