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EMIL BANCA CHIUDE IN UTILE IL 2016. DOMENICA 23 APRILE L'ASSEMBLEA

Alla Unipol Arena di Casalecchio di Reno sono invitati i 44 mila soci della nuova bcc (24 mila della vecchia Emil Banca e 20 mila del Banco Cooperativo Emiliano), che prima voteranno il bilancio d'esercizio 2016 della vecchia Emil Banca, poi eleggeranno il cda chiamato per i prossimi tre anni.

EMIL BANCA CHIUDE IN UTILE IL 2016. DOMENICA 23 APRILE L

È più che soddisfacente il risultato economico di Emil Banca. L'ultimo esercizio prima dell'incorporazione del Banco Cooperavo Emiliano, effettiva da sabato 1 aprile, presenta un utile sopra i 2,2 milioni di euro (+6,6% rispetto al 2015). Questo nonostante la ripresa economica, che gli analisti attendevano vigorosa, si sia invece rivelata lenta e che il risultato economico di Emil Banca sia appesantito dagli ingenti costi sostenuti per mettere una toppa alle crisi degli istituti bancari italiani ed europei (principalmente esterni al sistema cooperativo).

Il bilancio sarà presentato ai soci domenica 23 aprile nella prima assemblea generale delle due banche di credito cooperative unite. Alla Unipol Arena di Casalecchio di Reno sono invitati i 44 mila soci della nuova bcc (24 mila della vecchia Emil Banca e 20 mila del Banco Cooperativo Emiliano), che prima voteranno il bilancio d'esercizio 2016 della vecchia Emil Banca, poi eleggeranno il cda chiamato per i prossimi tre anni a guidare il nuovo istituto di credito che, con 84 filiali in sei province (Modena, Bologna, Ferrara, Reggio Emilia, Parma e Mantova) si configura come una delle banche di credito cooperativo più importanti d'Italia.

«Arriviamo all'appuntamento storico di domenica con un ottimo risultato da presentare ai nostri soci - afferma il presidente di Emil Banca Giulio Magagni - Il bilancio della vecchia Emil Banca, che chiude con il segno più nella raccolta, negli impieghi e nell'utile, mostra una banca solida, in crescita e che gode della fiducia del territorio; anche nel 2016 abbiamo registrato l'ingresso di più di mille nuovi soci. Già da domenica sera – continua il presidente uscente, candidato a guidare anche la nuova Emil Banca - saremo al lavoro con il nuovo consiglio d'amministrazione per fare in modo che anche la nuova bcc continui a lavorare, su un territorio che si estenderà sul 68 per cento della regione, nel rispetto dei valori e del modo differente di fare banca che ha sempre caratterizzato la nostra attività».

Alla chiusura dell'esercizio 2016 la raccolta totale di Emil Banca ammontava a 2,9 miliardi di euro, segnando un +3,22% sul 2015, frutto di un forte aumento della raccolta diretta e di una lieve contrazione di quella indiretta. Gli impieghi sfioravano quota 1,5 miliardi di euro (+1,21% rispetto all'esercizio precedente), trascinati soprattutto all'aumento dei mutui (+3,3%) e dei finanziamenti delle operazioni su estero (+9,9%). Anche se nel 2016 è proseguito il piano di accantonamenti per eventuali rettifiche sui crediti (33,7 milioni di euro) e nonostante gli oltre 3 milioni di euro che la banca ha versato per la risoluzione delle crisi di altri istituti, l'utile di esercizio si è attestato a 2,236 milioni di euro (+6,64% rispetto al 2015). Il 77% per cento andrà a riserva legale, il 3% al fondo di sviluppo della cooperazione, mentre con il restante 20% verranno rivalutate dello 0,75% le quote dei soci della vecchia Emil Banca. Infine l'indice di solidità è superiore a quello richiesto. Il patrimonio al 31 dicembre 2016 ammontava a 211 milioni di euro (-4,19% sul 2015). Una diminuzione che, dovuta principalmente al saldo negativo da valutazione su titoli Afs, non ha intaccato la solidità della bcc, che presenta ancora indici di capitalizzazione al di sopra di quelli richiesti dalla Banca d'Italia. A fine 2016, infatti, il Total Capital Ratio di Emil Banca era di 14,4%, a fronte del 9,9% richiesto.

L'assemblea sarà chiamata anche a ratificare l'adesione di Emil Banca al progetto di Iccrea. «Siamo convinti che con il gruppo bancario cooperativo targato Iccrea – sostiene il direttore generale di Emil Banca Daniele Ravaglia – le bcc diventeranno ancora più forti, entrando in una nuova dimensione bancaria europea senza dimenticare la loro missione principale: cooperazione, mutualità e localismo».