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CARLO PICCININI COMMENTA IL VINITALY 2017

«Lambrusco, il futuro è nella qualità»

CARLO PICCININI COMMENTA IL VINITALY 2017

«La grande affluenza di pubblico allo stand del Consorzio e l'apprezzamento degli addetti ai lavori confermano che, nonostante le attuali difficoltà, esistono interessanti spazi commerciali per il Lambrusco di qualità».

Lo dichiara il presidente di Confcooperative Modena Carlo Piccinini commentando la 51 esima edizione del salone internazionale dei vini e distillati, che si è chiuso a Verona. Ricordando che a Modena la cooperazione coltiva il 90 per cento dell'uva trasformata in Lambrusco, Piccinini sottolinea che i produttori, cantine cooperative comprese, devono attrezzarsi per raggiungere i mercati più lontani interessati a vini che, come il Lambrusco, esprimono la cultura di un territorio.

«È necessario recuperare quote di mercato valorizzando il marchio Lambrusco rispetto ai frizzanti generici. Inoltre il Lambrusco deve essere sempre più curato dal punto di vista qualitativo».

Sulla qualità le cantine cooperative sono già sulla buona strada. Ci sono, infatti, anche tre cantine aderenti a Confcooperative Modena tra le imprese che hanno ottenuto riconoscimenti nel premio internazionale di Vinitaly ‘5starwines' per aver ricevuto con i propri vini punteggi da 90 centesimi in su. Il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro doc semisecco vendemmia 2016 della Cantina Formigine Pedemontana, il Lambrusco Salamino di S. Croce doc amabile della Cantina di S. Croce di Carpi, il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro dop amabile e il Lambrusco Rosato doc "Vini del Re" della Cantina Settecani di Castelvetro sono stati inseriti nella prestigiosa guida thebook2017 del concorso 5starwines Vinitaly 2017.

A Verona è piaciuta molto anche la nuova linea degli spumanti presentata dalla Cantina di Carpi e Sorbara. Tra essi c'è il Lambrusco rosato prodotto in 500 bottiglie, con etichetta speciale, per celebrare la riapertura del duomo di Carpi, avvenuta il 25 marzo, e la visita di papa Francesco, che lo ha assaggiato nel pranzo consumato il 2 aprile nel seminario di Carpi con i vescovi, sacerdoti e seminaristi.