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UN TERZO DEL FATTURATO COOPERATIVO ITALIANO E' MADE IN EMILIA ROMAGNA

Il dato è emerso dalla Conferenza Regionale della Cooperazione svoltasi a Bologna

UN TERZO DEL FATTURATO COOPERATIVO ITALIANO E

Un terzo del fatturato cooperativo italiano è made in Emilia-Romagna, dove ogni 100 imprese 13 sono cooperative. La fotografia e le prospettive del settore in questa regione sono emerse a Bologna durante la Conferenza regionale della cooperazione, incentrata su “Il potere di agire per un futuro sostenibile”, tema a cui è stata dedicata anche la Giornata Internazionale delle Cooperative 2016 svoltasi il 2 luglio. Fare impresa tenendo insieme competizione ed efficienza di mercato, valori e solidarietà, ma dando anche un importante contributo economico, occupazionale e sociale. È questo il sistema della cooperazione, in Emilia-Romagna, che conta 5.154 imprese, 227.771 addetti e un valore della produzione pari a 37 miliardi di euro nel settore agricolo e manifatturiero, nella sanità e nel welfare, creando percorsi di inclusione sociale, formazione e qualificazione delle persone, innovazione e nuovi network con il resto del mondo. Nelle cooperative sociali due terzi dell'occupazione sono femminili e l'80% degli addetti ha contratti a tempo indeterminato.

Nel corso della Conferenza – promossa dall'assessore regionale alle Attività Produttive Palma Costi, che ha espresso l'intenzione di organizzare questo appuntamento ogni anno e ha ricordato il ruolo strategico del mondo cooperativo nel progresso e nello sviluppo economico-sociale della comunità – sono intervenuti Elisabetta Gualmini, assessore alle Politiche di Welfare e alle Politiche Abitative della Regione Emilia-Romagna, Simel Esimin (Head and senior Technical specialist, ILO), che ha parlato de "Il futuro della cooperazione in un'ottica globale", Guido Caselli (responsabile Ufficio studi di Unioncamere Emilia-Romagna), che ha fornito "I numeri e le traiettorie della cooperazione 4.0”, e Paolo Venturi (direttore AICCON), intervenuto su "La socialità che innova: il valore aggiunto della cooperazione".

La conferenza è poi proseguita con una tavola rotonda su "Il potere di agire per un futuro sostenibile" a cui hanno partecipato Francesco Milza, presidente Confcooperative Emilia Romagna, Giovanni Monti, presidente Legacoop Emilia Romagna, Massimo Mota, presidente Agci Emilia Romagna, Renata Morresi, presidente Unci Emilia Romagna, e Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna.

Il presidente di Confcooperative Emilia Romagna, Francesco Milza, ha ricordato che la capacità di cogliere ed interpretare le esigenze della società rappresenta una caratteristica peculiare delle cooperative, non a caso nate proprio per rispondere ai bisogni della comunità, mentre le imprese nascono da opportunità. “In questa difficile congiuntura economica, con la crisi che continua a far sentire i suoi effetti sul tessuto produttivo – ha aggiunto Milza – dobbiamo però essere capaci di riorganizzarci, rimettendo al centro il modello autentico basato sulla partecipazione e sulla condivisione”.

I lavori sono stati conclusi dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti.

La Conferenza della Cooperazione rappresenta la tappa finale di un percorso, sollecitato dalle Centrali Cooperative e recepito dalla Regione Emilia Romagna, che nel 2016 si è articolato dapprima nella presentazione del Rapporto regionale sulla Cooperazione, il 14 aprile, e successivamente nell'organizzazione del convegno “Workers buyout: mestieri, competenze, lavoro. Storie di nuova cooperazione” svoltosi l'8 giugno a Bologna e dal quale è emerso che negli ultimi anni sono nate ben 56 new coop di workers buyout che hanno salvato circa 1.200 posti di lavoro.