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UN 'DISTRETTO DELLO ZUCCHERO' PER VALORIZZARE LA FILIERA BIETICOLA ITALIANA

Le prime anticipazioni sulla ormai prossima campagna bieticolo-saccarifera che la cooperativa affronta con fiducia, forte di circa 33.000 ettari seminati nei tradizionali bacini emiliano-romagnoli e veneti. Dal 2007 al 2015 COPROB ha investito 165 milioni di euro e per il triennio 2016/2018 ha programmato altri 27 milioni.

 

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Un vero e proprio “Distretto dello Zucchero” per sostenere la bieticoltura ed il suo importante ruolo sotto il profilo agronomico, economico ed ambientale. È questo, in sintesi, l'obiettivo dell'Intesa nazionale di filiera per il settore saccarifero illustrato nel corso dell'annuale incontro dei soci di COPROBunico produttore di zucchero 100% italiano nel 2016 – svoltosi oggi alla presenza, tra gli altri, di Simona Caselli, assessore all'Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Emilia-Romagna, e Giuseppe Pan, assessore all'Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Veneto, oltre ai vertici delle organizzazioni professionali, cooperative e dell'industria agroalimentare.

L'Intesa di filiera si propone di fare “sistema”, coinvolgendo direttamente tutti gli attori del settore produttivo, industriale e commerciale per promuovere e valorizzare adeguatamente lo zucchero 100% italiano.

COPROB, presidio della responsabilità sociale, ambientale ed economica della filiera bieticolo-saccarifera nazionale, intende promuovere tutti quei valori distintivi ed importanti da trasferire ai consumatori, che caratterizzano “l'italianità” del proprio zucchero, garantiti da specifica certificazione detenuta da oltre 10 anni.

Oltre a sostenere con forza la necessità di diffondere sul mercato la consapevolezza del valore distintivo del prodotto nazionale, supportata da The European House – Ambrosetti, COPROB è impegnata in prima linea a rafforzare quella filiera produttiva bieticola che consente, attraverso la rotazione colturale, il mantenimento di salubrità e qualità dei terreni e delle relative produzioni agroalimentari delle proprie 7.000 aziende agricole conferenti.

In occasione dell'incontro con i soci, il presidente Claudio Gallerani ha poi fornito le prime anticipazioni sulla ormai imminente campagna bieticolo-saccarifera che COPROB si appresta ad affrontare con ottimismo, forte di circa 33.000 ettari seminati nei tradizionali bacini emiliano-romagnoli e veneti, dove i bieticoltori hanno rinnovato la propria fiducia nella cooperativa nonostante le difficoltà del 2015, che si è rivelato come uno degli anni più complessi nella sua storia.

“I soci di COPROB hanno ribadito il loro impegno a continuare a produrre zucchero italiano – ha sottolineato il presidente Claudio Gallerani – nonostante un'annata molto avara di soddisfazioni e questo è il segno che tutto quanto sta compiendo la cooperativa per la valorizzazione della produzione nazionale, quale garanzia di continuità di approvvigionamento per l'industria agroalimentare, oltre che di certificazione sotto il profilo ambientale e della qualità, è la strada giusta sulla quale proseguire con decisione”.

“Dopo oltre due anni di difficoltà dovute alla costante diminuzione dei prezzi registrata sul mercato dello zucchero – ha proseguito Gallerani – stiamo assistendo ora ad una ripresa che ci lascia guardare con grande fiducia al futuro ed avere al nostro fianco le Istituzioni, il mondo agricolo e agroindustriale è senza dubbio un segnale incoraggiante: grazie alla collaborazione di tutti gli attori della filiera potremo, infatti, aumentare sempre più la nostra competitività e garantire un futuro ad un settore estremamente importante per l'agricoltura e per l'industria alimentare nazionale. A questo proposito, sarebbe essenziale riuscire a mantenere fino al 2020 gli attuali aiuti accoppiati e dare continuità agli aiuti previsti dal 2010 a sostegno del settore, che ammontano a 18 milioni di euro per l'industria e a 7 milioni per i bieticoltori”.

Gallerani ha poi ricordato che dal 2007 al 2015 la compagine sociale di COPROB è aumentata del 60%, passando da 3.535 a 5.648 bieticoltori. In questo periodo sono stati investiti oltre 165 milioni di euro e si è registrato un aumento del 40% della capacità di lavorazione delle bietole e della produzione di zucchero e una parallela diminuzione del 20% del consumo di metano. Nel triennio 2016/2018 il Gruppo investirà altri 27 milioni di euro, destinati prevalentemente all'innovazione produttiva, all'efficientamento di processo e alla riduzione dei costi di produzione. La produzione attuale si attesta sulle 284.000 tonnellate di zucchero e l'obiettivo di COPROB è arrivare a 330.000 tonnellate con una produzione di circa 10 tonnellate ad ettaro.

“E' necessario  sostenere la produzione di  zucchero italiano, una voce importante del made in Italy, alla base dell'industria dolciaria nazionale, ma anche un comparto con  significative ricadute sul piano sociale, economico, nonché agronomico-ambientale. Oggi il mercato interno assorbe 1,6 milioni di tonnellate di prodotto, delle quali circa 1,3 sono importate dall'estero. Ci sono dunque ampi margini di crescita. L'Emilia-Romagna è un territorio con una  tradizionale vocazione bieticolo-saccarifera – ha sottolineato l'assessore all'agricoltura Simona Caselli – da qui l'impegno forte  di questa  Regione per arrivare a un Intesa di filiera nazionale che coinvolga  istituzioni, produttori, industria di trasformazione e  grande distribuzione. Contiamo, con il contributo del Ministero delle Politiche Agricole, di raggiungere in tempi rapidi l'obiettivo”.

Sula stessa linea l'intervento dell'Assessore all'Agricoltura del Veneto, Giuseppe Pan, che ha ricordato come la produzione bieticola rappresenti un primato che la Regione intende salvaguardare e promuovere. “Quella del ‘Distretto dello zucchero' – ha aggiunto Pan – è una sfida estremamente importante per salvaguardare una filiera in cui sono state investite consistenti risorse in questi anni e potremo vincerla soltanto facendo squadra”. “E' paradossale – ha concluso l'assessore veneto – che un paese in cui l'80% dei prodotti agroalimentari contiene zucchero debba importare questo prodotto dall'estero per coprire il fabbisogno complessivo”.