QUESTO SITO UTILIZZA ALCUNI 'COOKIE': VUOI SAPERNE DI PIU'?   

COOPERATIVE SOCIALI: OBBLIGATORIO IL BILANCIO DI RESPONSABILITA' SOCIALE PER ISCRIVERSI ALL'ALBO REGIONALE

Il tema è stato al centro di un incontro promosso da Confcooperative Emilia Romagna

COOPERATIVE SOCIALI: OBBLIGATORIO IL BILANCIO DI RESPONSABILITA

Il 21 luglio Confcooperative Emilia Romagna ha organizzato un incontro sul Bilancio di Responsabilità Sociale delle cooperative e sul format predisposto in proposito da Confcooperative e Federsolidarietà nazionale al quale hanno partecipato i responsabili per la cooperazione sociale delle Confcooperative provinciali e i Centri Servizi delle Unioni territoriali. I lavori sono stati aperti da Luca Dal Pozzo, presidente di Federsolidarietà Emilia Romagna, che ha insistito  sulla valenza reputazionale e di comunicazione del BRS, affermando che è ormai indispensabile misurare ciò che le coop sociali fanno, il loro impatto sociale ed economico, ma con parametri certi, condivisi e comprensibili agli stakeholders pubblici privati e ai cittadini.

L'incontro è stato coordinato da Chiara Ragazzi, Consigliere delegato alle aree studi specialistici di ICN, che ha rilevato come Confcooperative, assieme ai Centri Servizi, si debba attrezzare con competenze adeguate per accompagnare questo percorso, sia culturalmente per far crescere le cooperative e la loro sensibilità verso questo strumento (BRS), sia per affiancare le cooperative che non hanno i mezzi per redigere autonomamente il bilancio sociale.

Gianluca Mingozzi, di Federsolidarietà Emilia Romagna, ha sottolineato che la Legge Regionale 12/2014 sulle cooperative sociali rende obbligatoria la redazione del BRS ed ha illustrato le attività che la Regione sta mettendo in atto per raccogliere, dal 2017, i Bilanci di Responsabilità Sociale. Pur non obbligando le coop sociali a redigere un format predefinito (ognuna potrà fare il proprio), comunque raccoglierà obbligatoriamente anche numerosi dati che le cooperative dovranno inserire nel sistema statistico della Regione, attraverso un accesso web. Dal confronto è emerso che è interesse delle cooperative sociali approfittare di questo strumento non limitandosi a fornire i soli dati richiesti, come se si trattasse di un adempimento in più a cui assolvere, ma spingendosi più avanti sullo studio del Valore Aggiunto e delle pérformances socio-economiche delle cooperative a favore del territorio e delle comunità locali.

Francesco Pietrogrande, del Servizio Revisione di Confcooperative Emilia Romagna, ha illustrato il format nazionale di Federsolidarietà evidenziandone la flessibilità e le possibilità di modifica anche sostanziali. Caratteristiche che rendono tale format facilmente adattabile alle richieste della Regione Emilia Romagna in questa circostanza. Con la possibilità di personalizzarlo e di spingersi oltre i dati di sola natura quantitativa, per aprire l'indagine interna alla singola cooperativa ad elementi di tipo qualitativo sia riguardanti i servizi specialistici gestiti, sia per ciò che concerne la distribuzione della ricchezza agli stakeholders e alla comunità e delle attività sociali eventualmente svolte dalla cooperativa oltre ai servizi professionali. Tutto questo con strumenti di misurazione delle ricadute interne nella comunità e nel territorio.