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LA NUOVA LEGGE URBANISTICA REGIONALE PROMUOVE LO SVILUPPO SOSTENIBILE DEL TERRITORIO

Il tema è stato al centro di un convegno organizzato da Confcooperative Emilia Romagna e svoltosi a Bologna presso il Palazzo della Cooperazione

LA NUOVA LEGGE URBANISTICA REGIONALE PROMUOVE LO SVILUPPO SOSTENIBILE DEL TERRITORIO

Sebbene ampiamente aggiornata nel 2009, la Legge regionale urbanistica attualmente in vigore necessita di una radicale riforma: in questi anni infatti è profondamente mutato il contesto sociale, economico e politico, sono emersi nuovi bisogni che richiedono risposte più articolate rispetto ai tradizionali modelli del passato. Siamo entrati in un nuovo paradigma, in cui contano maggiormente parametri quali l'indice di sviluppo umano, il grado di sostenibilità sociale ed ambientale della crescita, una diversa divisione del lavoro a livello globale e la distribuzione della ricchezza. In questo contesto, si è affermata la consapevolezza che il territorio ed il suolo sono una risorsa "finita". Per questo condividiamo l'approccio allo sviluppo locale autosostenibile adottato dalla proposta di riforma della disciplina regionale sulla tutela e l'uso del territorio, attualmente all'attenzione dell'Assemblea legislativa, che implica la progressiva riduzione degli interventi di urbanizzazione ed espansione edilizia a favore della rigenerazione urbana e di politiche di incentivazione del riuso del suolo, con l'obiettivo europeo del saldo zero entro il 2050.

È quanto ha affermato il presidente regionale di Confcooperative, Francesco Milza, aprendo i lavori del convegno "La riforma urbanistica dell'Emilia Romagna: verso un nuovo modello di sviluppo" promosso a Bologna dall'Organizzazione cooperativa.

“Per quanto concerne il metodo – ha proseguito Milza – esprimiamo gratitudine per l'ampio coinvolgimento, da parte dell'Assessorato guidato da Raffaele Donini, delle parti sociali e della società regionale che ha accompagnato l'elaborazione e la costruzione della proposta di legge. Nel merito, abbiamo condiviso da subito l'obiettivo e le finalità della riforma: il raggiungimento del consumo del suolo a saldo zero in funzione della priorità assegnata agli usi legati all'agricoltura, o a fini ambientali e naturalistici. Questo provvedimento si caratterizza per un nuovo approccio, in primo luogo culturale, rispetto ai paradigmi previgenti, incentrato su una significativa riduzione del consumo del suolo, senza detrimento delle politiche di sviluppo e di attrattività di nuovi investimenti”. Tra i punti di forza del progetto di legge, la salvaguardia dei titoli abilitativi già concessi, le convenzioni sottoscritte e i cosiddetti diritti acquisiti, la semplificazione amministrativa (stabilisce il dimezzamento degli strumenti urbanistici e dei livelli di pianificazione, introduce procedure semplificate a abbreviate per l'approvazione dei futuri piani), la negoziazione tra Comuni e operatori privati (che sfocia nell'Accordo operativo), l'istituzione di incentivi fiscali e volumetrici per la rigenerazione urbana, la tutela delle aree agricole e dell'impresa agricola come bene comune, l'attenzione all'Edilizia Residenziale Sociale.

I lavori del convegno sono proseguiti con l'intervento di Manuela Rontini, presidente della Commissione "Territorio, Ambiente, Mobilità" dell'Assemblea Legislativa, che ha sottolineato l'esigenza di rispondere alle nuove sfide con il pragmatismo che caratterizza l'Emilia Romagna, cercando di risolvere al meglio le criticità puntando sull'efficientamento energetico, la sicurezza sismica e le politiche. Affermando che il progetto di legge parte dal presupposto che la crisi economica ha modificato il paradigma di riferimento e pertanto occorre cambiare il modello di sviluppo, Rontini ha poi ricordato che l'Emilia Romagna ha un tasso di suolo consumato record, pari al 10%, aumentato progressivamente e rapidamente dal 3,3% degli anni Cinquanta.

Manuela Rontini ha dichiarato che la Legge 20/90 oggi non è più attuale; di fronte alle nuove sfide e all'Urbanistica è richiesto un cambiamento radicale con il coinvolgimento di privati ed enti pubblici che devono essere, insieme, promotori dei processi di trasformazione.

Sulla stessa lunghezza d'onda Raffaele Donini, Assessore ai Trasporti, Reti Infrastrutture materiali e immateriali, Programmazione Territoriale e Agenda Digitale della Regione Emilia Romagna, che ha affermato come la nuova Legge Urbanistica sia una sorta di patto tra amministratori, categorie economico-produttive e forze sociali per lo sviluppo sostenibile del territorio. Donini ha poi ricordato gli obiettivi della nuova Legge Urbanistica: ridurre le previsioni urbanistiche esistenti fuori dal territorio urbanizzato, introdurre il principio di consumo di suolo a saldo zero (fissato dalla Ue come obiettivo per il 2050), promuovere la rigenerazione urbana e la riqualificazione degli edifici, valorizzare il territorio agricolo, sostenere chi vuole fare impresa, favorire la qualità dei progetti, pianificare in modo semplice e veloce, affermare il principio di legalità e trasparenza. “La nuova Legge – ha proseguito Donini – istituisce il Piano Urbanistico Generale (PUG) che fissa al 3% il limite per le espansioni fuori dal territorio urbanizzato; inoltre, ai Comuni vengono assegnati 3 anni di tempo per adeguare i propri strumenti urbanistici. Con questa nuova norma la Regione stanzia 30 milioni di euro di contributi per la rigenerazione urbana, a cui si affiancano incentivi fiscali, incentivi volumetrici e procedure semplificate.

Federabitazione Emilia Romagna ha affermato il presidente, Luca Bracci condivide pienamente i principi dettati e gli obbiettivi auspicati dal disegno di legge. Confcooperative rappresenta imprese impegnate in vari settori dell'economia e portatori di un interesse diretto o indiretto sulle scelte urbanistiche: le cooperative agroalimentari che beneficiano della valorizzazione del territorio agricolo, le cooperative di costruzione che possono ritrovare slancio dallo sviluppo di programmi di riuso e rigenerazione urbana supportati da incentivi pubblici, le cooperative di abitazione e sociali impegnate nel ridare dignità abitativa alle categorie più deboli, le grandi cooperative bisognose di nuovi e più ampi insediamenti produttivi, le cooperative di trasporto e di consumo attente alle nuove infrastrutture e alla dislocazione dei nuovi servizi”. 

“In questo scenario – ha aggiunto Bracci – si può affermare che questo disegno di legge prevede quattro sezioni principali: il periodo di transizione, che mette al riparo l'economia dei territori concedendo un congruo tempo di sviluppo alle previsioni già pianificate; lo stop al consumo di suolo, con una deroga sino al limite del 3% per le espansioni fuori dal territorio urbanizzato solo per insediamenti produttivi (per valorizzare il lavoro) e interventi residenziali se in funzione della rigenerazione urbana e dell'edilizia residenziale sociale; il riuso e la rigenerazione che consentono un sostanziale miglioramento della qualità della vita e della sicurezza attraverso un ammodernamento delle città con progetti assistiti da agevolazioni fiscali incentivi volumetrici, contributi pubblici; l'Edilizia Residenziale Sociale quale servizio di interesse economico generale per cercare di soddisfare le esigenze abitative anche delle fasce sociali più deboli.

Giorgio Pruccoli, Consigliere regionale Relatore del progetto di legge, ha evidenziato come con la crisi del 2008 sia completamente cambiata la prospettiva nella gestione del suolo da parte dei Comuni e soprattutto da parte degli operatori. Con l'approvazione della legge, che dovrebbe avvenire entro l'estate, si apriranno anche per loro nuove opportunità di mercato legate alla rigenerazione urbana. Questo dovrebbe spingere le imprese della filiera delle costruzioni e dell'abitare a riqualificarsi per rispondere alle sfide del nuovo modello di sviluppo.

Il direttore di Confcooperative Emilia Romagna, Pierlorenzo Rossi, concludendo i lavori, ha espresso apprezzamento per questa nuova norma che recepisce molti aspetti segnalati e proposti dall'organizzazione cooperativa. “L'auspicio – ha proseguito Rossi – è che il progetto di legge venga approvato dall'Assemblea e che la filosofia che la anima venga tenuta in considerazione da tutto il territorio, anche dalle periferie”. “Confcooperative – ha concluso Rossi – sottolinea la necessità di alcune modifiche del testo della legge rispetto alle esigenze dell'Edilizia Residenziale Sociale e delle aziende agroalimentari, esigenze che verranno esposte anche in occasione della prossima Udienza conoscitiva”.