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L'AUTONOMIA REGIONALE SIA DA VOLANO PER LO SVILUPPO DELLE NOSTRE IMPRESE

Confcooperative Emilia Romagna plaude all'iniziativa del governatore Bonaccini

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“La volontà del governatore Bonaccini di favorire una maggiore autonomia della Regione ricorrendo all'articolo 116 della Costituzione, nell'ambito di un rapporto collaborativo con il Governo nazionale, rappresenta una notizia positiva per tutto il sistema economico regionale”. Lo dichiara Francesco Milza, presidente di Confcooperative Emilia Romagna, fiducioso sul fatto che “questa iniziativa possa trovare rapida operatività e rappresentare un volano per lo sviluppo delle imprese”.

“Dopo l'incontro di questa mattina in Regione sul Patto per il Lavoro sottoscritto nel 2015 – continua Francesco Milza –, ribadiamo il nostro impegno concreto, alla luce del contributo che le nostre cooperative hanno dato nella lotta alla disoccupazione. Tra il 2015 e il 2016, primo anno di applicazione del Patto per il Lavoro, il sistema Confcooperative Emilia Romagna ha creato 2.300 nuovi posti di lavoro con un incremento di fatturato delle sue imprese pari a 417 milioni di euro”.

“Siamo intenzionati a continuare su questa strada – conclude il presidente Milza -, in sinergia con la Regione e con le altre Associazioni di categoria, con le quali ci confronteremo a inizio agosto per presentare un pacchetto di proposte al Governo nazionale. Il ‘federalismo all'emiliana' rappresenta una grande occasione, mettiamoci all'opera da subito per non lasciarla solo agli annunci”.

L'Emilia-Romagna fa ancor più gioco di squadra e insieme, dai territori alle università, dai sindacati alle imprese, fa registrare dodici mesi di forte accelerazione sull'applicazione del Patto per il lavoro sottoscritto dalla Regione nel luglio 2015 con 50 firmatari per far convergere risorse e progetti su un obiettivo primario: creare sviluppo e occupazione. Nell'ultimo anno sono infatti saliti a 15,1 miliardi gli investimenti attivati per gli oltre 200 interventi avviati in tutti i settori, dalle opere pubbliche alla mobilità, dalla tutela del territorio alle politiche abitative, la ricerca tecnologica, l'innovazione e l'internazionalizzazione del sistema economico-produttivo, la formazione, la sanità e il welfare: si tratta di 1,6 miliardi di euro in più rispetto al luglio 2016. Così come salgono a 1,5 miliardi i fondi europei messi a bando sui 2,5 dell'intera programmazione 2014-2020 (+500 milioni in un anno), di cui 1 miliardo impegnato a cui aggiungere 660 milioni di cofinanziamenti privati (+313 milioni sempre rispetto al luglio 2016). Quanto ai destinatari degli interventi, a persone e famiglie vanno 3,1 miliardi, poi 6,7 miliardi per il territorio, 4 miliardi per le imprese e 1,2 miliardi per gli enti locali. 

Uno sforzo congiunto che ha consolidato sia la crescita dell'economia regionale (+1,4 il Pil dell'Emilia-Romagna nel 2016, il più alto fra le Regioni italiane e ben oltre lo 0,9% nazionale) sia l'aumento dell'occupazione: 46.600 nuovi posti di lavoro nel primo trimestre 2017 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (+2,4%), per un tasso di tasso di occupazione del 68,3% che pone l'Emilia-Romagna al primo posto in Italia, dove ha raggiunto il Trentino Alto Adige, e un tasso di disoccupazione medio annuale negli ultimi 12 mesi sceso al 6,6%, lontano dal 9% di inizio legislatura, gennaio 2015, e inferiore sia a quello del Veneto (6,7%) che della Lombardia (7,2%). Complessivamente, dal confronto tra primo trimestre 2015 e primo trimestre 2017 emerge come nei due anni di applicazione del Patto si siano registrati oltre 81mila nuovi posti di lavoro e nel 2016 17.400 occupati in più rispetto a quelli del 2008, anno che precedette l'avvio della crisi economica internazionale.