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L'ALLEANZA DELLE COOPERATIVE DELL'EMILIA ROMAGNA HA INCONTRATO A BOLOGNA ESPONENTI DEGLI SCHIERAMENTI CANDIDATI ALLE ELEZIONI POLITICHE

Chiesto un riconoscimento chiaro del valore sociale ed economico della cooperazione, impegno nel contrasto delle false cooperative, rilancio degli investimenti, anche per la rigenerazione urbana e dell'ambiente, sostegno al lavoro sicuro e di qualità. Elette e eletti verranno invitati a incontri periodici per condividere obiettivi e progetti

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Un incontro per fare conoscere a chi si candida alla guida del Paese le proposte di una realtà, quella cooperativa, che in Emilia-Romagna ha radici profonde: questo il significato del confronto promosso questa mattina dall'Alleanza delle Cooperative dell'Emilia-Romagna (Confcooperative, Legacoop, Agci) presso la sede di Unioncamere a Bologna.

All'incontro hanno partecipato: Piero Fassino (Partito Democartico); Giulio Santagata (Insieme); Armando Siri (Lega); Maria Cecilia Guerra (Liberi e Uguali); Davide De Matteis (Movimento 5 Stelle); Andrea Pasini (Noi con l'Italia); Giorgio Cremaschi (Potere al Popolo); Paolo Orioli (+Europa).

«Alle forze politiche chiediamo innanzitutto un riconoscimento chiaro e manifesto della cooperazione, che tra il 2012 e il 2017 in Emilia-Romagna è riuscita ad aumentare occupazione e fatturato (+3%) nonostante il periodo di crisi – ha detto il presidente di Alleanza Cooperative Emilia-Romagna Francesco Milza aprendo i lavori – . Dietro questi numeri, dietro i 34,5 miliardi di euro di valore della produzione annua generati dalla cooperazione in Emilia-Romagna, c'è soprattutto la capacità del nostro sistema di rispondere ai bisogni presenti nelle nostre comunità e trasformarli in imprese. Ai candidati dell'Emilia-Romagna chiediamo inoltre di difendere l'accordo che la nostra Regione sta sottoscrivendo in questi giorni con il Governo per una maggiore autonomia differenziata ai sensi dell'articolo 116 della Costituzione, impegnandosi a fare approvare in tempi rapidi la legge in Parlamento».

«Rilancio degli investimenti, anche attraverso una sburocratizzazione delle procedure; sostegno al welfare, in particolare quello indirizzato alle persone fragili; investimenti nelle infrastrutture in un'ottica intermodale; contrasto alle false cooperative: sono questi alcuni tra i punti che abbiamo sottoposto all'attenzione delle forze politiche – sottolinea il copresidente di Alleanza Cooperative Emilia-Romagna Giovanni Monti –. Anche grazie al Patto per il Lavoro la nostra regione è ai primi posti in Italia per occupazione, Pil, qualità della vita e dei servizi alle persone. Questo dimostra che ascoltando tutti e dandosi obiettivi condivisi si possono ottenere ottimi risultati. Ed è quanto ci aspettiamo dal prossimo Parlamento e per questo proporremo ai parlamentari eletti di incontrarci periodicamente».

«Siamo convinti sostenitori della necessità di ridurre i consumi di suolo e di investire nella rigenerazione urbana, anche in senso antisismico, e nella qualità dell'ambiente – conclude il copresidente di Alleanza Cooperative Emilia-Romagna Massimo Mota –. Per farlo, però, occorre che accanto ai privati intervengano più soggetti, in primis le istituzioni, rendendo possibile effettuare questi interventi su larga scala. Inoltre, va rafforzato il sostegno alla filiera agroalimentare e a quella della cultura e del turismo che costituiscono degli asset importantissimi per la nostra regione sia in termini di esportazioni, sia per quanto riguarda il flusso di visitatori attratti dalle nostre città e dalla qualità delle strutture di accoglienza».

Il giro di tavolo con i rappresentanti delle diverse forze politiche è iniziato con l'intervento di Giorgio Cremaschi, esponente di Potere al Popolo, una forza nata pochi mesi fa che pone al centro della sua azione l'attività di mutualismo.

Un aspetto da sempre alla base della filosofia della cooperazione, che però secondo il rappresentante di Potere al Popolo, va suddivisa in tre fasce: le grandi imprese cooperative che agiscono secondo logiche di mercato e pertanto devono essere premiate soltanto nel caso in cui seguano specifiche logiche sociali; il sistema cooperativo vero e proprio che svolge attività di carattere sociale e mutualistico e che in virtù di queste importanti caratteristiche dovrebbe essere incentivato; le cooperative spurie, che devono essere abolite. Cremaschi ha poi affermato che l'azione di soccorso sociale svolta da Potere al Popolo risulta quanto mai necessaria in questo difficile momento in cui finalmente si registrano segnali positivi di ripresa, che però non si traducono in un aumento dei posti di lavoro.

Di ripresa economica ha parlato anche Piero Fassino, del Partito Democratico, che ha evidenziato l'esigenza di non interrompere questo processo e anzi di rafforzarlo il più possibile incentivando in tutti i modi gli investimenti, sostenendo quelli privati e rilanciando quelli pubblici. Ricordando il ruolo svolto dalla cooperazione negli anni della crisi, Fassino ha affermato che questa forma imprenditoriale presenta una grande modernità, testimoniata dalla capacità di allargare progressivamente il proprio raggio d'azione da settori tradizionali, quali agricoltura, distribuzione e costruzioni, ad altri, tra cui in primis il welfare. ”In funzione di questa importante caratteristica e della dimensione partecipativa – ha aggiunto Fassino – la cooperazione deve essere sostenuta, anche portando avanti con decisione la lotta alle false coop riprendendo il percorso della apposita Legge proposta dall'Alleanza delle Cooperative”.

L'importanza della cooperazione per dare risposte sempre migliori alle esigenze della società e, quindi, l'esigenza di un giusto riconoscimento da parte della politica sono stati ricordati da Andrea Pasini di Noi con l'Italia.

Tanti, secondo Pasini, i settori in cui il mondo cooperativo svolge un ruolo di primo piano, in particolare in questo periodo di crisi economica in cui ben 15 milioni di Italiani sono in difficoltà: abitazione, welfare e sanità.

Un altro ambito in cui la cooperazione può ricoprire una funzione di grande rilievo è, secondo Maria Cecilia Guerra, di Liberi e Uguali, la programmazione del territorio, che va ripensata sia per quanto riguarda la mobilità, sia per ciò che concerne gli spazi verdi e l'insediamento delle diverse unità produttive.

Guerra si è poi detta assolutamente d'accordo con l'esigenza di rilanciare gli investimenti pubblici nelle infrastrutture secondo criteri di innovazione e stabilità sottolineata dall'Alleanza delle Cooperative dell'Emilia Romagna e al centro del programma di Liberi e Uguali, che considera questi investimenti una leva fondamentale per lo sviluppo del Paese.

Sostenibilità è invece la “parola d'ordine” di Insieme, rappresentata da Giulio Santagata, secondo il quale la cooperazione costituisce un modello di impresa in grado più di altri di interpretare questo concetto, sia sotto il profilo ambientale che sociale.

Anche il Movimento 5 Stelle, come ha ricordato Davide De Matteis, guarda con interesse al sistema cooperativo per la sua capacità di ridistribuire la ricchezza e valorizzare i lavoratori, ma ritiene che i corpi intermedi non debbano avere colore politico. 

Il Movimento appoggia in pieno la lotta alla false cooperative, la cui proliferazione secondo Siri è stata anche favorita dal Governo attraverso strumenti quali il Jobs act.

Portatrici sane di sviluppo economico è la definizione che Paolo Orioli di +Europa ha dato delle cooperative, riuscite, negli anni della crisi, a sacrificare la redditività per non diminuire la forza lavoro, un grande merito che deve essere assolutamente riconosciuto anche dalla politica.

Leggermente diverso il parere sulla cooperazione espresso da Armando Siri, della Lega, secondo il quale questo sistema imprenditoriale ha contribuito in maniera importante allo sviluppo del nostro Paese, ma nel corso del tempo ha un po' cambiato la propria mission e l'organizzazione. “Per rispondere agli attuali problemi dell'Italia – ha dichiarato poi Siri – proponiamo un fisco più equo e leggero, una riforma in base alla quale lo Stato è chiamato a fare un passo indietro a favore di imprese e famiglie”.