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INSERIMENTO LAVORATIVO PERSONE FRAGILI E VULNERABILI: DALLA REGIONE 20 MILIONI DI EURO PER IL 2018

Presentata in Commissione assembleare la delibera per la programmazione 2018-2020. Da ottobre 2017 ad oggi sono 7.530 le persone accolte e valutate, circa 1.500 quelle per cui è in corso una analisi più approfondita delle loro caratteristiche e 1.548 quelle a cui sono state accertate condizioni di fragilità e che hanno già sottoscritto un programma integrato personalizzato. Formati 1.530 operatori dei centri per l'impiego, dei servizi sociali e sanitari. Federsolidarietà Emilia Romagna, che ha sostenuto fin dall'inizio la Legge 14 e il suo percorso di attuazione, esprime apprezzamento per questo importante risultato.

INSERIMENTO LAVORATIVO PERSONE FRAGILI E VULNERABILI: DALLA REGIONE 20 MILIONI DI EURO PER IL 2018

Definita la programmazione triennale 2018-2020 delle risorse - 20 milioni per il 2018 - per l'inserimento lavorativo e l'inclusione delle persone fragili e vulnerabili. La delibera di Giunta è stata presentata dall'assessore regionale al Lavoro, Patrizio Bianchi, alla V commissione Cultura, scuola, formazione, lavoro, sport e legalità dell'Assemblea legislativa. Il documento - a firma congiunta degli assessori Bianchi, Gualmini e Venturi - definisce, come previsto dalla legge regionale 14 del 2015,  obiettivi e priorità  della programmazione, individua gli interventi ammissibili (formazione, tirocini, supporto all'ingresso al lavoro delle persone e la permanenza in attività, servizi e interventi di natura sociale, contributi economici di competenza dei Comuni), stabilisce le risorse e i criteri di riparto tra i 38 distretti socio-sanitari e la composizione e il ruolo dell'equipe professionale che deve seguire le persone in tutto il percorso.
“Con questo atto la Giunta, in coerenza col Patto per il lavoro, conferma la scelta di rivolgere la propria attenzione alle persone in condizione di fragilità e povertà, assicurando a tutte di essere accolte e prese in carico da un servizio pubblico unitario tra servizi per il lavoro, sociali e sanitari -  ha spiegato in Commissione l'assessore Patrizio Bianchi. Un percorso personalizzato delineato sulle condizioni di ognuno. L'Emilia-Romagna ha spostato così l'attenzione dal sussidio alle politiche attive, che sono il vero strumento che può fare uscire le persone dal margine in cui si sono venute a trovare".
La legge regionale 14 prevede che l'inserimento lavorativo delle persone in condizione di fragilità e vulnerabilità sia curato da un‘equipe multi professionale, costituita da operatori dei servizi per il lavoro, del sociale e della sanità, che definisce un programma personalizzato di interventi che integra tutte le azioni utili all'inclusione sociale.
Il budget complessivo a disposizione delle equipe territoriali per la realizzazione delle attività previste dalla legge può contare su risorse provenienti da fonti di finanziamento diverse: Programma Operativo 2014-2020 del Fondo sociale europeo (Fse); Fondo regionale disabili (Frd); risorse assegnate ai Comuni singoli o associati con il Fondo sociale regionale; risorse dei Bilanci comunali; risorse delle Aziende sanitarie. Per dare attuazione alla prima annualità del piano triennale la Giunta Regionale, per quanto riguarda gli interventi di politica attiva del lavoro da inserire nel Programma personalizzato che sarà definito dall'Equipe multiprofessionale, ha stanziato 20 milioni di euro del Programma operativo regionale del Fondo sociale europeo.
Con l'approvazione della delibera da parte della Giunta nei prossimi giorni, dopo il passaggio in Commissione, i distretti potranno definire i Piani integrati territoriali. I piani, di durata triennale, delineano gli obiettivi e le priorità a livello distrettuale, e gli interventi e i servizi che verranno assicurati nel territorio, garantendo un coordinamento con i Piani di zona per la salute ed il benessere e i relativi programmi attuativi annuali e con il Piano annuale delle politiche attive a sostegno dell'inserimento lavorativo delle persone disabili. I 38 Piani saranno approvati attraverso “Accordi di programma” sottoscritti dalla Regione, dall'Azienda unità sanitaria locale e dai Comuni o dalle Unioni dei Comuni.

I dati ad oggi
Il 2018 è sostanzialmente il secondo anno di programmazione della legge. In commissione questa mattina è stato presentato anche il primo Rapporto intermedio d'attuazione della legge 14: da ottobre 2017 ad oggi sono 7.530 le persone accolte e valutate, circa 1.500 quelle per cui è in corso una analisi più approfondita delle loro caratteristiche e 1.548 quelle a cui sono state accertate condizioni di fragilità e che hanno già sottoscritto un programma integrato personalizzato.
Per dare attuazione alla legge si è realizzata la formazione di 1.530 operatori dei centri per l'impiego, dei servizi sociali e sanitari e di quelli che compongono le equipe. /BM

Federsolidarietà-Confcooperative Emilia Romagna sin dall'inizio ha inteso sostenere con forza e convinzione la legge 14 e, poi, il suo percorso di attuazione. Convinta che la norma risponda ad un bisogno che da tempo si esprimeva nella società civile: occuparsi anche di coloro che, pur non avendo certificazioni di invalidità o svantaggio già previste dalla legge, si trovano in condizione di forte vulnerabilità, ora anche aggravata dalla crisi economica e sociale che perdura da ormai 10 anni e pare non abbandonare la sua presa sugli “ultimi”.

Inoltre l'ambizione della legge 14 stessa, legata a quel bisogno già richiamato, fa di queste norme le più innovative in ambito sociale degli ultimi tempi. Infatti si tratta di integrare in un unico intervento gli aspetti sociali, sanitari e dell'inserimento lavorativo dell'individuo, per rispondere alle sue caratteristiche e necessità personali. Un approccio di questo genere, così individualizzato, che cerca di rivolgersi alla persona, senza ricette preconfezionate, non poteva vedere assente la collaborazione della cooperazione, una compagine sociale e imprenditoriale che da sempre ha avuto questi aspetti quale faro di riferimento culturale e operativo.

Ora questo difficile e laborioso percorso di costruzione del sistema di funzionamento della legge 14 giunge ad un primo importante risultato: esce dal cammino carsico che hanno tutte le fasi preparatorie e comincia a fare si che dello strumento possano beneficiare realmente le persone per le quali è stato pensato. Anche se non mancano le ombre e i problemi, registriamo ora i primi risultati concreti e, quindi, una prima vittoria che anche Federsolidarietà-Confcooperative ER saluta con soddisfazione, sentendosene parte al pari di altri.