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IMPRESE GIOVANILI IN CALO. 'FONDAMENTALE UNA RETE DI SUPPORTO'

Lo afferma Daniele Steccanella, portavoce dei Giovani Imprenditori Cooperativi di Confcooperative Emilia Romagna, nel commentare i dati pubblicati di recente da Unioncamere regionale. 

IMPRESE GIOVANILI IN CALO.

"Per supportare l'avvio e il consolidamento di giovani imprese è fondamentale un 'ecosistema', una rete di supporto diffusa capace di intercettare le esigenze di queste nuove realtà. E' quanto afferma Daniele Steccanella, portavoce dei Giovani Imprenditori Cooperativi di Confcooperative Emilia Romagna, nel commentare i dati pubblicati di recente da Unioncamere regionale che evidenziano una diminuzione nel 2017 di imprese giovanili.

Nel 2017 si è registrato infatti un calo del 4,8% di imprese giovanili (1.559 imprese in meno, mentre il calo generale è del -0,3%), con il dato complessivo assestato a 31.135 (il 7,7% del totale delle imprese regionali, quota più bassa tra le regioni in Italia). Guardando ai singoli settori, si evidenzia un crollo nelle costruzioni (-904 unità, -12,4%), mentre l'industria perde il 7% e prosegue ancora il calo nei servizi (-3%). L'unico contributo positivo continua a giungere dall'agricoltura e dalla pesca (+2,8%). La tendenza negativa è dovuta innanzitutto alle ditte individuali (-1.357 unità) e società di persone (-10,6%).

La tendenza regionale risulta più pesante di quella nazionale, che ha visto le imprese giovanili (518.736, pari al 10,1% del totale) diminuire del 2,9% e le altre imprese segnare un nuovo lieve aumento (+0,%). Le imprese giovanili aumentano solo in Basilicata. Le riduzioni più rilevanti si registrano in Toscana (-5,%) e in Emilia-Romagna. La tendenza è meno pesante in Lombardia (-3,%) e Piemonte (-3,1%), ma non molto diversa in Veneto (-4,1%).

“Questi dati sono preoccupanti – continua Steccanella – e dovrebbero fare riflettere sia le istituzioni che le rappresentanze economiche e sociali. Sono tanti i fattori che portano alla chiusura delle giovani imprese o che impediscono ai giovani di fare impresa, anche cooperativa. C'è innanzitutto un problema di accesso al credito, un problema di selezione per merito e non per relazioni, quindi un problema di educazione al rischio e all'opportunità di fare impresa”. Secondo il portavoce dei Giovani di Confcooperative regionale, a queste imprese occorre “un supporto in fase di avvio ma anche una rete in fase di consolidamento e sviluppo, altrimenti senza spalle larghe dal punto di vista finanziario, è facile gettare la spugna”.

“Insieme al credito – aggiunge Steccanella – va perseguita con più determinazione la strada dell'istruzione e della formazione, con una diffusione più capillare di iniziative per l'educazione all'imprenditorialità all'interno di scuole e università. In questo senso abbiamo infatti un panorama molto diversificato in regione, con vere e proprie eccellenze e aree invece completamente abbandonate a se stesse”.

All'interno di Confcooperative Emilia Romagna, i Giovani Cooperatori (under 40) rappresentano il 12% del totale di amministratori di cooperative (circa 900 su 7.600), e per un terzo sono donne. Tra loro ci sono anche 129 presidenti di cooperativa, 155 vicepresidenti e 603 consiglieri, con 150 cooperative a governance giovanile.

“Per supportare l'avvio e il consolidamento delle giovani imprese è fondamentale la presenza di un ‘ecosistema', una rete di supporto – continua il portavoce dei Giovani Cooperatori . In quest'ottica, da alcuni anni Confcooperative ha avviato il progetto CoopUp che ha portato all'apertura di incubatori di imprese e spazi di co-working in diverse città della regione, mentre promuove percorsi di educazione cooperativa nelle scuole come ‘Scoop' e ‘Vitamina C' oltre ad aver promosso nelle sue cooperative associate anche l'alternanza scuola-lavoro”.