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IL PIANO STRATEGICO DI CONFCOOPERATIVE EMILIA ROMAGNA

Presentato nel corso del Consiglio regionale dell'Organizzazione incentrato in particolare sulle proposte dei diversi Gruppi di Lavoro

IL PIANO STRATEGICO DI CONFCOOPERATIVE EMILIA ROMAGNA

Il Consiglio Regionale di Confcooperative Emilia Romagna svoltosi il 24 febbraio si è incentrato in particolare sulle proposte scaturite dal confronto e dalle analisi compiute dai Gruppi di lavoro istituiti dal Consiglio di Presidenza del 29 aprile scorso. “Un lavoro di squadra importante – ha affermato il presidente dell'Organizzazione, Francesco Milza – che ha visto impegnati tutti i membri del Consiglio di Presidenza, coinvolgendo complessivamente 38 persone, tra cooperatori ed esperti, in 21 incontri per costruire il nostro futuro”. Questi i Gruppi di lavoro: “Strumenti finanziari” coordinato da Matteo Caramaschi; “Comunicazione e Promozione Cooperativa” coordinato da Carlo Dalmonte; “Formazione” coordinato da Luca Dal Pozzo; “Politiche per i soci” coordinato da Cristina Bazzini; “Riordino Territoriale” coordinato da Daniele Passini.

“Viviamo in un perenne tempo di incertezza – ha sottolineato Milza – e anche il mondo produttivo fatica ad individuare le chiavi di lettura per capire gli andamenti e le sorti della nostra economia. Analogamente, sul piano istituzionale, l'abbrivio della riorganizzazione degli enti locali che si era avviato rischia di essere fortemente rallentato o interrotto. Dobbiamo fare i conti con una realtà in continuo movimento, in cui definire scenari certi è sicuramente difficile, ma non possiamo essere impreparati, qualunque essi siano. Come Associazione dobbiamo sapere interpretare e possibilmente anticipare, per essere all'altezza dei bisogni delle associate e delle comunità”. “E non basta solo essere performanti nei servizi, ma occorre ancor di più esserlo nell'azione sindacale e di rappresentanza a tutti i livelli – ha aggiunto il presidente regionale di Confcooperative. Dobbiamo essere bravi a far comprendere e far apprezzare il nuovo ruolo che le associazioni devono svolgere nei rapporti con le istituzioni. Abbiamo idee e progetti che sono sì scelte imprenditoriali ma che rispondono a bisogni collettivi" è su questo terreno che dobbiamo e vogliamo confrontarci con la politica e con gli altri corpi intermedi. Dobbiamo essere ‘gamba sociale' di un nuovo modello di società che non è ancora chiaro e definito ma che certamente sarà diverso da quello che è stato sino ad oggi”.

“Sapere interpretare i cambiamenti diventa vitale – ha ricordato Milza – e credo che il lavoro dei gruppi sia la dimostrazione che la nostra Associazione, mentre svolge un'azione quotidiana, si interroga su come deve evolvere e trasformarsi. Le proposte e gli stimoli non possono restare nel cassetto. In questa fase, prima di tutto dobbiamo fare questo, ancor prima di ipotizzare una possibile ricaduta del percorso Alleanza nel proprio territorio. Ho sempre detto e lo ribadisco, che l'Alleanza è un percorso irreversibile per quanto siamo animati dalla volontà di tagliare il traguardo. Il ‘come' è più importante del ‘quando', perché quando riusciremo a costruirla come casa comune, dovrà essere un vantaggio per le cooperative e non semplicemente funzionale alla tenuta di qualche Associazione. Mi sembra sia con questo spirito e con questa logica che il 25 gennaio Maurizio Gardini ha assunto la presidenza nazionale dell'Alleanza. Dobbiamo lavorare per questo, accompagnare e supportare il percorso nazionale dell'Alleanza, ma contemporaneamente rafforzare la nostra Associazione per arrivare a quell'appuntamento forti nella rappresentanza. Le nostre cooperative e i nostri soci devono trovare nell'Associazione un soggetto che sappia tutelare e difendere, ma anche leggere bisogni e nuovi spazi per le cooperative di oggi e le nuove di domani. Imprese fatte di donne, uomini e giovani, che attraverso la cooperativa riescano a trovare una risposta ai bisogni, ma anche un modello d'impresa di comunità”.

Il direttore di Confcooperative Emilia Romagna, Pierlorenzo Rossi, ha ricordato che “le proposte formulate dai Gruppi dovranno tradursi in azioni concrete nell'interesse generale delle cooperative e dell'Associazione per poter compiere le scelte migliori in questa stagione. Una fase di cambiamenti continui”.

I lavori del Consiglio sono poi proseguiti con la presentazione dei risultati dei diversi Gruppi di lavoro, a cominciare da quello sugli “Strumenti Finanziari” coordinato da Matteo Caramaschi, il quale ha affermato che il Gruppo ha analizzato i diversi strumenti finanziari usati per erogare credito alle varie realtà, la strategia più efficace per presentare e promuovere gli strumenti disponibili, le potenzialità di ogni strumento.

Queste le azioni proposte dal Gruppo: favorire l'utilizzo degli strumenti attraverso la promozione, realizzare sinergie con soggetti interni ed esterni al sistema, rafforzare le competenze degli operatori.


Doriana Togni ha poi illustrato i risultati del Gruppo di lavoro “Politiche per i soci”, sottolineando come l'obiettivo di questo ambito sia contribuire a soddisfare bisogni, aspirazioni e desideri dei soci cooperatori e delle loro famiglie sviluppando un progetto che intervenga nelle aree di incertezza dei soci: salute, famiglia, lavoro. L'analisi ha messo in evidenza una grande ricchezza di risposte territoriali e l'opportunità di orientare le iniziative in obiettivi comuni condivisi facendo leva sul rapporto tra le organizzazioni territoriali e quella regionale per rispondere alle sempre nuove esigenze dei soci e alla necessità di creare nuove opportunità di crescita per le associate. Carlo Dalmonte, coordinatore del Gruppo “Comunicazione e promozione cooperativa”, ha sottolineato che in questa epoca la cooperazione produce un valore che non è sufficientemente valorizzato e comunicato. A questo proposito, sarebbe necessario realizzare un coordinamento a livello regionale e territoriale utile a potenziare l'impatto di ciò che viene comunicato, ma anche a definire una strategia di comunicazione che consenta di essere visibili e rilevanti, in un panorama dell'informazione complesso e frammentato. Anna Piacentini, del gruppo “Formazione”, ha affermato che i Principi Cooperativi sono una “carta costituzionale” della cooperazione. Costituiscono pertanto una pista di lavoro fortemente ancorata alla specificità del sistema, offrendo un indirizzo su come intervenire in tema di educazione e formazione a tutti i livelli: dagli organi elettivi alla struttura organizzativa, dalle figure manageriali delle associate ai loro soci, fino all'intera collettività. Daniele Passini, coordinatore del Gruppo di lavoro “Riordino Territoriale”, ha affermato che l'efficacia dell'associazione dipende dalla sua capacità di leggere con tempestività i mutamenti della società da un lato e i bisogni delle associate dall'altro. A questo fine, il progetto di riordino territoriale è assolutamente necessario nel merito con una accortezza di metodo: è auspicabile che venga promosso tra le cooperative aderenti e con queste condiviso per comprendere e salvaguardare le diverse sensibilità locali.