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FRANCESCO MILZA CONFERMATO ALLA PRESIDENZA DI CONFCOOPERATIVE EMILIA ROMAGNA

Lo ha eletto per acclamazione l'Assemblea quadriennale dell'organizzazione. Fortemente rinnovato il gruppo dirigente.

FRANCESCO MILZA CONFERMATO ALLA PRESIDENZA DI CONFCOOPERATIVE EMILIA ROMAGNA

Francesco Milza è stato confermato alla presidenza di Confcooperative Emilia Romagna, organizzazione che raggruppa più di 1.700 imprese a cui aderiscono quasi 367.000 soci con 76.150 occupati e un fatturato di oltre 13.300 milioni di euro, a cui va aggiunta la raccolta diretta delle Banche di Credito Cooperativo, pari a quasi 12.700 milioni di euro, per un totale di 26.000 milioni di euro. Piacentino, 52 anni, socio e dirigente della cooperativa San Martino, attiva nel settore dei servizi all'impresa, e fino a poche settimane fa presidente della Confcooperative di Piacenza, Milza è stato rieletto per acclamazione dall'Assemblea quadriennale della Confcooperative regionale, svoltasi oggi a Bologna ed incentrata sul tema “Bisogni che diventano imprese”. Uno slogan che esprime perfettamente l'essenza del modello imprenditoriale cooperativo, nato proprio per rispondere alle diverse necessità della collettività.

“E oggi, in una società caratterizzata da un costante aumento di queste esigenze, – dichiara Milza – la cooperazione riafferma tutta la sua efficienza e modernità come strumento in grado di coinvolgere le persone e dare risposte economiche e sociali in una logica inclusiva. In Italia, questo soggetto rappresenta l'8,5% del PIL e negli anni della crisi ha visto aumentare l'occupazione, mentre le altre realtà imprenditoriali perdevano posti di lavoro. Contemporaneamente, da una ricerca Euricse emerge che nello stesso periodo la cooperazione ha pagato più tasse rispetto alle società di capitale”.

In Emilia Romagna, dal 2012 ad oggi Confcooperative ha mantenuto costanti gli occupati, il fatturato e il numero dei soci, registrando una leggera flessione delle cooperative associate, dovuta all'aggregazione fra alcune realtà, soprattutto dell'agroalimentare, peraltro accompagnata da nuove adesioni a governance giovanile (85) e femminile (77).

“Per la nostra organizzazione – sottolinea il presidente – questi quattro anni sono stati molto impegnativi non solo per l'attività sindacale straordinaria legata alla crisi, ma anche per gli avvicendamenti alla guida dell'associazione. L'azione di cambiamento dei vertici è proseguita con il rinnovo delle cariche delle Federazioni di settore. Negli ultimi mesi abbiamo poi celebrato le Assemblee delle Confcooperative provinciali dell'Emilia Romagna con l'elezione di sei nuovi presidenti e la conferma di altri tre. Anche i Consigli di queste organizzazioni risultano profondamente rinnovati: il 44% degli eletti sono di nuova nomina e di questi il 34% è composto da donne”.

“Con l'Assemblea odierna – afferma Milza – prosegue il percorso di rinnovamento del sistema regionale di Confcooperative, che ci consegna un gruppo caratterizzato da una maggiore presenza di giovani, donne e dirigenti prima d'ora mai impegnatisi nella vita associativa: il 45% del nuovo Consiglio dell'organizzazione è formato da membri eletti per la prima volta”.

Novità in linea con l'azione portata avanti negli ultimi anni dall'organizzazione, che tra l'altro ha promosso la nascita della Federazione dei Giovani Cooperatori dell'Emilia Romagna, nella convinzione che giovani e donne rappresentino la linfa vitale della associazione.

“Solo così – prosegue Milza – potremo avere un'organizzazione sempre più aderente alle esigenze delle imprese associate e consapevole del ruolo e del valore dello stare insieme, capace di puntare sempre sulla centralità del socio e sull'importanza delle cooperative come leve per lo sviluppo delle comunità locali. Il nostro obiettivo è migliorare le persone, valorizzarle, dimostrare che il profitto non è l'unico fine dell'impresa e la sussidiarietà rappresenta il modello a cui tendere per uscire dalla attuale crisi etica ed economica”.

Secondo Milza infatti “il sistema cooperativo ha bisogno di energie nuove per affrontare una stagione molto difficile e al tempo stesso ricca di opportunità nella quale la crisi e la carenza di risorse pubbliche stanno lentamente modificando l'organizzazione dei servizi”.

“A tale proposito – aggiunge il presidente regionale – Confcooperative si sente pronta a gestire attività sociali in accordo e sinergia con le Istituzioni nella convinzione che il Paese abbia bisogno della cooperazione, che chiede margini equi e rifugge dalla speculazione”. “Di fronte alle difficoltà legate alla crisi e all'incertezza istituzionale che cambierà la geografia degli enti locali – conclude Milza – è necessario riorganizzare l'associazionismo, dando vita ad una struttura unica, più ampia e più forte, che sappia raccogliere il patrimonio delle diverse organizzazioni e portare avanti la modernità del modello cooperativo e i suoi progetti di sviluppo”.

In tema di progetti Maurizio Gardini presidente Nazionale di Confcooperative ha posto l'accento sui percorsi attuati per far evolvere la cooperazione, puntando con sempre maggior determinazione sulla centralità del socio e impegnandosi ad affrontare le emergenze che hanno interessato il settore (riforma del credito cooperativo, IMU agricola, IVA per le cooperative sociali). “Per risolvere i problemi – ha detto Gardini – è fondamentale la collaborazione con le istituzioni e il rafforzamento della rappresentanza cooperativa. Un obiettivo questo che si potrà raggiungere con l'Alleanza delle Cooperative Italiane, che dovrà essere un soggetto unico e comune per tutto il mondo cooperativo”.

Giulio Magagni, presidente della Federazione delle Banche di Credito Cooperativo dell'Emilia Romagna, ha affermato che le BCC stanno attraversando un momento complesso anche a causa del mercato. "La Riforma del Credito Cooperativo, così come era stata predisposta in un primo momento dal Governo, -  ha aggiunto Magagni - avrebbe creato un sistema scalabile e indebolito, minando alla radice il nostro sistema originario. Ora, con il decreto del 14 febbraio 2016, la situazione è stata resa più equa e sopportabile e questo è avvenuto grazie alla grande pressione che è stata esercitata dalla Confcooperative sulle Autorità politiche di Governo e sul Parlamento affinché non venisse pesantemente penalizzato il nostro sistema".

"Questo difficile momento di riforma del sistema del credito cooperativo - ha sottolineato Magagni - ha rimarcato che la forza è direttamente correlata al grado di unità che il sistema sa esprimere. Stare insieme è assolutamente essenziale e per questo ringrazio Confcooperative per l'attività svolta al nostro fianco e per il risultato importante di questa riforma 'salvata'".  

In seguito Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, ha sottolineato “l'importante ruolo svolto negli anni della crisi dalla cooperazione, che ha dimostrato di essere più resiliente rispetto agli altri soggetti imprenditoriali. Un ruolo che si è rivelato essenziale anche per il raggiungimento di importanti traguardi, quali il Patto per il Lavoro (15 miliardi di investimenti fino al 2020 con riduzione al 7,7% della disoccupazione nel 2015), la riforma della legge sul turismo e il forte incremento dell'export regionale che ha superato i 55 miliardi di euro sempre nel 2015”.

Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha evidenziato l'attualità del tema dell'Assemblea (“Bisogni che diventano impresa”) “in quanto i nuovi investimenti messi in campo dal Governo sono la risposta migliore a queste esigenze. Investimenti possibili anche grazie ai fondi europei previsti dal Piano Juncker nell'ambito dei quali l'Italia si colloca al primo posto con una percentuale di utilizzo superiore al 93%”.

Gian Luca Galletti, ministro dell'Ambiente, ha richiamato l'attenzione sui “valori della cooperazione che con la sussidiarietà e la centralità della persona ha aiutato concretamente il Paese a resistere alla crisi provacata dalla finanza speculatrice. Proprio per questo – ha aggiunto Galletti – la valenza economico-sociale della cooperazione va sostenuta e valorizzata”.

Un pensiero condiviso anche da S.E. Mons. Matteo Maria Zuppi, Arcivescono di Bologna, che ha apprezzato “la capacità della cooperazione di rispondere alle esigenze della colletttività trasformandole in realtà imprenditoriali che creano sviluppo, occupazione e quindi benessere nel territorio”. A questo proposito, Zuppi ha invitato la cooperazione a sollecitare anche la Chiesa a fornire le migliori risposte alle crescenti emergenze sociali.