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EMILIA ROMAGNA: REDDITO DI SOLIDARIETA' PER LE FAMIGLIE IN POVERTA' ASSOLUTA

Il contributo andrà da un minimo di 80 euro, per i nuclei composti da una sola persona, a un massimo di 400 euro al mese, per quelli composti da e 5 o più membri

EMILIA ROMAGNA: REDDITO DI SOLIDARIETA

La Regione Emilia Romagna, tra le prime Regioni italiane, concretizza il Reddito di Solidarietà che, insieme al Sostegno all'Inclusione Attiva già approvato in settembre dal Governo nazionale, compone un quadro che, pur scontando la cronica mancanza di risorse dei bilanci pubblici e quello nazionale qualche imperfezione, evidenzia un pensiero e una conseguente azione politica secondo Confcooperative ben orientata.

Si tratta, infatti, di iniziative che non hanno come unico scopo quello dell'assistenzialismo volto a lenire le sofferenze sociali, bensì evidenziano l'obiettivo di creare le condizioni perché l'individuo possa risollevarsi e riavviare un cammino di inserimento attivo nella società a beneficio suo e di tutti. Inoltre, Confcooperative ritiene che questi strumenti siano in grado di lanciare con coraggio il tema e l'esigenza di innovare nell'ambito della redistribuzione del reddito, ora che il tradizionale sistema fiscale e di erogazione delle relative risorse mediante assegni e servizi pare non garantire più risultati ed efficienza.

Peraltro tutti sanno che questo sarà un tema sensibile nel prossimo futuro se, come si prevede, l'automazione del lavoro avrà come conseguenza l'espulsione di grandi masse di lavoratori dai cicli produttivi.

Il contributo economico previsto per le famiglie in condizione di povertà assoluta in Emilia-Romagna andrà da un minimo di 80 euro, per i nuclei composti da una sola persona, a un massimo di 400 euro al mese, per quelli composti da e 5 o più membri.

I beneficiari della misura saranno coinvolti in un “Progetto di attivazione sociale e di inserimento lavorativo”, con l'obiettivo di favorire l'occupazione delle persone in età da lavoro e di combattere l'esclusione sociale per coloro che non sono nelle condizioni di poter lavorare. L'erogazione del Reddito di solidarietà ai nuclei che l'avranno ottenuto avverrà, bimestralmente. Il Reddito di solidarietà allarga così la platea di coloro che possono beneficiare del Sostegno all'inclusione attiva (Sia), la misura messa in campo dal governo a livello nazionale e già attiva da alcuni mesi.

"Il Regolamento sul Reddito di solidarietà presentato in Commissione è un altro importante tassello dell'ampio pacchetto regionale di politiche per il contrasto alla povertà- afferma la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna e assessore al Welfare, Elisabetta Gualmini-. La misura regionale che l'Emilia-Romagna mette in campo, estende infatti il sostegno al reddito a tutti i nuclei familiari, anche senza minori, o non in grado di accedere alla misura nazionale, ovvero il Sostegno all'inclusione attiva. Quest'ultimo provvedimento- prosegue la vicepresidente- per le famiglie con minori è già partito da alcuni mesi e proprio in questi giorni sono state apportate dal governo importanti modifiche che semplificano i criteri di attribuzione e permettono una più estesa distribuzione. C'è poi la legge 14 della Regione sull'inserimento sociale e lavorativo per le categorie fragili, che sta accendendo i motori dopo il bando che si è recentemente chiuso e che mette a disposizione risorse per 20 milioni di euro, e ora, finalmente, il Regolamento che attua la legge regionale sul reddito di solidarietà. Stanno attivando arrivando ai Comuni finanziamenti europei straordinari del Piano operativo nazionale per personale a tempo determinato e servizi esterni per il sostegno dell'attuazione delle misure contro la povertà. Siamo dunque di fronte a una strategia complessa e articolata- conclude Gualmini- che caratterizzerà il welfare del futuro, tanto più se la legge delega sulla povertà inserisce le politiche contro l'indigenza nei livelli essenziali delle prestazioni”.
Per il Reddito di solidarietà, la Giunta regionale ha stanziato 35 milioni di euro. Potrebbe interessare 80 mila persone che oggi vivono in condizioni di estrema povertà. Soprattutto famiglie composte da giovani coppie con tre o più figli a carico, single, anziani con bassissimo reddito.