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EDILIZIA RESIDENZIALE SOCIALE: BRACCI (FEDERABITAZIONE ER): 'BASTA PRETENDERE SOLDI PUBBLICI, IL RILANCIO PASSA DAL MERCATO'

Dalla logica assistenzialista che per anni ha dominato il settore occorre passare a un approccio sussidiario, dove sono gli operatori economici più sensibili che lavorano nel mercato dell'edilizia, con il coinvolgimento dei cittadini e delle comunità, a investire sulla creazione di alloggi a canone calmierato per le categorie sociali più deboli 

EDILIZIA RESIDENZIALE SOCIALE: BRACCI (FEDERABITAZIONE ER):

Sono finiti i tempi in cui i progetti di Edilizia residenziale sociale (Ers) potevano fare affidamento quasi esclusivamente sulle risorse pubbliche per stare in piedi. Complice la crisi del settore edile e il taglio di fondi soprattutto statali, il sistema ha subìto un mutamento strutturale e oggi occorre cambiare completamente prospettiva”. Ne è convinto Luca Bracci, presidente di Federabitazione/Confcooperative Emilia Romagna, associazione che riunisce oltre 60 cooperative di abitazione sparse in tutte le nove province, alle prese da anni con una profonda ristrutturazione del sistema.

Secondo Bracci, “la risposta alla domanda crescente di Edilizia residenziale sociale per la cosiddetta fascia grigia della popolazione, quella che non rientra nei parametri dell'Edilizia residenziale pubblica (Erp) ma al contempo non può acquistare a prezzi di mercato, deve arrivare dai soggetti operatori che non possono più basare i loro progetti solamente sull'aiuto pubblico”.

Dalla logica assistenzialista che per anni ha dominato il settore – continua il presidente di Federabitazione Emilia Romagna – occorre passare a un approccio sussidiario, dove sono gli operatori economici più sensibili che lavorano nel mercato dell'edilizia, con il coinvolgimento dei cittadini e delle comunità, a investire sulla creazione di alloggi a canone calmierato per le categorie sociali più deboli. In questo ambito possono intervenire le risorse pubbliche, seppure in maniera minore rispetto al passato, a partire da quelle della Regione, con  una funzione di supporto momentaneo a progetti che poi devono camminare sulle proprie gambe. Se il settore dell'abitazione e delle costruzioni non affronta questo cambio di approccio, l'Edilizia residenziale sociale è destinata a scomparire”.

Federabitazione Emilia Romagna - continua Luca Bracci - condivide le politiche abitative che la Regione sta portando avanti da quando l'assessorato di riferimento è guidato da Elisabetta Gualmini. Dal 2015  sono stati erogati circa 30 milioni di euro con il bando per le giovani coppie, dando la possibilità a 1200 famiglie di attivare mutui e acquistare la casa proprio con una logica sussidiaria. Inoltre con il programma di recupero degli alloggi Erp verranno assegnati nella linea A circa 700 nuovi alloggi a nuove famiglie e nella linea b altri 1800 alloggi sia a nuove famiglie che a nuclei che già vi abitano ma possono vedere migliorata la loro qualità di vita con interventi di ristrutturazione”.

Da sottolineare inoltre come “con questo impegno la Regione abbia generato un doppio risultato; da un lato, con i bandi per giovani coppie è stata data una risposta sussidiaria al problema della casa, dall'altro è stato sostenuto il settore edile emiliano-romagnolo che ha potuto beneficiare di un giro d'affari di circa 200 milioni di euro, calcolato su un costo medio di circa 200.000 euro per ogni alloggio acquistato grazie al bando a partire dal 2015. E' un indotto importante che indica la direzione da seguire per il futuro delle politiche abitative: meno assistenzialismo, meno pretese di soldi pubblici e più impegno degli operatori a investire nell'Edilizia residenziale sociale con il supporto delle istituzioni”.

In quest'ottica, Bracci è convinto che la cooperazione possa giocare un ruolo da protagonista: “Le cooperative – conclude – sono chiamate ad aggregarsi per dare risposte più ampie ai bisogni delle famiglie. Serve una partecipazione comune a queste iniziative da parte di cooperative di abitazione, cooperative sociali e cooperative di produzione-lavoro. Il futuro dell'Edilizia residenziale sociale sarà determinato anche dalla sinergia che queste imprese riusciranno a creare”.