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CULTURA, TURISMO, SPORT: LO SVILUPPO PASSA ANCHE DALLA SINERGIA

Il tema al centro dell'Assemblea della Federazione regionale dell'Emilia Romagna che ha eletto Chiara Laghi alla presidenza

CULTURA, TURISMO, SPORT: LO SVILUPPO PASSA ANCHE DALLA SINERGIA

Chiara Laghi, faentina, 40 anni, è stata eletta alla presidenza di Confcooperative-Cultura Turismo Sport Emilia Romagna (nuova denominazione della Federazione) in occasione dell'Assemblea regionale svoltasi a Bologna ed aperta dal presidente nazionale del settore, Andrea Ferraris.

Alla guida della cooperativa Cultura Popolare - specializzata in promozione e progettazione culturale, gestione di biblioteche e servizi culturali –, Chiara Laghi è anche l'ideatrice del Cultura Impresa Festival, manifestazione nazionale itinerante che promuove il ruolo dell'impresa nello sviluppo territoriale su base culturale.

Ringraziando i delegati per l'elezione e il suo predecessore Lanfranco Massari, Chiara Laghi ha affermato che “nel prossimo mandato la Federazione sarà impegnata a rafforzare sempre di più i rapporti tra le cooperative associate ed a promuoverne i diversi progetti imprenditoriali”. “Una scelta strategica – ha proseguito la neo presidente di Confcooperative-Cultura Turismo Sport Emilia Romagna – in quanto il lavoro comune e sinergico dei diversi settori può garantire uno sviluppo migliore del territorio e al tempo stesso un maggiore valore aggiunto nei confronti delle Istituzioni”. “Oggi cultura, turismo e sport – ha concluso – non possono più concepirsi separatamente, ma devono lavorare insieme in modo più integrato”.

La grande importanza della sinergia e del raccordo, strumenti fondamentali per continuare a crescere ed innalzare costantemente la progettualità delle cooperative e per questo elementi da potenziare e sviluppare continuamente attraverso un lavoro comune dei diversi settori, è stata sottolineata anche da Francesco Milza, presidente di Confcooperative Emilia Romagna. Milza ha inoltre delineato l'identikit della Federazione regionale definendola decisamente vivace, estremamente articolata e caratterizzata da un elevato livello di complementarietà al suo interno, in grado di esprimere grandi potenzialità.

L'Assemblea è proseguita con la relazione del presidente uscente Lanfranco Massari, che dopo 14 anni alla guida della Federazione regionale ha scelto di non ricandidarsi affermando che “la democrazia richiede ricambio ed alternanza”. Ricordando l'ampia attività svolta in questo periodo, Massari ha sottolineato come anche in questo settore le cooperative abbiano saputo rispondere meglio di altre forme imprenditoriali ai cambiamenti imposti dalla crisi economica negli ultimi dieci anni. In questo contesto, le cooperative culturali, turistiche e sportive non solo non hanno ridotto l'occupazione, ma ne hanno registrato un aumento, sacrificando a tale scopo la redditività, fedeli alla filosofia ‘meno utili, più occupati'. Massari ha inoltre ricordato che in alcuni territori queste cooperative costituiscono l'unica prospettiva di reddito e che, in un'epoca caratterizzata da una crisi dell'economia ma anche delle relazioni, producono, gestiscono ed offrono servizi alla persona e sono quindi, a tutti gli effetti, imprese sociali basate su mutualità e solidarietà.

Il presidente uscente ha infine affermato che le cooperative aderenti alla Federazione si candidano a trainare la ripresa e la crescita dell'Emilia Romagna facendo leva su strumenti estremamente efficaci quali sono i principali settori in cui operano (cultura, turismo, educazione, formazione, sport) e potendo finalmente contare sul riconoscimento istituzionale del loro valore economico ed imprenditoriale.

Dopo la relazione di Massari è intervenuto l'assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini, che ha ricordato come la nuova Legge di questo settore abbia caratterizzato profondamente l'attività della Giunta dell'Emilia Romagna negli ultimi anni. Una Legge che ha introdotto elementi fondamentali quali la centralità dei territori e la promozione integrata dell'offerta turistica consentendo efficaci azioni di marketing territoriale e maggiore competitività delle diverse destinazioni turistiche per lo sviluppo dell'intera regione. Una strada, questa, che permetterà di proseguire il trend di crescita e di migliorare ulteriormente gli ottimi risultati ottenuti nel 2017, un anno record per l'Emilia-Romagna con quasi 57 milioni di presenze (+6,3% rispetto al 2016) e oltre 12,8 milioni di arrivi (+7,1%).

L'assessore ha poi sottolineato che, grazie ai prodotti innovativi messi in campo dalla Regione, sono nate nuove imprese che stanno registrando un buon trend di crescita anche in territori non caratterizzati da una particolare vocazione turistica. “A tale proposito – ha concluso Corsini – il mondo cooperativo ha investito molto nell'innovazione di prodotto, dimostrando spesso di essere un passo avanti rispetto ad altre organizzazioni imprenditoriali”.

Dopo Corsini è intervenuto l'assessore regionale alla Cultura e Politiche Giovanili, Massimo Mezzetti, che ha ricordato l'importante aumento delle risorse destinate negli ultimi anni alla cultura, passate dai 17,5 milioni di euro con cui si è conclusa la legislatura precedente nel 2014 agli attuali quasi 40 milioni. Mezzetti ha sottolineato che la Regione ha aumentato gli investimenti nell'economia della cultura nella convinzione che questa possa creare imprese e occupazione. Non a caso, nella crisi degli ultimi dieci anni, l'industria culturale-creativa è l'unico settore che ha registrato un trend di crescita. Mezzetti ha concluso il suo intervento affermando che nel 2018, Anno Europeo del Patrimonio Culturale, la Regione Emilia Romagna ha deciso di affiancare questo importante riconoscimento ottenuto dall'Unione Europea lanciando una campagna parallela denominata “Energie diffuse. Emilia-Romagna un patrimonio di culture e umanità” che comprenderà incontri, convegni, mostre, visite guidate, accessi agevolati per determinate fasce di popolazione organizzati in diverse città della Regione e inerenti i diversi aspetti e la ricca gamma di beni e attività afferenti al patrimonio culturale regionale.

La mattinata è terminata con la relazione “Cartoline dal futuro. Verso quali scenari?” tenuta da Guido Caselli, Responsabile Ufficio Studi Unioncamere Emilia Romagna, un'interessante fotografia socio-economica del nostro Paese con focus sullo stato attuale e proiezioni sulle dinamiche future. Sottolineando che il 23% degli italiani è a rischio povertà, il 5% della popolazione più ricca detiene il 30% della ricchezza e il 30% della popolazione più povera detiene appena l'1% della ricchezza, Caselli ha ricordato come secondo Bauman la globalizzazione abbia sancito il divorzio tra potere e politica. La sfida si gioca a livello globale, ma è altrettanto vero che la competitività di persone e imprese si costruisce a partire dalla qualità dei sistemi territoriali locali. “Territori e imprese che competono nell'economia 4.0 – ha dichiarato Caselli – seguono modelli che traggono ispirazione dai valori cooperativi. La cooperazione può raggiungere grandi risultati valorizzando tutte le sue competenze attorno a un'unica visione e ibridandole in progetti specifici in quanto sa riconoscere e valorizzare le competenze distintive, accompagnare il territorio nei flussi globali, portare a valore sul territorio le trasformazioni dettate dal mondo che cambia, non lascia sole persone e imprese, ha un modello organizzativo che sa coinvolgere tutti, ha una visione di sviluppo che pone al centro la persona, sa mangiare un'idea e fare la sua rivoluzione.

I lavori sono ripresi nel pomeriggio con l'intervento di Francesco Zanoni di Confcooperative Emilia Romagna, incentrato sul tema “Linee strategiche di sviluppo. Sintesi del documento nazionale”.  “Un documento – ha sottolineato Zanoni che evidenzia come la maggior parte dei settori di interesse della Federazione stia vivendo una nuova ‘età dell'oro' in quanto ai beni culturali, allo spettacolo, al turismo, allo sport e alla formazione viene riconosciuto dalle istituzioni e dalla collettività non solo il valore culturale, educativo e sociale, ma anche quello economico e produttivo”.

Nella legislatura appena conclusa, poi, sono state realizzate importanti riforme come quella sul Codice dello spettacolo, quella sull'editoria, la Buona Scuola, l'introduzione della definizione di Impresa Culturale e Creativa, l'Art Bonus.

Per quanto riguarda le linee d'azione per lo sviluppo dei settori, Zanoni ha ricordato che il documento nazionale propone di creare hub culturali e creativi sfruttando la rete dei CoopUp, sottolinea l'importanza di un nuovo rapporto pubblico-privato, terreno privilegiato di lavoro nei prossimi anni, suggerisce di rafforzare il rapporto con le istituzioni ecclesiastiche per la gestione, valorizzazione e promozione dei beni culturali e la creazione di nuova cooperazione, di aumentare ulteriormente le sinergie tra cultura e turismo, promuovere il turismo sostenibile, incrementare l'alternanza scuola-lavoro e l'educazione all'imprenditorialità cooperativa. Per ciò che concerne l'innovazione trasversale, è fondamentale attivare collaborazioni con gli enti di istruzione e formazione, in particolare le Università, e con gli enti che supportano la creazione di nuova impresa (incubatori, acceleratori, fondazioni, ecc.). Le cooperative turistiche, culturali e sportive devono poi aumentare l'impiego delle nuove tecnologie e favorire l'ingresso di nuove professionalità sfruttando le opportunità offerte dalle reti di impresa.

Giuliano Nicolini, esperto di Management e Organizzazione, ha presentato invece “Le scelte strategiche e gestionali per il cambiamento”.