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CONFCOOPERATIVE PUNTA SULLE COOPERATIVE DI COMUNITA': FINANZIATE 7 IMPRESE IN EMILIA ROMAGNA, 5 SONO NUOVE

In arrivo 166.000 € tra risorse di Fondosviluppo e finanziamenti del credito cooperativo. Francesco Milza: «Ci auguriamo che anche la Regione investa su questo modello virtuoso»

CONFCOOPERATIVE PUNTA SULLE COOPERATIVE DI COMUNITA

Nuove risorse in arrivo per le cooperative di comunità presenti in Emilia-Romagna. Sono 7 le imprese costituite da cittadini auto-organizzati che si sono aggiudicate il bando di Fondosviluppo, la società di Confcooperative che ha deliberato uno stanziamento di 500.000 euro per la promozione, animazione e sensibilizzazione della cooperazione di comunità quale strumento di coesione sociale e sviluppo sostenibile nei territori.

«Le risorse destinate alle 7 cooperative di comunità dell'Emilia-Romagna ammontano a 76.000 euro, ai quali vanno aggiunti finanziamenti bancari per 90.000 euro sbloccati dalle erogazioni di Fondosviluppo grazie all'alleanza strategica con il credito cooperativo della regione - spiega Francesco Milza, presidente di Confcooperative Emilia Romagna -. Nel complesso si parla di 166.000 euro destinati a queste cooperative di comunità. Tale intervento, seppur limitato, è fondamentale soprattutto per la fase di partenza delle attività. Per la nostra regione, posizionatasi seconda sia per numero di imprese finanziate che per importi erogati, quello raggiunto è un risultato di grande soddisfazione».

Dai contributi per l'avvio ai voucher da utilizzare nei centri servizi per l'assistenza fiscale e finanziaria, fino alla copertura degli interessi per i mutui, l'intervento del sistema cooperativo è finalizzato a favorire lo sviluppo e il consolidamento delle cooperative di comunità, imprese multifunzionali create dai cittadini per dare risposte ai bisogni occupazionali, sociali ed economici dei territori.

«Le cooperative di comunità nascono da un'assunzione di responsabilità e intraprendenza di chi vuole impegnarsi per salvaguardare servizi e lavoro all'interno del proprio paese o quartiere – continua Milza -. Il sistema cooperativo ritiene opportuno e strategico sostenere queste forme di imprenditoria comunitaria che possono garantire sviluppo nelle aree interne e non solo. Ci auguriamo che anche le Istituzioni, a partire dalla Regione, scelgano di promuovere e favorire la cooperazione di comunità».

Delle 7 cooperative di comunità emiliano-romagnole sostenute da Fondosviluppo, 2 sono quelle ‘storiche' dell'Appennino Reggiano che da tempo ospitano anche la Scuola delle Cooperative di Comunità: si tratta della cooperativa La Valle dei Cavalieri (località Succiso) e della cooperativa Briganti di Cerreto (Cerreto Alpi). In questo caso i finanziamenti servono per favorire nuovi investimenti necessari per sviluppare progetti comunitari, dalla cura dei servizi ambientali e agroforestali alla produzione e vendita di prodotti locali, fino alla gestione di un agriturismo, un minimarket e del trasporto scolastico.

Per quanto riguarda le altre 5 cooperative di comunità, tutte di recente costituzione, il bando di Fondosviluppo punta ad accompagnare la fase di avvio. E' il caso della cooperativa Foiatonda di Madonna dei Fornelli nell'Appennino Bolognese (comune di San Benedetto Val di Sambro), che sta investendo sulla creazione di servizi turistici, oppure della cooperativa Gran Ducato di Tornolo (Parma) che intende lanciare il servizio di maggiordomo di comunità, oltre ad assistenza agli anziani, gestione di un distributore di carburante, attività turistiche e altro ancora. Sono due poi le nuove cooperative di comunità finanziate da Fondosviluppo e presenti in provincia di Piacenza: si tratta della cooperativa Valnure (Ponte dell'Olio) che si specializza su gestione del verde, accoglienza turistica, trasporti e pulizie, e della cooperativa Isola dei Tre Ponti (Monticelli d'Ongina) interessata a promuovere inserimenti lavorativi tramite la coltivazione e vendita di prodotti autoctoni, la gestione di una struttura ricettiva e di un servizio di bike sharing. Unica realtà romagnola è la cooperativa San Zeno dell'omonimo borgo di Galeata, nell'Appennino Forlivese, che ha l'obiettivo di gestire una pizzeria, produrre e vendere pasta fresca, rilevare un esercizio commerciale e riqualificare il patrimonio immobiliare abbandonato.