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CONFCOOPERATIVE: AL VIA UN PERCORSO COMUNE PER AGRICOLTURA E PESCA IN EMILIA ROMAGNA

Il progetto è stato tenuto a battesimo a Bologna in occasione delle Assemblee regionali delle due federazioni di settore

CONFCOOPERATIVE: AL VIA UN PERCORSO COMUNE PER AGRICOLTURA E PESCA IN EMILIA ROMAGNA

“Il progetto di valorizzazione della filiera agroalimentare promosso da Fedagri e Federcoopesca Emilia Romagna – che insieme rappresentano 426 cooperative, oltre 55.000 soci, 18.600 occupati e un fatturato vicino ai 9,2 miliardi di euro – è il risultato di un percorso interno all'Organizzazione finalizzato al confronto a livello nazionale sul ruolo delle Federazioni. Un confronto che nasce dalla necessità di adeguarsi alle mutate esigenze generali rispetto alle quali il percorso comune avviato da Fedagri e Federcoopesca rappresenta un esempio di grande rilevanza”. È quanto ha dichiarato Francesco Milza, presidente di Confcooperative Emilia Romagna, in occasione delle Assemblee delle due Federazioni regionali svoltesi al Palazzo della Cooperazione di Bologna.

Anche Pierlorenzo Rossi, direttore generale di Confcooperative Emilia Romagna, ha evidenziato l'importanza del percorso di avvicinamento iniziato da Fedagri e Federcoopesca per valorizzare il settore del food. Una scelta compiuta per riorganizzarsi al fine di poter rispondere in modo sempre migliore e più completo alle esigenze delle cooperative associate.

Ha poi preso la parola Carlo Piccinini, presidente di Fedagri Emilia Romagna, che dopo aver sottolineato l'importanza di questo momento, frutto dell'impegno di settori essenziali del mondo Confcooperative, ha ricordato come la crisi economica dell'ultimo decennio si sia fatta sentire anche sulle cooperative,  ma nonostante ciò, rispetto al 2008, Fedagri Emilia Romagna può vantare un aumento del 10% in termini di fatturato e addetti. “La crescita economica ed occupazionale – ha proseguito Piccinini – è avvenuta nonostante una riduzione del numero di cooperative (-23%) e degli agricoltori soci (-33%), a testimonianza di un consolidamento che è passato da un importante processo di concentrazione. Con questi numeri, Confcooperative ribadisce con forza il suo ruolo di riferimento per un mondo agricolo che, sotto la pressione di un contesto economico ed istituzionale in costante mutamento, necessita di strutture in grado di valorizzare la produzione primaria distribuendo il reddito creato alle imprese agricole associate”.

Piccinini ha poi aggiunto che a livello regionale va rimarcato il continuo e proficuo confronto con l'Assessorato Agricoltura sul piano politico e tecnico nell'attuazione del PSR e delle varie misure relative alle OCM di settore (vitivinicola e ortofrutticola). Dei 70 progetti di filiera presentati nell'ambito del PSR, per un valore complessivo di investimenti pari a 482 milioni di euro, il 54% (38 progetti) ha avuto come capofila una cooperativa. Piccinini ha infine affermato che “oltre a svolgere il ruolo prioritario di rappresentanza sindacale nei confronti delle istituzioni, Fedagri e Federcoopesca, attraverso il percorso comune avviato, si propongono anche come promotrici e coordinatrici di azioni di sistema su progetti concreti di valenza strategica all'interno del movimento cooperativo, quali aggregazione, esportazioni, equilibrio finanziario, innovazione”.

Dopo Piccinini è intervenuto Vadis Paesanti, presidente Federcoopesca Emilia Romagna, secondo il quale questo percorso comune rappresenta un passaggio indispensabile per unire le forze e migliorare ancora di più l'efficacia degli sforzi sindacali dell'Organizzazione.

Paesanti ha poi ricordato che “le attività delle cooperative della pesca si collocano su un territorio che comprende tutta la fascia costiera della Regione Emilia Romagna, per complessivi 130 km, dove la pesca e l'allevamento lagunare della venericoltura hanno una tradizione secolare”.

Le tecniche maggiormente praticate sono la pesca a strascico: pesca volante, pesca divergente, pesca a ramponi, draga idraulica e con attrezzi da posta. Rilevante è l'attività dell'acquacoltura e della maricoltura con due attività prevalenti: l'allevamento su fondali lagunari di vongola verace e l'allevamento in sospensione in mare di mitili. Da circa tre anni si afferma l'allevamento dell'unica ostrica autoctona (l'ostrica d'oro), completamente made in Italy.

“In corrispondenza del sensibile cambiamento climatico – ha dichiarato Paesanti – gli aspetti ambientali diventano una variabile dal valore ambivalente, in quanto foriera di rischi ma anche opportunità. Sotto questo profilo negli ultimi anni sono stati raggiunti alcuni risultati importanti. In primo luogo il progetto europeo LIFE AGREE per il comparto delle vongole nella Sacca di Goro, che ha l'obbiettivo di ridurre i rischi di anossia derivante dall'innalzamento delle temperature ed è svolto in partnership con Regione, Provincia, Comune di Goro, Università di Ferrara, Parco del Delta del Po, Corpo Forestale dello Stato. Il progetto ha già evidenziato i primi risultati sulla produzione delle vongole attraverso l'aumento dell'idrodinamicità della Sacca. Esso inoltre rappresenta un'eccellenza europea in tema di governance, essendo il primo ed unico in Europa che vede la compartecipazione dei pescatori con gli Enti Pubblici nella cabina di regia del progetto. Inoltre si è costituito il consorzio Co.Sa.Go. per la gestione ambientale della Sacca di Goro, segno di una forma di auto organizzazione dei pescatori sui temi ambientali”.

Sotto il profilo imprenditoriale, da sottolineare la costituzione di alcune Organizzazioni dei produttori della pesca, importanti per controllare la risorsa ittica, definire disciplinari di produzione, valorizzare il prodotto dal punto di vista commerciale, culturale, alimentare.

Il presidente di Federcoopesca Emilia Romagna ha infine affermato che il presidio del rapporto con la Pubblica Amministrazione costituisce un aspetto imprescindibile dell'azione sindacale. A tale proposito, Il rapporto con la Regione Emilia Romagna in questi anni è stato intenso e spesso proficuo. Così come quello dei Comuni della costa. Uno degli esiti più evidenti è rappresentato dalla costituzione del Flag – Costa dell'Emilia Romagna, denominazione del gruppo di azione locale attivo nel settore pesca per l'intero territorio della Regione Emilia-Romagna, con una strategia unitaria e condivisa per lo sviluppo del settore della pesca e dell'acquacoltura da Goro a Cattolica”.

Dopo Paesanti sono intervenuti Cristian Maretti, presidente Distretto Nord Italia Legacoop Agroalimentare, Cristiano Fini, presidente CIA Emilia Romagna, Gianni Tosi, presidente Confagricoltura Emilia Romagna.

Ha poi preso la parola Simona Caselli, assessore all'Agricoltura dell'Emilia Romagna, che ha sottolineato l'importanza del rafforzamento dei cosiddetti corpi intermedi di cui è un valido esempio il percorso avviato da Fedagri e Federcoopesca di Confcooperative. Secondo Caselli, infatti, senza questi corpi intermedi sarebbe molto difficile raggiungere i risultati ottenuti in questi anni dai vari settori produttivi. L'assessore ha inoltre affermato che in questa particolare fase storica, davanti a sfide epocali quali ad esempio gli obiettivi di sviluppo del Millennio fissati dalle Nazioni Unite (eliminare la povertà e la fame, assicurare l'istruzione primaria universale, assicurare la sostenibilità ambientale), la cooperazione riveste un ruolo strategico sia dal punto di vista economico che sotto il profilo sociale.

Paolo Tiozzo, presidente nazionale di Federcoopesca, ha ricordato che purtroppo l'Italia è un paese che sta procedendo a due velocità se non addirittura a tre e ha affermato che “l'obiettivo è riuscire a trasferire i modelli positivi già consolidati da anni in regioni come l'Emilia Romagna in altre aree italiane dove invece la situazione è decisamente differente e si registrano ancora difficoltà a realizzare processi aggregativi, che invece rappresentano il cavallo vincente”.

“Le Organizzazioni dei produttori – ha proseguito Tiozzo – costituiscono uno strumento indispensabile in quanto una adeguata programmazione della produzione consente anche di ottenere una efficace regolamentazione del mercato”.

Giorgio Mercuri presidente di Fedagri nazionale ha concluso i lavori evidenziando che l'agricoltura e la pesca rappresentano due realtà significative del settore agroalimentare italiano e il nuovo scenario della rappresentanza è fondamentale anche in funzione di un'intersettorialità sempre più necessaria. “Con questo percorso comune – ha aggiunto Mercuri – Fedagri e Federcoopesca potranno rispondere sempre meglio alle nuove aspettative e alla nuove sfide che incombono sui settori, a partire dal rapporto con il consumatore rispetto al quale le esigenze sono correlate non solo alla qualità del prodotto, ma anche alla sostenibilità, alle certezze e alla sicurezza alimentare”.

“L'obiettivo – ha ricordato Mercuri – è rappresentare tutte le istanze dell'alimentare, sia che provengono dalla coltivazione della terra che dalla pesca in mare o dall'attività di acquacoltura. Da una parte vanno soddisfatte le aspettative del consumatore e dall'altra quelle del settore produttivo”.    

I lavori hanno poi previsto un breve ma emozionante momento celebrativo nel corso del quale il direttore di Confcooperative Emilia Romagna, Pierlorenzo Rossi, e tutti i colleghi ed i collaboratori hanno voluto salutare e ringraziare il direttore di Fedagri Emilia Romagna, Antonio Ferraguti, ormai prossimo alla pensione, per il grande ed appassionato impegno che per lunghi anni ha dedicato alla Federazione ed alle cooperative associate. Un ruolo svolto sempre all'insegna della massima umiltà e della totale disponibilità, ispirandosi pienamente a quei principi di mutualità e solidarietà che costituiscono i fondamenti della cooperazione e al tempo stesso la stella polare che ha sempre guidato Antonio Ferraguti durante la sua attività professionale.