QUESTO SITO UTILIZZA ALCUNI 'COOKIE': VUOI SAPERNE DI PIU'?   

COMPLETATA LA FORMAZIONE DEGLI ORGANI DI CONFCOOPERATIVE EMILIA ROMAGNA

La stagione congressuale ha rappresentato una fase di dibattito e confronto, ma anche un momento di notevole rinnovamento 

COMPLETATA LA FORMAZIONE DEGLI ORGANI DI CONFCOOPERATIVE EMILIA ROMAGNA

Con l'elezione del Consiglio di Presidenza di Confcooperative Emilia Romagna si è completata la formazione degli organi che governeranno l'Associazione per i prossimi quattro anni. “Per l'Emilia Romagna – ha dichiarato il presidente Francesco Milza in occasione del Consiglio regionale – la stagione congressuale ha rappresentato oltre che una fase di dibattito e confronto anche un momento di notevole rinnovamento. Sei presidenti territoriali su nove sono di nuova nomina e il 45% dei 60 consiglieri sono alla prima esperienza in Consiglio Regionale, il 13% ha meno di 40 anni, il 27% è nella fascia compresa tra 40 e 50 e il 53% in quella tra 50 e 60 anni. Nelle Unioni territoriali, su 328 consiglieri territoriali eletti, il 2% ha meno di 30 anni, il 14% è nella fascia da 30 a 40 anni, il 20% tra 40 e 50, il 38% tra 50 e 60, il 12% tra 60 e 70, il 5% ha oltre 70 anni”.

“I risultati positivi che abbiamo saputo costruire in questa Regione negli anni della crisi, in termini di occupazione e fatturato, – ha proseguito Milza – stanno lentamente facendo riconsiderare la cooperazione. Dopo dieci anni, parte di ciò che prevedeva la legge regionale sulla cooperazione (L.R. 6/2006) è stato e sarà attuato con la nascita dell'Osservatorio sulla Cooperazione e la Conferenza Regionale sulla Cooperazione in programma il 1 luglio. Inoltre, il prossimo 8 giugno si terrà, su iniziativa della Regione, una giornata sui workers buyout nati in forma cooperativa, come esempio di risposta alla crisi di tante aziende”. “Il 14 aprile, in collaborazione con Unioncamere, è stato appunto presentato l'Osservatorio della Cooperazione dell'Emilia Romagna – ricorda Milza. I dati illustrati in quell'occasione ci dicono che la nostra Regione è la seconda in Italia per occupazione cooperativa e la prima per incidenza del valore della produzione. Il 35,1% del fatturato cooperativo italiano è prodotto in Emilia-Romagna. È stato evidenziato, ma per noi non è una novità, che le Cooperative sono le imprese più resilienti nel tempo. Infatti, nei primi cinque anni di vita, cessano la propria attività il 47,3% delle aziende individuali, fenomeno che interessa solo per il 17% imprese cooperative. Un altro aspetto importante da evidenziare, è la tassazione delle imprese; anche nella nostra Regione si conferma il dato di Euricse rilevato su scala nazionale: le cooperative pagano il 36% di imposte contro il 33% delle altre società”.

“La crisi ci ha cambiati e ha modificato le priorità – ha affermato il presidente di Confcooperative Emilia Romagna. In particolare, le generazioni più giovani ci insegnano che prevale la cultura dell'utilizzo delle cose, privilegiando modelli mutualistici di reciprocità. Ma le conseguenze della crisi riguardano anche la riorganizzazione delle istituzioni e il mondo della rappresentanza”.

A tale proposito, secondo Milza alcuni temi saranno prioritari nel programma di lavoro dei prossimi mesi. Prima di tutto bisogna affrontare il percorso dell'Alleanza delle Cooperative Italiane, condividendo con le altre Centrali rapporti, modalità di lavoro, tempi. Contemporaneamente, bisogna confrontarci e lavorare, partendo dai territori, per implementare il nostro sviluppo, per organizzarci e strutturarci sempre meglio. Parallelamente, è necessario sviluppare la politica dei servizi e attivare concretamente la rete servizi LinkER, alimentare le azioni di coesione tra professionisti e tra territori. Occorre poi confrontarsi sull'attività e le modalità operative delle Federazioni di settore attuali e sull'eventuale necessità di riorganizzazione per essere ancora più efficaci in una logica di filiera e valutare il livello di efficacia dell'attività sindacale e dei servizi di Confcooperative Emilia Romagna, per servire sempre meglio le cooperative associate. Risulta inoltre indispensabile individuare nuove strategie e strumenti sempre più idonei nell'ambito delle politiche per i soci, promuovere l'innovazione sociale ed economica, supportare i territori e le cooperative anche attraverso adeguati strumenti finanziari favorendone la conoscenza e l'utilizzo da parte delle associate.