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COME 'AMMINISTRARE LA COOPERATIVA' AL CENTRO DI FORMACOOP

Il tema analizzato in occasione del secondo appuntamento del percoso formativo di Confcooperative Emilia Romagna

 

 

COME

Si è incentrato sul tema “Amministrare la cooperativa” il secondo appuntamento di Formacoop, il Percorso di Alta Formazione identitaria e manageriale per amministratori di cooperative promosso da Confcooperative Emilia Romagna con il coordinamento didattico di Irecoop regionale.

I lavori sono stati aperti da Pierlorenzo Rossi, direttore di Confcooperative Emilia Romagna, che ha ricordato come questa regione si sia dimostrata la più reattiva alla formula Workers Buyout con 52 cooperative nate negli ultimi 5 anni, di cui 33 aderenti a Confcooperative, per un totale di 386 posti di lavoro.

Complessivamente in questo periodo sono quasi 50 le imprese salvate, per 1.200 posti di lavoro e 178 milioni di euro di giro d'affari. Il “workers buyout” (Wbo) è un fenomeno relativamente nuovo, importato dagli Stati Uniti, che si è affermato negli ultimi anni in risposta all'emergenza occupazionale.

L'incontro è proseguito con la relazione di Mario Mazzoleni, economista dell'Università di Brescia, che ha parlato di “Ruolo del CdA e la buona governance cooperativa: gestione dei processi decisionali, strumenti di definizione delle strategie dell'impresa cooperativa alla luce delle sfide contemporanee”.

Sottolineando che “i giovani hanno bisogno di lavorare in Aziende in cui ci sono valori importanti come quelli Cooperativi”, Mazzoleni ha affermato che “quando parliamo di cooperazione spesso facciamo riferimento alla qualità” e ha sottolineato che “la cooperazione deve diffondere valore e dimostrare che si può fare qualcosa di diverso e questo è l'orgoglio cooperativo”.

Mazzoleni ha poi ricordato che occorre superare il concetto della colpa per passare a quello della responsabilità, bisogna riuscire a delegare anche se è difficile in quanto vuol dire accettare che il successo dell'azienda possa passare da un'altra persona. Secondo l'economista poi non bisogna rottamare la saggezza, ma è necessario nutrirsi di nuovi paradigmi e occorre ricordare che una persona vale in quanto tale e quindi deve essere sostenuta. Mazzoleni ha inoltre sottolineato che le grandi cooperative devono sostenere quelle piccole facendole crescere e che bisogna promuovere il coinvolgimento generazionale, diverso dal passaggio generazionale.

I lavori sono proseguiti con gli interventi di Bruno Piraccini, amministratore delegato di Orogel, e Cristina Bazzini, presidente Gruppo Colser, che hanno presentato “Casi aziendali a confronto: testimonianze di imprese cooperative che hanno saputo coniugare crescita e valori”. Piraccini ha sottolineato che la cooperazione ha bisogno di innovare, garantire fiducia, dare il buon esempio e che essere una cooperativa non preclude la possibilità di diventare leader di mercato. ”La politica di Orogel – ha dichiarato Piraccini – è basata sulla qualità e propone la cultura del mangiar sano con prodotti seguiti dalla nascita al piatto”.

Infine, ha preso la parola Cristina Bazzini, presidente del Gruppo Colser, particolarmente attento al welfare e alla partecipazione dei soci. “A questo proposito – ha ricordato Bazzini –  abbiamo aperto un wel#point, per dire 'noi ci siamo'. Tante le novità di welfare cooperativo ideate in questi ultimi mesi per i soci e i dipendenti del Gruppo come indicato in “Tutto il nostro meglio”, il report annuale che si pone come uno strumento indispensabile non solo per presentare la realtà del Gruppo, ma anche per rendicontare risultati importanti raggiunti grazie al lavoro di tutti”.