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BENI DEMANIALI ED ECCLESIASTICI DA VALORIZZARE, UN'OPPORTUNITA' DI SVILUPPO

L'agenzia del Demanio offre la possibilità  di rivitalizzare aree ed edifici dismessi con progetti a beneficio dei territori, delle comunità e del turismo locale. Il ruolo della Chiesa per i beni culturali ecclesiastici, da tutelare ma aprendoli al mondo

BENI DEMANIALI ED ECCLESIASTICI DA VALORIZZARE, UN

L'Agenzia del Demanio vuole dare nuova vita al patrimonio immobiliare pubblico dismesso, valorizzando il turismo nel nostro paese e creando occasioni di sviluppo per imprese, cooperative e associazioni in aree fuori dagli itinerari più noti e frequentati.

Questo il tema dell'incontro “Valorizzare e collaborare: patrimonio immobiliare pubblico. Nuove opportunità di sviluppo” organizzato oggi a Bologna da Confcooperative Emilia Romagna insieme a Confcooperative Nazionale.

“La possibile assegnazione da parte del Demanio di beni immobili in gestione alle nostre cooperative sociali, culturali, sportive – ha detto Francesco Milza Presidente di Confcooperative Emilia Romagna – genera grande interesse e ci vede candidati a svolgere un importante ruolo da protagonisti”.

Il Direttore Regionale Emilia Romagna dell'Agenzia del Demanio Antonio Ottavio Ficchì ha spiegato i progetti in essere e futuri che interessano i privati:  Cammini e Percorsi”, con recupero di beni su itinerari storico-religiosi e ciclovie; “Valore Paese Fari, Torri ed Edifici Costieri” per rianimare strutture in aree costiere; “Terrevive” che offre ai giovani under 40 occasioni di lavoro su terreni di proprietà pubblica.

Mons. Carlo Mazza Vescovo emerito di Fidenza ha parlato dei “beni culturali ecclesiastici, che vedono la Chiesa impegnata a conservare il profondo senso religioso di luoghi ed edifici di fede che necessitano, oggi, di un riuso in una visione di modernità. Una sfida necessaria per aprire al mondo beni che devono entrare in circuiti culturali, senza essere snaturati, divenendo parte di un nuovo turismo universale”.

“Salvaguardare l'identità del bene – ha aggiunto Mons. Mazza – è essenziale, ma per ‘usarlo' al meglio serve organizzazione, ovvero comunicazione sul web, una ragionata offerta di percorsi e cammini, una strategia culturale di supporto con l'intervento di specifiche professionalità e capacità operative, e anche conoscenza informata sul bene. E poi si deve collaborare, in una visione organica e concordata che generi competenza e competitività. Ma il futuro – ha concluso Mons. Mazza – è una Chiesa aperta ad una fruibilità del bene anche in funzione dell'evangelizzazione, perché il bene culturale deve conservare il proprio linguaggio, ma può essere posto al servizio della richiesta di senso che emerge dall'uomo”.   

Maurizio Gardini Presidente di Confcooperative Nazionale ha evidenziato che “il progetto dell'Agenzia del Demanio è di un'importanza straordinaria perché riguarda aree e territori che sentono meno la ripresa economica di cui si parla. Mettendo a disposizione della collettività i processi culturali valorizzati, si va nella direzione di creare sviluppo nel paese, liberando energie sul territorio, come nel caso della cooperazione di comunità che anima i territori con la socialità. Per questo, però, occorrono risorse e il coinvolgimento delle istituzioni e dello Stato centrale con interventi pazienti e mirati su progetti a favore del bene del paese”.

Roberto Reggi Direttore dell'Agenzia del Demanio Nazionale ha precisato che “lo Stato ha 45.000 beni di alto valore in carico al Demanio e che sta avviando una stagione straordinaria di messa in sicurezza ed efficientamento energetico per molti edifici pubblici, come le ex caserme, cui si aggiungono anche alcuni edifici comunali. Un'occasione ed uno strumento formidabile di sviluppo e di riuso efficace che trova sostegno anche nel provvedimento Sblocca Italia. La collaborazione tra Demanio e soggetti interessati è basilare per creare progetti di sviluppo a favore della collettività”.

Antonio Gaudioso Segretario generale di Cittadinanza Attiva ha osservato che “i beni pubblici devono essere beni comuni e il progetto del Demanio è utile anche per ridurre la distanza presente tra amministrazioni e comunità. Il tema delle sussidiarietà diviene quindi centrale per mettere in campo energie sui territori, con il coinvolgimento delle cooperative e delle associazioni locali”.