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BCC, TRA SEGNALI DI RIPRESA E RIFORMA: IL BILANCIO 2015 AL CENTRO DELL'ASSEMBLEA

I temi al centro dell'Assemblea dei soci della Federazione delle Banche di Credito Cooperativo dell'Emilia Romagna, aperta dalla tavola rotonda “Dove eravamo rimasti?"

BCC, TRA SEGNALI DI RIPRESA E RIFORMA: IL BILANCIO 2015 AL CENTRO DELL

Con 20 Banche di Credito Cooperativo associate in regione (21 con Banca di San Marino), 343 sportelli (354 con Banca di San Marino), oltre 121.300 soci, più di 660.000 clienti e 2.815 dipendenti, il sistema bancario cooperativo che fa capo alla Federazione delle Banche di Credito Cooperativo dell'Emilia Romagna ha analizzato l'andamento del 2015 in occasione dell'annuale assemblea tenutasi lo scorso 20 giugno a Bologna.

La 46ª assemblea dei soci della Federazione delle BCC dell'Emilia Romagna è stata aperta dalla tavola rotonda “Dove eravamo rimasti?”, una sorta di forum o intervista a più voci, nel corso della quale Fabrizio Binacchi (giornalista professionista, docente di giornalismo e Direttore della Sede Rai di Bologna) ha colloquiato con i principali protagonisti e interlocutori, sia del Governo che della Banca d'Italia, per quanto riguarda la Riforma del Credito Cooperativo: Giulio Magagni, Presidente della Federazione delle Banche di Credito Cooperativo dell'Emilia Romagna e di Iccrea Holding (la capogruppo imprenditoriale delle 364 BCC italiane), Sergio Gatti Direttore generale di Federcasse, Maurizio Gardini Presidente nazionale di Confcooperative e Leonardo Rubattu Direttore genarle di Iccrea Holding e di Iccrea Banca. Sollecitati dalle domande di Binacchi gli intervistati hanno descritto in dettaglio – ognuno per il ruolo rivestito nel Movimento Cooperativo e nella Cooperazione di Credito – il percorso della Riforma da gennaio 2015 al 14 aprile 2016, quando è stata pubblicata la Legge n. 49/2016.

In seguito, il Presidente della Federazione, Giulio Magagni, coadiuvato dal Direttore Valentino Cattani, ha illustrato l'andamento dell'anno 2015, alla presenza degli oltre 160 rappresentanti delle 21 BCC associate e dei numerosi ospiti tra cui il Vicedirettore e il responsabile della vigilanza della sede di Bologna della Banca d'Italia, Marzia De Michele e Vincenzo Catapano, il Direttore della sede di Forlì della Banca d'Italia, Giovanni Bonfiglio, il Vicepresidente e il Vicedirettore di Federcasse Augusto Dell'Erba e Roberto Di Salvo, il Presidente di Iccrea Banca Francesco Carri, il Presidente e il Direttore Generale di Confcooperative regionale Francesco Milza e Pierlorenzo Rossi, oltre che numerosi Presidenti e Direttori in rappresentanza di alcune Federazioni regionali del Credito Cooperativo e società del Gruppo Bancario.

Venendo ai dati di bilancio, al 31 dicembre 2015 i fondi intermediati totali del gruppo hanno raggiunto i 19.187 milioni di euro (-5,03% sul 2014). Nel passivo la raccolta diretta al lordo dei Pct e delle obbligazioni ha registrato un decremento del 3,06%, raggiungendo a fine esercizio quota 12.698 milioni di euro. La raccolta indiretta, a valori di mercato, nello stesso periodo è stata di 5.380 milioni di euro, con un incremento del 12,01%. Gli impieghi verso la clientela residente sono diminuiti dello 0,71%, attestandosi a 11.406 milioni di euro. Da questi dati si può notare come il Credito Cooperativo regionale abbia comunque assecondato il momento congiunturale, ancora in bilico fra stagnazione e ripresa, interpretando in tal modo quella diversità caratteristica delle BCC sul territorio, a fianco delle famiglie consumatrici e delle piccole e medie imprese. Positivo anche il rapporto impieghi/depositi, passato dall'89,06% del 31.12.2014 all'89,83% del 31.12.2015. Le partite in sofferenza si sono attestate invece a 1.288 milioni di euro, con un aumento del 14,90% sul 2014, rappresentando l'11,3% degli impieghi economici. Infine, il patrimonio ammontava a fine esercizio a 1.616 milioni di euro.

Il Presidente Magagni ha fatto anche il punto sulla Riforma del sistema BCC, che, come noto, è stata avviata con la pubblicazione della legge n. 49 sulla Gazzetta Ufficiale e che fa entrare il sistema della cooperazione mutualistica di credito in una nuova fase della sua esistenza. La legge di riforma completa un percorso lungo, tortuoso e non sempre facile, “il cui risultato finale – sottolinea Magagni – rispecchia, pressoché nella sua totalità, il progetto di autoriforma che avevamo messo a punto. Come avevamo fortemente richiesto, le BCC continueranno ad essere cooperative a mutualità prevalente, di proprietà dei territori e con una propria licenza bancaria. Occorre pertanto essere sempre più consapevoli che questa forma di integrazione non significa concentrarsi in un unico soggetto, ma partecipare ad un grande e solido gruppo nazionale, mantenendo allo stesso tempo le nostre storiche caratteristiche di banche di comunità”.

L'Assemblea è stata chiusa dall'intervento del Presidente di Federcasse Alessandro Azzi, il quale  ha spiegato che per l'avvio operativo della riforma, varata dal Parlamento in aprile, bisogna aspettare ‘a breve' la normativa secondaria di Bankitalia e concludere l'altro cantiere, quello per stabilire i ‘paletti' del patto di coesione che disciplinerà i rapporti tra capogruppo e singole banche. “Abbiamo raccolto i contributi dal sistema, ora aspettiamo il ritorno dalla base e dalle Federazioni regionali per avviare quindi il confronto con la Banca d'Italia”.

“Come doverosamente chiedo alle Autorità – di Governo e di Vigilanza, italiane ed europee – di continuare ad accompagnarci in questi prossimi fondamentali passi, così lo chiedo a ciascuna preziosa componente del nostro Movimento. Dunque a voi, a ogni banca oggi presente e alla vostra importante Federazione. Abbiamo la rara opportunità e responsabilità di scrivere una pagina di storia del Credito Cooperativo di cui dovranno beneficiare soprattutto le generazioni future”.