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ASTER E COOPERAZIONE, FARE INNOVAZIONE CON I CLUST-ER

L'incontro “I CLUST-ER per lo sviluppo della Strategia di Specializzazione Intelligente dell'Emilia Romagna: condividere le competenze per moltiplicare le opportunità” ha riunito a Bologna numerosi rappresentanti del mondo economico regionale

ASTER E COOPERAZIONE, FARE INNOVAZIONE CON I CLUST-ER

“L'innovazione è fondamentale per il futuro delle imprese, per la loro competitività e per lo sviluppo di una progettualità che si traduca in evoluzione produttiva, ed in tal senso è più che mai nodale la correlazione tra realtà imprenditoriale e mondo della ricerca per avviare un dialogo e una collaborazione mirata a creare nuove opportunità”. Con questo incipit Pierlorenzo Rossi del Coordinamento dell'Alleanza delle Cooperative Italiane dell'Emilia Romagna ha aperto l'incontro “I CLUST-ER per lo sviluppo della Strategia di Specializzazione Intelligente dell'Emilia Romagna: condividere le competenze per moltiplicare le opportunità” che ha riunito a Bologna numerosi rappresentanti del mondo economico regionale in un confronto finalizzato all'approfondimento della funzione e degli obiettivi correlati ai CLUST-ER.

A Giorgio Moretti di ASTER – società consortile per l'innovazione e il trasferimento tecnologico tra la Regione Emilia-Romagna, le Università, gli Enti pubblici nazionali di ricerca CNR, ENEA, INFN e il sistema regionale delle Camere di Commercio – il compito di spiegare la funzione di questi strumenti: “si tratta di associazioni che raccolgono soggetti pubblici e privati (quali centri di ricerca industriale, imprese, enti di formazione), che condividono competenze, strumenti e risorse per sviluppare attività di ricerca collaborativa, innovazione e progettualità ad elevato impatto per il sistema regionale nel suo complesso. Nell'ambito della Rete Alta Tecnologia si è sviluppato in Emilia Romagna un sistema industriale forte in tal senso, con importanti centri di ricerca e per l'innovazione. Con i CLUST-ER si vuole avviare ora una strategia regionale di specializzazione intelligente per concentrare gli investimenti nella ricerca”.

Da qui la scelta dei 7 settori di sviluppo dei CLUST-ER dove le imprese regionali risultano più presenti, quali agroalimentare, meccatronica e motoristica, edilizia e costruzioni, industrie della salute e benessere, industrie culturali e creative, innovazione nei servizi, energia e sviluppo sostenibile. Gli obiettivi dei CLUST-ER puntano a focalizzare le priorità inerenti l'innovazione e la ricerca del settore di riferimento, sviluppando il dialogo tra le imprese (spesso poco presente) e tra imprese e il mondo della ricerca, creando più integrazione tra laboratori, centri per l'innovazione e sistema produttivo, attraverso anche il coinvolgimento specifico del sistema  della formazione.

Lo sviluppo della progettualità, l'individuazione di azioni di sistema per condividere risorse e infrastrutture, la promozione di progetti comuni per la valorizzazione dei risultati e il trasferimento della conoscenza, la promozione di azioni di alta formazione, rappresentano  le principali linee operative di questi strumenti che sono coordinati da un responsabile e che sono strutturati sulla base di Value Chain (gruppi di lavoro) rappresentativi degli ambiti più rilevanti per l'economia regionale in termini di fatturato, occupati e posizionamento competitivo. Per ogni Value Chain è stato elaborato un manifesto programmatico che definisce visione strategica ed obiettivi per rafforzarne il posizionamento nella competizione internazionale.

Interessanti ed ineludibili, quindi, le motivazioni che secondo ASTER devono spingere le imprese ad aderire ai CLUST-ER: si entra infatti in una “comunità” che sostiene la competitività per contribuire allo sviluppo della propria filiera, ma altresì si sviluppa in ambito aziendale una logica di open innovation con progetti di respiro nazionale e con partenariati più estesi. Al tempo stesso si può contribuire alla definizione delle strategie regionali suggerendo temi  più specifici e pregnanti, avviando anche collaborazioni con altri CLUST-ER di altre regioni europee.

Nella seconda parte dell'incontro, il focus  su tre CLUST-ER – Agroalimentare (illustrato da Enzo Bertoldi), Industrie Culturali e Creative (Barbara Busi) ed Edilizia e Costruzioni (Teresa Bagnoli) – ha analizzato in dettaglio la loro composizione, i soci aderenti e gli obiettivi principali e strategici.

Alcune imprese cooperative (Orogel, Anastasis, Cooprogetto), che già collaborano con Rete Alta Tecnologia, hanno portato le loro testimonianze, ribadendo come prioritaria una “maggiore contaminazione per mettersi in gioco, sviluppando collaborazioni proiettate in un'ottica di evoluzione innovativa e digitale che è realizzabile in molti comparti e settori, attraverso un dialogo produttivo nelle filiere e tra le filiere”. Un passaggio essenziale che si può concretizzare con l'esperienza dei CLUST-ER.

In chiusura, Letizia Piangerelli ha portato l'esperienza di CoopUP, un progetto di incubazione di imprese di Confcooperative che in varie città italiane sta catalizzando le energie innovative delle start up per avviare proposte concrete di nuove cooperative in grado di rispondere a bisogni emergenti. L'esperienza di Coop UP – secondo Piangerelli – è complementare ai CLUST-ER e può evolversi con la creazione di un collegamento tra idee d'impresa, ricerca e nuove opportunità.

Francesca Montalti, responsabile Innovazione Legacoop Emilia Romagna, ha sottolineato l'importanza di cogliere l'occasione, attraverso i CLUST-ER, perché le imprese cooperative possano svolgere un ruolo attivo nella ricerca e nello sviluppo dei vari settori economici presenti a livello regionale. “La logica – ha detto Montalti – è costruire relazioni a favore di una progettualità finalizzata a raggiungere obiettivi importanti di sviluppo, coagulando esperienze di vari soggetti e settori e valorizzando il contributo dei percorsi formativi allineati a ciascuna filiera d'attività”.